Torna lo spettro spread: le ragioni della fiammata

Il termometro nelle ultime ore - anche in scia al conflitto in Ucraina - è tornato a salire ma per ora non dobbiamo avere paura: ecco perchè.

Ogni tanto ritorna: stiamo parlando dello spread, termine una volta solo per i più esperti, con il quale da qualche anno abbiamo imparato a familiarizzare. E’ tornato sotto i riflettori proprio in queste ore dopo la fiammata delle scorse ore a quasi 200 punti base. Per ora, nessuna catastrofe in vista ma va tenuto sotto controllo perchè è evidente che il termometro è tornato a salire. Tante (alcuni più evidenti di altre) le ragioni alla base dell’aumento, come scrive il Messaggero in una dettagliata analisi.

Spread sfiora quota 200

In sintesi,lo spread sale perché il nostro enorme debito è considerato meno sostenibile rispetto a pochi mesi fa e dunque gli investitori chiedono interessi più alti per comprate i nostri Bot e Btp”.
Ovviamente, la guerra tra Russia e Ucraina ha aggiunto alle incertezze ancora da “smaltire” della pandemia, nuove incertezze. Non aiuta neppure quanto sta accadendo in Cina con il colpo di coda del virus e lockdown che stanno bloccando i principali porti del Paese frenando i commerci internazionali e, di riflesso, la nostra economia.

Le ragioni della fiammata

Nelle scorse ore è arrivata anche la decisione della banca centrale Usa, la Fed, di alzare di mezzo punto il tasso base americano per combattere l’inflazione. Tradotto: il debito italiano costerà un po’ di più e dunque la sua sostenibilità ne soffre. Da considerare poi che l’invasione russa in Ucraina ha letteralmente congelato la crescita, che lo scorso anno aveva marciato su numeri record.

Niente paura (per ora)

Ma, scrive ancora il quotidiano, siamo anche in presenza di una controspinta. “Intanto l’inflazione ha una valenza benefica sul debito che pesa di meno. E questo effetto – che non va sopravvalutato – è una specie di benedizione per un debito pubblico enorme come quello italiano. L’altro elemento è sistemico. Gran parte del debito pubblico italiano è “nazionalizzato” nel senso che grandissime quantità di Buoni del Tesoro sono nel portafoglio della Banca d’Italia via Bce nonché di grandi istituzioni bancarie e assicurative”.

C’è poi il “fattore Draghi”, il fatto che alla guida del Governo di casa nostra ci sia proprio l’ex Bce, è sinonimo di solidità.