Roma-Friedkin al bivio, 1 miliardo speso senza Champions: nuova rivoluzione e crisi Ranieri

Oltre 1 miliardo investito nella Roma: perdite, mercato, stadio da 1,3 miliardi e i costi per tornare in Champions

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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La proprietà della Roma guidata da Dan Friedkin ha già superato il miliardo di euro di investimenti complessivi nel club. Un impegno economico che riflette l’obiettivo di riportare stabilmente la squadra tra le grandi del calcio europeo. E ora con lo scontro tra Gian Piero Gasperini e Claudio Ranieri rischia di dover nuovamente partire da zero per dare vita ad un nuovo ciclo. Nel frattempo dall’acquisizione della Roma, la società non è mai riuscita a centrare l’obiettivo Champions, nonostante la cifra investita.

Roma, gli investimenti di Dan Friedkin

Secondo più fonti, l’acquisizione del club è costata circa 591 milioni di euro, tra acquisto delle quote e gestione dei debiti. A questa cifra si sono aggiunti ulteriori 37 milioni per arrivare al controllo totale della società. Nel corso delle stagioni successive, la proprietà ha sostenuto anche ingenti ricapitalizzazioni per coprire le perdite operative. Complessivamente, i versamenti hanno raggiunto circa 824 milioni di euro.

La gestione del club ha registrato perdite rilevanti negli ultimi anni. I conti mostrano un deficit di 185 milioni nel 2020-21 e di 219 milioni nel 2021-22. Negli esercizi successivi, il disavanzo è stato progressivamente ridotto: 103 milioni nel 2022-23, 81 milioni nel 2023-24 e circa 54 milioni nel 2024-25. Questo percorso è stato possibile grazie a una revisione dei costi, in particolare del monte ingaggi. Il costo del lavoro è sceso da circa 202 milioni lordi a una fascia compresa tra 130 e 140 milioni, con l’obiettivo di avvicinarsi ai 100 milioni.

Il mercato e gli investimenti sui giocatori

Dal cambio di proprietà sono arrivati 62 calciatori in sei stagioni, per una spesa complessiva di circa 458 milioni di euro. I risultati sportivi, come detto, non hanno ancora portato alla qualificazione stabile alla Champions League, considerata fondamentale per aumentare i ricavi. Negli ultimi anni la strategia è cambiata: maggiore attenzione ai giovani e agli investimenti sostenibili. Negli ultimi due anni e mezzo sono stati spesi oltre 200 milioni per giocatori under 24. Parallelamente, si è fatto ricorso anche a prestiti con diritto di riscatto per limitare i rischi economici. La mancata partecipazione alla Champions League però rappresenta uno dei principali limiti alla crescita economica del club.

Lo scontro Ranieri Gasperini

Si apre però il rischio di dover ricominciare di nuovo da zero dopo questa stagione, partita con premesse decisamente più ottimistiche. Dopo l’incredibile stagione di Claudio Ranieri, capace di arrivare ad un solo punto dalla Champions League, è arrivato Gian Piero Gasperini con lo stesso Ranieri ad occupare il ruolo di senior advisor. Una coppia che sembrava poter dare stabilità alla società e riuscire a conseguire l’obiettivo Europa che conta. Ad oggi il quarto posto dista 3 punti con Como e Juventus sopra i giallorossi, una situazione che potrebbe far ancora sperare nel raggiungimento dell’obiettivo ma che deve fare i conti con una clamorosa rottura all’interno della società.

Prima della sfida contro il Pisa, Claudio Ranieri ha attaccato Gian Piero Gasperini

“Avevo fatto i nomi di 5/6 allenatori, 3 non sono venuti e la società ha scelto Gasperini. Io ci ho parlato perché lo conoscevo. Lo abbiamo scelto per quello che aveva fatto all’Atalanta: partire con dei giovani e piano piano portarli su grandi palcoscenici. Ci aspettavamo quello che sta succedendo, abbiamo preso dei giovani. Tutti scelti insieme, non ce n’è uno arrivato senza la sua approvazione. Ziolkowski, Ghilardi, Venturino e Zaragoza sono arrivati tutti su sua richiesta per dare all’allenatore una squadra che era arrivata a un punto dalla Champions League”.

Parole forti che hanno trovato spiazzato anche lo stesso allenatore. Il futuro richiede quindi una scelta da parte di Friedkin, confermare Ranieri e esonerare Gasperini o salutare l’ex, tra gli altri di Napoli e Leicester, e puntare esclusivamente sull’allenatore ex Atalanta.

A prescindere dalla scelta, ci sarà da investire ulteriormente per permettere al progetto di crescere raggiungere l’ambita competizione europea che garantisce ricavi elevati tra diritti televisivi, premi e sponsorizzazioni.

Il progetto dello stadio e i costi complessivi

Un altro capitolo centrale riguarda il nuovo stadio previsto a Pietralata. Il progetto complessivo sfiora 1,3 miliardi di euro e comprende non solo l’impianto sportivo ma anche interventi di riqualificazione urbana. Nel dettaglio, circa 633 milioni sono destinati alla costruzione dello stadio, a cui si aggiungono investimenti per parcheggi, infrastrutture e servizi. Il finanziamento prevede diverse fonti: mutui bancari, capitale sociale e risorse dedicate alla copertura dell’Iva. La Roma dovrà inoltre versare un canone concessorio di circa 66 mila euro l’anno per 90 anni, per l’utilizzo dell’area pubblica. Altri soldi investiti dalla proprietà in attesa di un ritorno economico che passa necessariamente dalla Champions League.