La rottamazione quinquies si allarga: il bollo auto non pagato può rientrare nella nuova definizione agevolata dei tributi locali e regionali, ma la possibilità non riguarda tutti gli automobilisti italiani.
La misura interessa i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione in un periodo preciso: dal 2000 al 2023. Per i tributi regionali, inoltre, l’accesso alla procedura dipende dall’adesione della singola Regione. Per gli automobilisti interessati il vantaggio consiste nella possibilità di estinguere il debito senza corrispondere le sanzioni e gli interessi previsti sulla cartella esattoriale.
Indice
Come pagare
Il debito ammesso alla definizione agevolata può essere versato tutto in un’unica soluzione oppure attraverso un piano rateale, fino a 54 rate bimestrali. Ogni rata non può essere inferiore a 100 euro.
Le Regioni che hanno aderito
Lo ricordiamo: il bollo auto è un tributo di competenza regionale. Per questo motivo la rottamazione dei carichi regionali affidati ad AdER non si applica automaticamente in tutta Italia. Le Regioni dove la procedura, ad oggi, è stata resa applicabile attraverso l’adesione alla normativa sono:
- Basilicata;
- Campania;
- Lazio;
- Puglia;
- Umbria.
Ogni Regione doveva approvare l’adesione entro il 31 luglio 2026. Chi non ha fatto sentire la propria voce entro fine luglio è attualmente fuori dalla rottamazione del bollo auto. Ma nulla proibisce che la politica possa decidere di aprire una nuova finestra di adesione in futuro.
Quando si può fare domanda per la rottamazione
Per chi può beneficiare della rottamazione quinquies, il calendario prevede diverse date:
- 15 ottobre 2026 – l’Agenzia delle Entrate-Riscossione metterà a disposizione il dettaglio dei carichi che possono essere interessati dalla definizione agevolata;
- 16 ottobre 2026 – sarà possibile presentare la domanda di adesione;
- 15 dicembre 2026 – scadrà il termine per inviare l’istanza;
- 28 febbraio 2027 – AdER comunicherà al contribuente l’importo dovuto e il relativo piano di pagamento, indicando anche le somme e le scadenze delle eventuali rate;
- 31 marzo 2027 – dovrà essere pagata la prima rata oppure l’intero importo se il contribuente avrà scelto il pagamento in un’unica soluzione.
Il caso Sicilia
Un caso particolare è quello della Sicilia, Regione a statuto speciale, dove è stata introdotta una misura territoriale autonoma denominata “straccia bollo”. La norma è stata pubblicata il 14 agosto nella Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana e riguarda le posizioni non pagate fino al 31 dicembre 2025.
Si tratta dunque pur sempre di una rottamazione del bollo auto, ma che non rientra nel raggio d’azione della più famosa rottamazione-quinquies dei carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
In ogni caso, chi ha dei vecchi bolli auto non pagati farebbe meglio a verificare sia l’eventuale presenza del debito tra i carichi affidati ad AdER, sia le eventuali iniziative autonome adottate dalla propria Regione.
Come verificare se il bollo auto rientra nella sanatoria
Per verificare con certezza se il proprio bollo auto non pagato ricade nella nuova sanatoria bisogna consultare la situazione debitoria attraverso l’area riservata del portale AdER, loggandosi con Spid, Cie o Cns.
Poi bisogna controllare che il carico:
- riguardi un debito compreso nel periodo previsto;
- sia stato affidato alla riscossione nei termini richiesti;
- rientri nelle condizioni previste dalla definizione agevolata.
L’ultimo controllo riguarda la Regione competente: bisogna, cioè, vedere se la Regione di riferimento ha aderito alla rottamazione-quinquies oppure se esistono diverse misure di definizione agevolata.