Inps, tornano gli avvisi per le partite Iva: ora si può rateizzare fino a 60 rate

Prende il via la nuova campagna di recupero credito Inps nei confronti delle partite Iva iscritte alle gestioni artigiani e commercianti

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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Con l’inizio di settembre, l’Inps riparte con la campagna di recupero dei contributi non versati dagli iscritti alle Gestioni Artigiani e Commercianti. Con il messaggio n. 2775 del 9 settembre 2026, l’Istituto ha comunicato l’avvio delle elaborazioni per l’emissione degli avvisi bonari relativi alle rate della contribuzione fissa con scadenza ad agosto e novembre 2025 e a febbraio 2026.

Le comunicazioni sono disponibili online nel Cassetto previdenziale Artigiani e Commercianti. Per chi si trova in una situazione temporanea di difficoltà economica, la normativa prevede inoltre la possibilità di chiedere una rateizzazione dei debiti contributivi, con un piano che può arrivare fino a 60 rate mensili nei casi previsti.

Chi riceverà l’avviso bonario

La nuova emissione riguarda i lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni degli Artigiani e dei Commercianti che non risultano in regola con il pagamento dei contributi fissi sul minimale di reddito.

In particolare, gli avvisi si riferiscono alle rate con scadenza:

  • ad agosto 2025;
  • a novembre 2025;
  • a febbraio 2026.

L’avviso bonario serve a informare il contribuente dell’irregolarità e a consentirgli di regolarizzare la propria posizione prima dell’eventuale passaggio alle procedure di recupero coattivo.

Dove trovare comunicazione e F24

L’avviso bonario non arriva necessariamente tramite posta ordinaria. Il contribuente deve verificare la propria posizione attraverso i servizi telematici dell’Inps. Il percorso indicato dall’Istituto per consultare la comunicazione prevede l’accesso al “Cassetto Previdenziale Artigiani e Commercianti”, la selezione di “Comunicazione bidirezionale”, quindi di “Atti emessi” e infine di “Avvisi bonari generalizzati”.

È disponibile anche il modello F24 precompilato, necessario per effettuare il versamento. Chi ha comunicato all’Inps un indirizzo di posta elettronica può ricevere anche un’e-mail di avviso. Tuttavia, la mancata ricezione dell’e-mail non esclude l’obbligo di verificare il proprio cassetto previdenziale.

Cosa fare dopo la ricezione

La prima operazione da compiere consiste nel controllare i dati riportati nell’avviso. È necessario verificare:

  • i periodi contributivi indicati;
  • l’importo richiesto;
  • gli eventuali oneri aggiuntivi;
  • la presenza di pagamenti già effettuati;
  • la corretta attribuzione del versamento alla propria posizione.

Se il debito risulta da pagare, è possibile farlo utilizzando il modello F24. Il versamento può essere effettuato tramite gli istituti bancari, gli uffici postali o i servizi di home banking abilitati.

Se invece la rata è già stata pagata, non bisogna effettuare un secondo versamento. È necessario trasmettere all’Inps la ricevuta del pagamento attraverso il servizio online dedicato.

Rateizzazione fino a 60 mesi

La possibilità di chiedere la dilazione del debito contributivo è la principale novità. La disciplina consente all’Inps di autorizzare il pagamento rateale per debiti non ancora affidati agli agenti della riscossione e in presenza di una situazione temporanea di obiettiva difficoltà economico-finanziaria.

Il numero massimo delle rate dipende dall’importo complessivo del debito:

  • fino a 500.000 euro: 36 rate mensili;
  • oltre 500.000 euro: 60 rate mensili.

La rateizzazione non si attiva automaticamente con la ricezione dell’avviso bonario. Per ottenerla è necessario presentare una specifica domanda di dilazione e indicare il numero di rate richiesto. La domanda può riguardare i contributi e gli accessori di legge, purché il debito non sia già stato affidato all’agente della riscossione.

Cosa accade se non si paga

L’avviso costituisce un passaggio precedente all’eventuale recupero coattivo del credito. Se il contribuente non paga, non regolarizza la propria posizione e non presenta una domanda di rateizzazione, l’Inps può procedere con l’emissione di un avviso di addebito. Questo documento ha valore di titolo esecutivo e presenta conseguenze molto più rilevanti rispetto all’avviso bonario.

Il mancato pagamento può comportare l’aggiunta di sanzioni civili, interessi e spese di riscossione, ma possono essere attivate misure esecutive o cautelari. Per questo motivo, chi riceve l’avviso dovrebbe intervenire rapidamente, verificando la propria posizione.