Bonus bollette luce 2026, sconto fino a 60 euro e platea allargata: chi può ottenerlo

Nuovo contributo sulla luce per le famiglie con Isee fino a 25mila euro. I requisiti, consumi massimi, importi e modalità di accredito

Foto di Giorgio Pirani

Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

4 min di lettura

Chiedi a QuiFinanza

Per alleggerire il peso del caro energia arriva un nuovo contributo straordinario sulla bolletta della luce. La misura, introdotta dal decreto-legge n. 21 del 2026 e regolata da Arera con la delibera 238/2026/R/eel, può garantire uno sconto fino a quasi 60 euro. Non è però destinata a tutte le famiglie e viene riconosciuta soltanto dai venditori che aderiscono all’iniziativa.

L’agevolazione è rivolta ai clienti domestici residenti con un Isee fino a 25mila euro che non beneficiano già del bonus sociale elettrico ordinario. Quest’ultimo resta una misura distinta, riconosciuta automaticamente alle famiglie che rientrano nelle soglie previste. In base ai requisiti, il bonus sociale può riguardare anche le forniture di gas e acqua.

Chi può ottenere lo sconto

Il nuovo contributo punta a raggiungere una fascia di famiglie con redditi medio-bassi che, pur avendo difficoltà a sostenere le spese energetiche, resta esclusa dal bonus sociale ordinario. Sono previste tre categorie di beneficiari:

  • famiglie con meno di quattro figli a carico e Isee compreso tra 9.796 e 15mila euro;
  • famiglie con meno di quattro figli a carico e Isee superiore a 15mila e fino a 25mila euro;
  • famiglie con almeno quattro figli a carico e Isee compreso tra 20mila e 25mila euro.

Oltre a questi, ci sono altre regole. La fornitura deve essere domestica, attiva e collegata all’abitazione di residenza. Inoltre, l’intestatario del contratto deve coincidere con la persona che ha presentato la Dichiarazione sostitutiva unica, cioè il documento utilizzato per calcolare l’Isee. Deve inoltre risultare componente del nucleo familiare riportato nell’attestazione Isee.

Per le forniture attivate nel corso dell’anno, il contratto deve risultare attivo entro il 31 maggio 2026.

I limiti sui consumi

Il contributo non dipende soltanto dall’Isee. Per accedere allo sconto è necessario rispettare anche due soglie di consumo, riferite alla fornitura dell’abitazione principale. Per le forniture già attive, nel primo bimestre dell’anno, cioè tra gennaio e febbraio 2026, il consumo non deve superare 500 kWh. Per quelle attivate successivamente, il limite viene verificato sul primo bimestre completo disponibile.

Esiste poi una soglia annuale. Nei dodici mesi che precedono la fine del bimestre di riferimento, il consumo complessivo non deve oltrepassare 3.000 kWh. Il rispetto di entrambe le soglie è indispensabile. Il superamento anche di un solo limite comporta la perdita del diritto al contributo, anche se il nucleo familiare rientra nelle fasce Isee previste.

Quanto vale il bonus

L’importo non è fisso e non viene riconosciuto nella stessa misura a tutti i beneficiari. Lo sconto viene calcolato sulla base dei consumi elettrici registrati nel periodo di riferimento e del valore della componente energia del servizio di maggior tutela.

In base ai consumi considerati per il primo bimestre del 2026, gli importi indicativi sono i seguenti:

  • circa 18 euro per consumi intorno a 150 kWh;
  • circa 36 euro per consumi intorno a 300 kWh;
  • fino a quasi 60 euro per consumi prossimi a 500 kWh.

È importante prestare attenzione alla soglia massima. Un consumo di 499 kWh può consentire di ottenere il contributo più elevato, mentre il raggiungimento di 500 kWh comporta, secondo il meccanismo descritto, il superamento del limite e quindi l’esclusione dal beneficio.

La misura riguarda soltanto la fornitura elettrica e non introduce uno sconto analogo sulla bolletta del gas.

Come fare domanda

Uno degli aspetti più semplici della procedura riguarda il riconoscimento del beneficio. Il consumatore non deve compilare moduli né presentare una richiesta specifica.

Gli aventi diritto vengono individuati incrociando i dati della Dsu e dell’attestazione Isee con quelli dell’Inps e del Sistema informativo integrato, gestito da Acquirente Unico. Arera comunica poi i dati ai venditori che hanno scelto di aderire all’iniziativa. Lo sconto dovrebbe quindi comparire direttamente nella prima bolletta utile.