Quando scade il taglio accise, come cambia il prezzo e il rischio diesel caro in Europa

Il governo cerca risorse per confermare lo sconto fiscale, ma l'ombra dei rincari incombe sui trasporti e sulle tasche delle famiglie

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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Si avvicina la seconda scadenza del taglio delle accise sui carburanti. Il primo è stato disposto dal governo Meloni a marzo, poi prorogato ad aprile. Senza il taglio delle accise di 24,4 centesimi, il rialzo dei prezzi di benzina e diesel tornerà a farsi vedere alle pompe e a farsi sentire in maniera diretta e indiretta sulle tasche dei cittadini.

Si aprono due strade: la proroga o la mancata proroga. Nel primo caso i prezzi, per quanto comunque elevati, risulterebbero mitigati rispetto ai rialzi internazionali. Ma in caso di mancata proroga, basandosi sull’attuale prezzo del diesel e aggiungendo i 24,4 centesimi, si rischierebbe di toccare la cifra più alta d’Europa per il prezzo del diesel. Anche la benzina sfiorerebbe la soglia psicologica dei 2 euro al litro.

Quando scade il taglio alle accise?

A ormai pochissimi giorni dalla scadenza del taglio delle accise, il provvedimento per mitigare l’impennata dei prezzi di benzina e diesel, ancora non è chiaro cosa accadrà ai distributori di benzina dal 2 maggio 2026. Ci sarà una nuova proroga? L’ipotesi non è da accantonare, ma c’è anche la possibilità che non venga decisa una proroga per via del costo della misura.

Nello scenario di proroga della misura, i prezzi di benzina diesel resterebbero vicino a quelli attuali. C’è comunque la componente variabile che dipende dalla situazione internazionale, ma il taglio delle accise mitigherebbe di 24,4 centesimi il rialzo.

Quanto ci costerebbe la proroga

Il problema è la ricerca delle risorse. Al momento per i 45 giorni di taglio delle accise, quindi dal 19 marzo al 1 maggio, sono già stati spesi quasi 1 miliardo di euro.

Come scrive Il Sole 24 Ore, si tratta di un investimento per il beneficio di cittadini e imprese che è difficile da replicare per via dei costi e del fatto che il governo Meloni sta già cercando coperture per altri interventi utili come il Piano casa e il decreto contro il lavoro povero.

Il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Matteo Salvini, parlando con i giornalisti in transatlantico alla Camera, sulla proroga del del accise ha dichiarato:

Vi stiamo parlando, però da solo non basta perché il taglio delle accise sui bilanci delle aziende di autotrasporto non arriva.

E ancora:

E siccome c’è uno sciopero già oggi convocato per il 25 maggio per una settimana, bloccare l’Italia per una settimana significa il caos, significa la paralisi, significa tornare ai tempi del Covid e chiudere.

Su questo punto spinge sulla responsabilità dell’Europa.

Le parole di Salvini sono state: “Quindi o l’Europa ci permette di aiutare o aiutiamo fregandocene di quello che ci dice l’Europa”. Il riferimento è la sospensione al patto di stabilità rifiutato da Bruxelles.

Come cambierà il prezzo

Nel caso di mancata proroga, a partire dal 2 maggio i prezzi di diesel e benzina subirebbero immediatamente un’impennata pari al taglio delle accise in corso. Quindi, oltre al prezzo di diesel e benzina ancora molto alto a causa dello stallo sullo Stretto di Hormuz, ai distributori sarebbe subito riscontrabile un +24,4 centesimi al litro.

Guardando ai prezzi di oggi (domenica 26 aprile 2026) al self-service:

Carburante Strada Autostrada Strada +24,4 Autostrada +24,4
Benzina 1,736 1,786 1,976 2,026
Diesel 2,062 2,177 2,302 2,417

L’Italia, in questo scenario, sarebbe l’unico Paese in Europa nel quale il diesel supererebbe la soglia dei 2,3 euro al litro.