Nuovi problemi al commercio: in Cina crisi più grave di Suez

L'impatto dei problemi del porto della Cina meridionale continua ad aumentare e supera l'incidente di Suez

Non c’è una grossa nave incagliata in un canale, quello di Suez, conosciuto in tutto il mondo, ma i problemi al commercio globale causati dai disagi allo Yantian International Container Terminal (YICT), uno dei porti più trafficati della Cina per quanto riguarda la movimentazione dei container, hanno già superato quelli causati dalla portacontainer Ever Given a marzo.

Il porto, che ha un volume di movimentazione annuale di oltre 13 milioni di unità equivalenti a venti piedi (TEU, ovvero la misura standard di volume nel trasporto dei container), ha imposto rigorose misure di disinfezione e quarantena dal 21 maggio, quando è stato scoperto un focolaio di coronavirus.

Da allora la fila di navi fuori dal porto ha continuato ad aumentare perché nonostante i casi di Covid-19 rilevati siano pochi, i lavori di disinfezione delle navi e i periodi di quarantena alle persone che arrivano in porto hanno provocato un grosso ingorgo.

“L’impatto dei problemi del porto della Cina meridionale continua ad aumentare e supera l’incidente di Suez”, ha scritto su LinkedIn Lars Jensen, esperto di trasporto marittimo e CEO della Vespucci Maritime. Secondo le sue stime, sono state 153 le navi colpite dai ritardi fino ad ora, con altre 132 che hanno evitato di passare dalla zona per non incorrere in problemi.

“Per fare un confronto – scrive Jensen – il flusso medio di navi attraverso il Canale di Suez è di 14,6 navi portacontainer al giorno, comprese entrambe le direzioni. Quindi nel blocco del canale di 6 giorni a marzo sono state 87 le navi colpite direttamente, anche se il numero effettivo è stato leggermente superiore poiché alcune navi sono state reindirizzate a sud dell’Africa invece di essere messe in coda”.

“Con un flusso in entrata costante ogni giorno, aumenta la coda totale di navi in ??attesa di attraccare al porto di Yantian”, ha dichiarato ieri Maersk, il più grande armatore di navi mercantili al mondo. Secondo quanto riferito dalla compagnia di navigazione, l’Autorità Portuale è riuscita a riaprire una parte del porto interessata dalle chiusure, ma ciò incrementa la produttività soltanto al 45% dei livelli normali.

“Sebbene ciò abbia un impatto positivo sull’attività del gate, che dovrebbe raggiungere presto gli stessi livelli di prima delle restrizioni, l’affidabilità della pianificazione continuerà a risentirne con un tempo medio di attesa di 16 giorni e oltre“, ha aggiunto Maersk.

Tutto ciò ha già impattato le tariffe di trasporto spot a livello globale, con il World Container Index di Drewry in aumento del 10% nelle ultime tre settimane. L’indice, che traccia la variazione dei prezzi lungo le rotte principali del costo di spedizione di un container, è in rialzo di oltre il 288% rispetto a un anno fa, anche per i problemi delle catene di approvvigionamento e di reperibilità delle materie prime.

Sembra inevitabile che i tassi saliranno più in alto mentre ci dirigiamo verso l’alta stagione del terzo trimestre – ha affermato Simon Heaney, senior manager della ricerca presso Drewry Shipping Consultants – Sia gli importatori che gli esportatori soffriranno se i ritardi e i tempi di attesa si estendono”.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Nuovi problemi al commercio: in Cina crisi più grave di Suez