Il Decreto maggio si sdoppia. Imprese, turismo, bonus autonomi: cosa cambia

Il governo sta considerando seriamente l' ipotesi di 'spacchettare' il decreto maggio da 55 miliardi di aiuti, rifinanziamenti e sussidi alle imprese, dividendolo in due provvedimenti diversi

L’attesissimo Decreto aprile è ormai di fatto il Decreto maggio, che potrebbe sdoppiarsi in due provvedimenti. Gli aiuti alle imprese, per circa 33 miliardi, slittano ancora, mentre il ‘Cura Italia 2’ va varato in tempi rapidissimi e conterrà le risorse per gli ammortizzatori sociali, per il pagamento dei debiti della Pa con le aziende, per il secondo bonus agli autonomi, per turismo e cultura e per il comparto Sanità.

Non è detto che si sceglierà questa strada, spiegano fonti governative di Pd e M5S, “meglio sarebbe evitarlo”. Palazzo Chigi spera di riuscire a mettere d’accordo la compagine politica. Vediamo come si configura questo provvedimento, atteso ormai a giorni.

Misure per le imprese
Per quanto riguarda la liquidità delle imprese, si attendono contributi a fondo perduto e interventi per la ricapitalizzazione. E’ uno dei capitoli più delicati, al centro di un ampio dibattito all’interno della maggioranza di Governo, con il coinvolgimento delle parti sociali. Nella giornata del 6 maggio, incontro in videoconferenza fra esecutivo (Gualtieri e il Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli) e le imprese (Confindustria, Confapi, Confimi, Confprofessioni, Ance).

Secondo anticipazioni di stampa, gli interventi a fondo perduto potrebbero essere destinati a imprese, artigiani e commercianti con fatturato fino a 5 milioni. Conte aveva invece spiegato che gli interventi del capitale sono allo studio per medie imprese, di dimensioni quindi maggiori. In realtà, ci potrebbe essere una differenziazione: per le medie imprese, da 5 a 50 milioni di fatturato, agevolazioni fiscali per potenziare la capitalizzazione (sull’esempio dell’Ace). Per le imprese più grandi, interventi diretti dello Stato nel capitale, probabilmente per un tempo limitato.

In arrivo, per le piccole imprese, anche agevolazioni su affitti e bollette.

Indennizzi autonomi
E’ un altro punto molto caldo: è certo che ci saranno proroghe per i mesi di Aprile e Maggio del bonus di 600 euro riconosciuto in Marzo. E’ anche sicuro che la misura verrà incrementata: si parla di un innalzamento dell’indennizzo a 800 euro, per la stessa platea di beneficiari, oppure di una rimodulazione differenziata per i mesi di aprile e maggio. Quest’ultima sembra al momento al strada più praticabile, con una sorta di proroga per il mese di aprile dell’indennizzo, mentre per maggio si pensa a rivedere il meccanismo, alzando l’indennizzo a 800 o mille euro, e introducendo paletti relativi alla perdita di fatturato a causa del Coronavirus.

Lavoratori dipendenti
Proroga certa per la cassa integrazione con causale Covid 19, attualmente prevista (dal Cura Italia) per nove settimane: è ancora aperto il dibattito sul numero di settimane aggiuntive da riconoscere. In vista anche la proroga della NASpI, il sussidio di disoccupazione per i lavoratori dipendenti.

Non si escludono poi misure innovative, come la riduzione di orario a parità di stipendio, con la trasformazione delle ore in meno in attività di formazione.

Si attendono le proroghe delle varie misure di conciliazione lavoro famiglia, dai congedi per i genitori che hanno i figli a casa da scuola al bonus baby sitter, che potrebbe essere potenziato. Proseguirà il blocco dei licenziamenti (per altri tre mesi, fino a metà agosto).
Infine, dibattito aperto su badanti e colf: si parla o di accesso alla cassa integrazione anche per questo categorie, o di un meccanismo di indennizzi simile a quello previsto per gli autonomi.

Agricoltura
Altro capitolo caldissimo, con tanto di minaccia di dimissioni da parte della ministra, Teresa Bellanova, che insiste su una sanatoria per i migranti che lavorano alla raccolta nei campi: permessi di soggiorno di sei mesi, rinnovabili di altri sei mesi.
Allo studio anche assunzioni agevolate, con contratti a termine in agricoltura, per i lavoratori in cassa integrazione a zero ore o che percepiscono ammortizzatori sociali, che manterrebbero però il diritto ai sussidio, cumulandolo con la retribuzione, fino a un tetto di 2mila euro.

Reddito di emergenza
Sarà una misura temporanea (non strutturale, come il reddito di cittadinanza), si parla di un contributo per due o tre mesi, da 440 a 800 euro, destinato alle famiglie in difficoltà, modulato in base all’ISEE.

Incentivi fiscali
La misura di cui si parla di più è l’innalzamento al 120% dell’ecobonus per i lavori di riqualificazione energetica e del sisma bonus.

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