Tfr, dal 2027 cambia la tassazione: chi rischia di pagare di più

Dal 1° gennaio 2027 viene eliminata la clausola di salvaguardia sulla tassazione del Tfr. Cosa cambia per i lavoratori

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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Dal 1° gennaio 2027 cambia la tassazione del Tfr, il trattamento di fine rapporto riconosciuto ai lavoratori dipendenti quando il rapporto di lavoro termina. La novità riguarda l’eliminazione della cosiddetta clausola di salvaguardia, finora utilizzata per applicare al lavoratore il calcolo fiscale più conveniente. La modifica è prevista dall’articolo 376 del nuovo Testo Unico sulle Imposte sui Redditi, contenuto nel Dlgs 117/2026. La norma dispone l’abrogazione dell’articolo 1, comma 9, della legge 296/2006, cioè la Finanziaria 2007. Quel comma stabiliva che, per la tassazione del Tfr e delle altre indennità di fine rapporto, si potessero usare, se più favorevoli, le aliquote e gli scaglioni Irpef in vigore al 31 dicembre 2006.

Cosa cambia dal 1° gennaio 2027 per la tassazione del Tfr

Fino al 31 dicembre 2026, quando viene liquidato il Tfr, l’Agenzia delle Entrate effettua un doppio calcolo nell’ambito della tassazione separata. Il primo calcolo utilizza le aliquote attuali. Il secondo prende invece come riferimento le aliquote Irpef in vigore nel 2006. Al termine del confronto viene applicata automaticamente la soluzione più favorevole al lavoratore. Questo meccanismo serve a evitare che alcune liquidazioni, soprattutto quelle maturate in rapporti di lavoro lunghi, subiscano un carico fiscale più alto rispetto al sistema precedente.

Dal 2027 il doppio calcolo non sarà più effettuato. Sul Tfr liquidato dopo la cessazione del rapporto di lavoro si applicheranno soltanto le aliquote vigenti nell’anno in cui termina il rapporto. In pratica, viene eliminato il confronto con gli scaglioni del 2006. Non ci sarà quindi più la possibilità di applicare il vecchio calcolo se risulta più conveniente. La novità interesserà chi andrà in pensione, cambierà lavoro o comunque riceverà il Tfr a partire dal 1° gennaio 2027.

Chi potrebbe pagare di più

L’eliminazione della clausola di salvaguardia non comporta automaticamente un aumento delle tasse per tutti. L’effetto dipende dal reddito di riferimento, dall’importo del Tfr, dagli anni di servizio e dagli scaglioni applicabili. I lavoratori con redditi medio-alti e rapporti di lavoro lunghi potrebbero essere più esposti a una tassazione maggiore, perché in alcuni casi il confronto con le aliquote 2006 poteva risultare più vantaggioso. L’impatto sarà più evidente quando la liquidazione ha un importo elevato. Per Tfr più bassi, invece, la differenza può essere limitata o anche non penalizzante.

Un punto rilevante riguarda il periodo in cui il Tfr è stato maturato. La nuova regola non si applica solo agli accantonamenti formati dal 2027 in poi. L’effetto riguarda le liquidazioni del Tfr che avvengono dal 1° gennaio 2027, anche se una parte delle somme è stata maturata negli anni precedenti. Questo significa che un lavoratore che ha accumulato Tfr tra il 2006 e il 2026, ma lo incassa dopo l’entrata in vigore delle nuove regole, non potrà più beneficiare del vecchio meccanismo di salvaguardia.

Quando conviene il cambio tassazione

L’eliminazione della clausola di salvaguardia non produce lo stesso effetto per tutti i lavoratori. Il risultato dipende dal Tfr lordo, dagli anni di servizio e dal reddito teorico annuo usato per calcolare l’aliquota media. In alcuni casi il sistema dal 2027 può risultare più conveniente rispetto al confronto con le aliquote del 2006. Il rischio di pagare di più riguarda però i lavoratori per i quali il vecchio calcolo sarebbe stato più favorevole. Per questo la novità va valutata sulla singola posizione, considerando importo lordo del Tfr, durata del rapporto e reddito di riferimento. Per chi prevede di andare in pensione o cambiare lavoro a partire dal 2027, la data di cessazione del rapporto diventa quindi un elemento importante nella stima del netto che sarà effettivamente incassato.