Bonus scuola paritaria fino a 1.500 euro, chi può averlo e come fare domanda

Il bonus scuole paritarie può essere richiesto per più figli e può essere cumulato con altri contributi regionali, entro determinati limiti

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

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Si avvicina una scadenza per un importante bonus scuola: le famiglie con figli che nell’anno scolastico 2025/2026 hanno frequentato una scuola paritaria possono ottenere un contributo economico fino a 1.500 euro per studente.

Il beneficio è destinato ai nuclei familiari con Isee fino a 30.000 euro. Le domande devono essere presentate entro il 21 settembre 2026 attraverso l’apposita piattaforma.

A chi spetta il contributo per la scuola paritaria

La misura è prevista dalla Legge di Bilancio 2026 e mette a disposizione, per quest’anno, una dotazione complessiva di 20 milioni di euro.

I 1.500 euro di cui si è detto rappresentano il massimo erogabile per singolo studente, ma la cifra effettivamente riconosciuta sarà stabilita dal Ministero dell’Istruzione e del Merito dopo la chiusura delle domande, tenendo conto dei parametri familiari.

Possono richiedere il contributo i genitori o gli esercenti la responsabilità genitoriale di studenti che nell’anno scolastico 2025/2026 hanno frequentato:

  • una scuola secondaria di primo grado paritaria;
  • il primo biennio di una scuola secondaria di secondo grado paritaria.

Dell’Isee fino a 30.000 euro si è già detto: le famiglie saranno divise in tre fasce, ovvero

  • prima fascia da 0 a 10.000 euro;
  • seconda fascia da 10.000,01 a 20.000 euro;
  • terza fascia da 20.000,01 a 30.000 euro.

Il contributo può essere richiesto anche per più figli. Se una famiglia ha più studenti che rispettano i requisiti, può quindi presentare una richiesta per ciascuno di loro, purché i figli risultino nel nucleo familiare e abbiano frequentato uno dei percorsi scolastici previsti.

Quanto spetta alle famiglie

Le risorse disponibili saranno distribuite dando precedenza alle fasce Isee più basse, sempre nel limite massimo di 1.500 euro per richiesta. Nel calcolo dell’importo sarà inoltre considerata l’eventuale presenza di contributi regionali ricevuti per la stessa finalità.

La misura è cumulabile con simili contributi regionali. Esiste però un limite: la somma dei contributi non può superare il Costo medio studente stabilito dal Ministero per l’anno scolastico 2025/2026. I valori indicati sono di 7.161,37 euro per la scuola secondaria di primo grado e di 7.852,29 euro per la scuola secondaria di secondo grado.

Domanda entro il 21 settembre

Torniamo alla scadenza: la richiesta deve essere presentata attraverso la Piattaforma Unica (unica.istruzione.gov.it) non oltre il 21 settembre 2026. Prima dell’invio, il sistema effettua una serie di verifiche automatiche per accertare il possesso dei requisiti.

Il Sidi, il sistema informativo del Ministero dell’Istruzione e del Merito, viene utilizzato per verificare la frequenza dello studente presso un istituto paritario e l’associazione tra genitore (o responsabile) e studente.

L’Inps verifica invece l’appartenenza del genitore e dello studente allo stesso nucleo familiare ai fini Isee e la relativa fascia. Viene inoltre consultata l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente per verificare l’appartenenza del genitore o responsabile e dello studente alla stessa famiglia anagrafica.

Per presentare la domanda deve essere disponibile sul portale Inps una attestazione Isee valida.

Successivamente sarà l’Ufficio Scolastico Regionale competente, in relazione alla sede della scuola frequentata dallo studente, a procedere con il pagamento.

I beneficiari riceveranno il contributo direttamente sul conto corrente.

Altri bonus scuola

Ricordiamo che sotto la generica locuzione di bonus scuola si indicano una serie di benefici. Del contributo fino a 1.500 euro per le scuole paritarie si è già detto. Ci sono poi le detrazioni scuola da portare in dichiarazione dei redditi e il bonus libri di testo.