Vanno in scena le banche centrali. Esame di fine anno

Dalla Fed e BCE attese le nuove stime di crescita ed inflazione

La prossima settimana a dominare la scena saranno le banche centrali che si riuniranno per annunciare le decisioni sulle strategie future che dovrebbero segnare un disallineamento della politica monetaria nelle due maggiori aree economiche occidentali.

Mercoledì, 15 dicembre, è attesa la decisione della Federal Reserve che comunicherà anche le nuove previsioni su economia e inflazione. Le attese del mercato sono per una accelerazione del ritmo del tapering, per contrastare i forti rialzi inflazionistici.

L’ultima lettura sui prezzi ha evidenziato una crescita record dal 1982, nel mese di novembre, salendo al 6,8% rispetto all’anno scorso. “Anche se atteso, questo dato è di gran lunga il più alto tra quelli registrati dalle economie sviluppate del mondo e ben al di sopra dell’obiettivo di inflazione media del 2% della Federal Reserve. Questo accelererà la stretta politica della Fed e manterrà i mercati sul filo del rasoio, sostenendo al contempo gli asset che difendono dall’inflazione, dalle criptovalute alle materie prime e all’immobiliare”, afferma Ben Laidler, global markets strategist di eToro, commentando i dati sull’inflazione pubblicati venerdì negli Stati Uniti:

Il giorno dopo, giovedì 16 dicembre, si riunirà la Bank of England (BoE) che a novembre ha lasciato in tassi stabili contrariamente a quanto stimato dal mercato. Gli esperti si attendevano un aumento del tasso di base allo 0,25% dallo 0,1%, ma due membri del Comitato hanno votato per alzarlo e sette no. Panel diviso anche sui piani per terminare gli acquisti di obbligazioni alla fine dell’anno, con tre funzionari che avrebbero preferito uno stop anticipato.

Un’ora dopo si concluderà il consiglio direttivo della BCE che comunicherà le decisioni di politica monetaria. Successivamente la presidente, Christine Lagarde, terrà la consueta conferenza stampa illustrativa in cui riferirà delle previsioni aggiornate su economia e inflazione. La BCE dovrebbe decidere se confermare a fine marzo 2022 la conclusione del programma di acquisti di titoli anticrisi Pepp.

Diversamente dalla Federal Reserve che ha manifestato l’intenzione di un cambio di rotta in senso restrittivo, la banca centrale europea ha più volte ribadito che nell’area euro bisogna mantenere lo stimolo monetario e che l’alta inflazione è ritenuta avere natura transitoria.
Ma i continui rafforzamenti dei prezzi potrebbero mettere sotto pressione anche l’istituzione di Francoforte e non è poi così scontato che più avanti anche la BCE potrebbe essere costretta a reagire in qualche modo.

Nel frattempo, le rotte tracciate restano divergenti: molto espansiva quella dell’istituzione europea, un po’ più restrittiva quella della banca centrale americana.

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