L’ultima apertura della settimana dello spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è negativa. Il differenziale tra i due titoli di Stato ha infatti aperto oltre gli 81 punti base, con rendimenti particolarmente in rialzo alla luce della continua instabilità nello stretto di Hormuz e delle minacce di Donald Trump all’Iran.
Una situazione che permane ormai da due mesi e che, seppur rientrata rispetto ai picchi di inizio aprile, non lascia i mercati obbligazionari tranquilli. Il tempismo di questo picco è particolarmente sfortunato per l’Italia, visto che a cavallo del fine settimana si terranno le ultime aste dei Btp e dei Bot di Aprile.
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Lo spread tra Btp e Bund continua a crescere
Nei primi minuti dall’apertura dei mercati obbligazionari del 24 aprile 2026 lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è improvvisamente cresciuto del 3,84% rispetto alla chiusura precedente, portandosi a 81 punti base. Risultato dettato esclusivamente dalla crescita dei rendimenti dei Btp benchmark a 10 anni, su cui si misura il differenziale, che hanno raggiunto una media del 3,85% di rendita. Al contrario i Bund tedeschi sono rimasti sugli stessi livelli della giornata di ieri, al 3,04%.
L’aumento dello spread sembra essere stato determinato dall’instabilità nello stretto di Hormuz. Gli attacchi di Usa e Iran alle navi commerciali nella zona hanno destabilizzato la trattativa e la Cnn ha rivelato che l’amministrazione Trump avrebbe già pronto un piano d’attacco contro le risorse marittime dell’Iran nel caso in cui il cessate il fuoco, esteso a tempo indeterminato, dovesse essere violato.
Spagna e Francia limitano i danni
Sembrano però meno esposte a questa crisi rispetto all’Italia le altre grandi potenze europee. Oltre alla Germania, che come visto non ha subito cambiamenti nei rendimenti dei propri titoli di Stato, anche la Spagna ha limitato i danni, con un aumento dello spread di un solo punto, la metà di quello italiano, rispetto all’apertura di ieri. I Bonos si sono attestati su un rendimento del 3,51%, con uno spread di 47 punti.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
|---|---|---|
| Bund tedeschi | 3,04% | – |
| Btp italiani | 3,85% | 81 |
| Oat francesi | 3,70% | 66 |
| Bonos spagnoli | 3,51% | 47 |
Allo stesso modo, anche gli Oat francesi hanno mantenuto rendimenti e spread simili a quelli di ieri, con interessi del 3,70% e un differenziale di 66 punti base. Sull’Italia pesano i dati Ocse diffusi nella giornata di ieri, che hanno stimato la crescita del nostro Paese nel 2026 allo 0,4%.
Le aste di fine aprile
Nella giornata di oggi si terrà l’asta per i Btp Short Term a cui è stato assegnato il codice Isin IT0005692410. La loro scadenza è programmata per il 28 febbraio 2029. Nello stesso giorno avrebbero dovuto essere emessi anche i Btp€i, che però saranno sostituiti da un altro prodotto simile in futuro e quindi sono stati sospesi.
Le altre aste di fine aprile saranno:
- il 28 aprile l’asta dei Bot;
- il 29 aprile l’asta dei Btp a medio e lungo termine.
A inizio maggio invece si terranno altre due aste:
- il 7 maggio l’asta dei Bot;
- l’8 maggio l’asta dei Btp a medio e lungo termine.