Così la Manovra penalizza i lavoratori dipendenti. Il report di Bankitalia

La discrepanza di trattamento tributario tra dipendenti e autonomi risulta accresciuta. A pagare sono sempre e comunque i dipendenti.

Non c’è solo l’innalzamento del tetto dell’utilizzo dei contanti, unito alle misure sul Pos, a creare dibattito intorno alla Manovra. Se sui pagamenti elettronici il governo sarà probabilmente chiamato a rivedere le proprie posizioni in seguito all’interlocuzione con Bruxelles, visto che i soldi del PNRR sono legati all’abbassamento dell’evasione fiscale che la misura tende invece a favorire, anche la Flat Tax rischia di rappresentare un problema.

Flat tax: l’alert di Bankitalia

In Manovra alcune delle misure non connesse all’emergenza energetica “presentano aspetti critici che la Banca d’Italia ha più volte segnalato in passato con riferimento a misure analoghe.

La discrepanza di trattamento tributario tra dipendenti e autonomi, e all’interno di questi tra quelli sottoposti a regime forfettario ed esclusi, risulta accresciuta”. Lo ha detto Fabrizio Balassone di Bankitalia in audizione sulla manovra. “In un periodo di inflazione elevata la coesistenza di un regime a tassa piatta e uno soggetto a progressività come l’Irperf comporta un’ulteriore penalizzazione per chi soggetto a quest’ultimo”, ha detto.

“La sussistenza di regimi fiscali eccessivamente differenziati tra differenti tipologie di lavoratori – ha spiegato – pone un rilevante tema di equità orizzontale, con il rischio di trattare diversamente, in modo ingiustificato, individui con stessa capacità contributivo”.

L’introduzione “di una flat tax incrementale difficilmente potrà eliminare l’eccessiva concentrazione dei fatturati dichiarati su valori appena inferiori alla soglia”, ha detto Balassone aggiungendo: “Per evitare che una stratificazione nel tempo di regimi speciali crei ulteriori spazi per comportamenti elusivi ed evasivi, occorrerebbe mirare a una riforma organica complessiva del sistema fiscale, con l’obiettivo di semplificarlo e di accrescerne equità”.

Reddito di Cittadinanza

L’attuale assetto del reddito di cittadinanza “non è privo di aspetti critici, per lo più legati alla duplice natura dello strumento, che è al contempo misura assistenziale e di politica attiva per l’accompagnamento e l’inserimento dei beneficiari nel mondo del lavoro. La sua riforma complessiva” contenuta nella manovra “potrebbe essere un’occasione per risolvere l’ambiguità e rafforzare l’efficiacia misure nel raggiungere le situazioni di bisogno”.

“L’introduzione del reddito di cittadinanza – ha ricordato – ha rappresentato una tappa significativa nell’ammodernamento del nostro sistema di Welfare. Una forma di reddito minimo a sostegno delle famiglie più bisognose è presente in tutti i Paesi dell’area dell’euro e in molti di essi presenta carattere di universalità. In questi anni – ha detto ancora Balassone – il sussidio ha contributio dapprima a contenere gli effetti negativi dell’epidemia di Covid sul reddito disponibile delle famiglie più fragili e poi a sostenere il potere d’acquisto particolamente colpito dal recente shock inflazionistico”.

Pagamenti ed evasione

“Soglie più alte” per l’utilizzo del contante “favoriscono l’economia sommersa” mentre “l’uso di pagamenti elettronici permettendo il tracciamento delle operazioni ridurrebbe l’evasione fiscale”. “I limiti all’uso del contante, pur non fornendo un impedimento assoluto alla realizzazione di condotte illecite, rappresentano un ostacolo per diverse forme di criminalità ed evasione”, ha detto ancora Balassone.