Le imprese del turismo hanno più tempo per accedere al bando Green Tour 2026, l’incentivo promosso dal ministero del Turismo e gestito da Invitalia per sostenere la transizione energetica, la digitalizzazione e lo sviluppo sostenibile del comparto. Con il decreto direttoriale del 3 settembre, infatti, la scadenza per presentare le domande è stata prorogata dal 15 settembre al 30 settembre 2026.
Il programma, con una dotazione complessiva del fondo pari a 109 milioni di euro, agevola progetti compresi tra 1 milione e 15 milioni di euro. L’obiettivo è quello di finanziare investimenti capaci di rendere le imprese turistiche più efficienti dal punto di vista energetico e più sostenibili, favorendo contemporaneamente l’innovazione dei servizi e una distribuzione dei flussi turistici lungo un periodo più ampio dell’anno.
Indice
Come funziona il bonus per le imprese del turismo
Il bonus riconosciuto nell’ambito del bando Green Tour consiste nell’erogazione di un contributo a fondo perduto combinato a un finanziamento agevolato.
Nel dettaglio, una volta presentato il progetto, le imprese beneficiarie avranno diritto a:
- un contributo a fondo perduto pari al 54% delle spese ammesse;
- e a una somma concessa con finanziamento agevolato pari al 46% della spesa rimasta.
La dotazione complessiva del fondo è pari a 109 milioni di euro, dei quali:
- 59 milioni destinati ai contributi a fondo perduto;
- 50 milioni ai finanziamenti agevolati.
Inoltre, il 60% delle risorse è destinato alle Pmi e almeno il 25% di questa quota alle piccole e microimprese.
Quali imprese possono accedere al bando Green Tour
Il bando si rivolge alle imprese turistiche di tutte le dimensioni, localizzate e operative sul territorio nazionale. Sono ammesse anche:
- le imprese estere, purché abbiano una sede in Italia al momento della presentazione della domanda e siano in possesso di codice fiscale o partita Iva italiana;
- le imprese che, pur operanti in settori diversi da quelli turistici, risultino attive da almeno tre anni e dimostrino di aver realizzato oltre il 50% del fatturato attraverso attività turistiche.
Inoltre:
- possono presentare domanda i proprietari delle strutture interessate dal piano di investimento, purché siano costituiti sotto forma di impresa e possano avvalersi dei requisiti posseduti dai gestori;
- il programma può essere realizzato anche in forma congiunta attraverso un contratto di rete. In questo caso, però, la rete può comprendere fino a cinque imprese e deve essere costituita nella forma della rete-soggetto e risultare registrata presso la Camera di commercio competente da almeno tre anni.
Quali investimenti finanzia
Sono agevolabili gli interventi facenti parte del programma avviati dopo la presentazione della domanda. In questo caso, però, il bando Green Tour distingue due tipi di interventi, ovvero:
- i “trainanti“, che sono quelli destinati al miglioramento dell’efficienza energetica delle strutture turistiche oppure alla produzione di energia da fonti rinnovabili e che devono costituire almeno il 51% della spesa ammissibile;
- e i “trainati“, che affiancano i primi e sono collegati alla digitalizzazione dell’ecosistema turistico e delle filiere.
Nel primo gruppo rientrano:
- la coibentazione degli edifici e delle reti di distribuzione;
- la sostituzione di serramenti e superfici vetrate;
- la sostituzione di impianti esistenti con sistemi più efficienti;
- la realizzazione di pareti ventilate;
- la riqualificazione energetica di piscine, strutture termali e aree wellness;
- l’installazione di impianti fotovoltaici, solari termici, impianti geotermici, pompe di calore e sistemi di accumulo Bess.
Del secondo gruppo invece fanno parte:
- sistemi di automazione;
- tecnologie per il monitoraggio dei consumi;
- strumenti di misurazione intelligente;
- soluzioni finalizzate a rendere più efficace la gestione energetica della struttura;
- investimenti legati ai criteri ESG, cioè agli aspetti ambientali, sociali e di governance, oltre ad altri interventi accessori e, a determinate condizioni, anche servizi di consulenza.
Come presentare domanda entro il 30 settembre
La domanda deve essere presentata online attraverso la piattaforma di Invitalia, soggetto gestore della misura. Lo sportello, dopo la proroga, resterà aperto fino alle ore 17 del 30 settembre 2026.
Alla richiesta vanno allegati:
- il piano d’impresa;
- le dichiarazioni sui requisiti generali, sulla dimensione dell’impresa, sul cumulo degli aiuti e sulle competenze;
- la documentazione relativa alle maggiorazioni, all’antimafia, al titolare effettivo e agli aspetti finanziari.
Sono previsti inoltre format specifici (messi a disposizione e scaricabili sul sito del ministero) per:
- la lettera bancaria;
- la disponibilità dei soci;
- le schede tecniche relative ai programmi di investimento.
Graduatoria
La semplice presentazione della domanda non garantisce l’accesso alle agevolazioni, poiché il bando prevede una procedura valutativa. Le imprese vengono inizialmente collocate in graduatoria sulla base dei punteggi attribuiti secondo i criteri previsti dall’avviso. Successivamente viene svolta l’istruttoria di merito.
Una volta conclusa questa fase, gli investimenti devono essere conclusi entro 18 mesi dalla data di concessione delle agevolazioni e, in ogni caso, non oltre il 30 settembre 2028.