La Bank of Japan ha lasciato invariato il suo tasso di interesse di riferimento allo 0,75%, come da attese del mercato. Il voto del Comitato di politica monetaria, con 6 voti a favore e 3 contrari, rappresenta tuttavia la maggiore divergenza di opinioni durante il mandato di Kazuo Ueda, suggerendo una crescente pressione per normalizzare la politica monetaria.
Inoltre, nel rapporto trimestrale sulle prospettive economiche, la banca centrale ha rivisto al rialzo le previsioni sull’inflazione di base, portandola al 2,8% per l’anno fiscale in corso, contro il +1,9% stimato lo scorso gennaio. La crescita economica prevista per il periodo è ora dello 0,5%, rivista al ribasso rispetto all’1% stimato in precedenza.
Il voto
Nella riunione di politica monetaria odierna, hanno votato a favore del mantenimento del tasso allo 0,75%: Ueda Kazuo, Himino Ryozo, Uchida Shinichi, Koeda Junko, Masu Kazuyuki e Asada Toichiro. Hanno votato contro: Nakagawa Junko, Takata Hajime e Tamura Naoki.
Nakagawa Junko ha ritenuto che, sebbene la situazione in Medio Oriente rimanesse incerta, visti gli sviluppi economici, i rischi per i prezzi fossero orientati al rialzo in condizioni finanziarie accomodanti. Takata Hajime ha ritenuto che l’obiettivo di stabilità dei prezzi fosse stato più o meno raggiunto e che i rischi per i prezzi in Giappone fossero già orientati al rialzo a causa degli effetti di secondo livello degli aumenti dei prezzi derivanti dagli sviluppi all’estero. Tamura Naoki ha ritenuto che, con i rischi per i prezzi che si stavano orientando significativamente al rialzo, la banca centrale avrebbe dovuto fissare il tasso di interesse di riferimento il più vicino possibile al tasso neutrale. Ha proposto che la banca stabilisse la linea guida per le operazioni sul mercato monetario come segue: la banca avrebbe incoraggiato il tasso interbancario overnight non garantito a rimanere intorno all’1%. Le proposte sono state respinte a maggioranza.
L’outlook
La Bank of Japan ritiene probabile che la crescita economica del Giappone rallenti nell’anno fiscale 2026, poiché si prevede che l’aumento dei prezzi del petrolio, che riflette l’impatto della situazione in Medio Oriente, ridurrà gli utili aziendali e il reddito reale delle famiglie attraverso fattori come il deterioramento delle ragioni di scambio. Tuttavia, si prevede che l’economia continui a crescere moderatamente, seppur a un ritmo rallentato, poiché sarà probabilmente sostenuta da fattori quali le varie misure governative e le condizioni finanziarie accomodanti, oltre a sviluppi come il mantenimento di elevati livelli di profitto nel settore aziendale. È probabile che il tasso di crescita economica del Giappone aumenti moderatamente a partire dall’anno fiscale 2027, poiché si prevede che gli effetti negativi degli alti prezzi del petrolio si attenueranno e che il circolo virtuoso tra reddito e spesa si intensificherà gradualmente.
L’inflazione
È probabile che il tasso di aumento annuo dell’indice dei prezzi al consumo si attesti tra il 2,5% e il 3,0% nell’anno fiscale 2026, poiché si prevede che l’aumento dei prezzi del petrolio spingerà al rialzo i prezzi, principalmente di energia e beni, con il proseguimento delle strategie di trasferimento degli aumenti salariali sui prezzi di vendita. In seguito, con l’attenuarsi degli effetti degli alti prezzi del petrolio greggio, si prevede che il tasso di crescita si riduca a un intervallo compreso tra il 2,0% e il 2,5% nell’anno fiscale 2027 e a circa il 2% nell’anno fiscale 2028. Nel frattempo, data la persistente percezione di una forte carenza di manodopera, si prevede che il meccanismo per cui salari e prezzi aumentano moderatamente interagendo tra loro si manterrà, e che le aspettative di inflazione a medio-lungo termine aumenteranno. In questa situazione, si prevede che l’inflazione di fondo (indice dei prezzi al consumo) aumenti gradualmente, raggiungendo un livello generalmente coerente con l’obiettivo di stabilità dei prezzi tra la seconda metà dell’anno fiscale 2026 e l’anno fiscale 2027, per poi mantenersi intorno a tale livello.