Eni ha chiuso il primo trimestre con risultati migliori delle attese, grazie alla solida performance messa a segno da tutte le sue divisioni e dal successo della strategia satellitare, che ha garantito efficienza operativa e solidità finanziaria al Gruppo guidato da Claudio Descalzi. Eni ha anche rivisto al rialzo l’outlook, promettendo anche ritorni per gli azionisti.
I risultati del 1° trimestre
Il 1° trimestre si è chiuso con un utile netto di 1,3 miliardi di euro, al di sopra del consensus degli analisti che indicava un risultato di 1,29 miliardi, nonostante il contesto caratterizzato da incertezza ed elevata volatilità dei prezzi.
La produzione E&P è cresciuta del 9% rispetto al 2025 a 1,8 mln boe/g. Le eccezionali scoperte esplorative effettuate da inizio anno con circa 1 miliardo di nuove risorse in Angola, Costa d’Avorio, Libia, Egitto e da ultimo lo straordinario ritrovamento di Geliga in Indonesia, insieme alle decisioni di investimento per due rilevanti progetti a gas nel bacino indonesiano di Kutei danno ulteriore visibilità alla nostra traiettoria di crescita.
L’EBIT proforma adjusted del trimestre è stato pari a 3,54 miliardi, grazie alla solida performance della divisione E&P (petrolio) e ai risultati stabili di GGP (gas) e dei satelliti della transizione. La crescita operativo è stata del 23% su base sequenziale, mentre il confronto rispetto all’anno precedente è stato influenzato da effetti cambio sfavorevoli (apprezzamento EUR/USD dell’11%) e da proventi one-off registrati nel 2025.
Il flusso di cassa adjusted prima del capitale circolante è stato pari a 2,88 mld, finanziando investimenti organici per 1,9 mld. I ritorni di cassa agli azionisti pari a 1 mld, includono la terza tranche del dividendo 2025 (0,77 mld) e il completamento del programma di riacquisto di azioni proprie (0,3 mld).
L’indebitamento finanziario netto si attesta a 10,8 mld, con un rapporto di gearing del 15% su base proforma in linea con il range obiettivo (10%-15%)
Descalzi: posizione eccellente per cogliere migliore scenario
“I risultati di questo trimestre evidenziano una performance e una solidità finanziaria fondamentali nel supportare gli investimenti nel nostro portafoglio di progetti geograficamente diversificati”, ha confermato l’Amministratore delegato Claudio Descalzi.
“In prospettiva, il nostro portafoglio flessibile di attività diversificate e di alta qualità, il basso break-even dei progetti E&P, e la nostra robusta struttura finanziaria, con un rapporto di indebitamento ai minimi storici, – afferma l’Ad – ci collocano in una posizione eccellente per cogliere i miglioramenti dello scenario e condividere l’upside atteso con gli azionisti.
“La nostra nuova previsione di flusso di cassa di €13,8 mld, basata su una revisione del nostro scenario di riferimento per l’anno 2026, riflette questi fattori e si tradurrà in un rafforzamento del programma di riacquisto di azioni proprie a €2,8 mld, un incremento di circa 90% rispetto al piano iniziale”
Rivisto al rialzo l’Outlook 2026
Quanto all’outlook 2026, Eni conferma le prospettive di crescita operativa sostenuta e di generazione di flussi di cassa, con una partecipazione significativa all’upside da parte degli azionisti.
Per i risultati consolidati, si prevede un flusso di cassa operativo adjusted (CFFO) pari a 13,8 mld, capex lordi e netti confermati pari a 7 mld e 5 mld rispettivamente; im gearing atteso al limite inferiore del range previsto del 10-15%.
Per gli azionisti, confermata la previsione dividendo 2026 pari a 1,1 euro per azione (in aumento del 5% rispetto al 2025); sulla base della revisione dello scenario e dell’aggiornata previsione del CFFO, in linea con la politica di distribuzione, il 60% dell’upside rispetto al budget (che prevedeva un cash flow di 11,5 mld) sarà destinato alla remunerazione degli azionisti sotto forma di ulteriore buyback, con un piano di riacquisto di azioni proprie incrementato di circa il 90% a 2,8 mld, rispetto a una previsione iniziale di 1,5 mld sull’attesa di un prezzo del Brent pari a 90 $/barile (in caso di scenario superiore a 90 $/barile, o con un incremento superiore al 50% dei prezzi del gas o dei margini di raffinazione previsti, il 100% dell’upside del CFFO sarà distribuito come dividendo straordinario nell’ultimo trimestre).