Prosegue l’ascesa di Unicredit nel capitale di Generali, arrivando al di sopra della soglia del 9% del capitale, dopo che nel corso dell’assemblea annuale degli azionisti era già stato certificato un aumento della partecipazione dal precedente 6,68% all’8,72%. Ma la Banca di Piazza Gae Aulenti avrebbe poi ulteriormente accresciuto la sua quota, arrivando oltre il 9% del capitale e, fra buyback ed altri acquisti, sarebbe pronta a salire attorno al 10%, quota che farebbe scattare l’obbligo di chiedere il parere dell’Ivass.
Nuovi acquisti di azioni ai blocchi?
A far scattare le voci di un aumento della partecipazione sarebbe stato un blocco da 3,75 milioni di azioni Generali, pari allo 0,3% del capitale, transitato sul mercato nella giornata di venerdì, per un valore di 141 milioni di euro. Un movimento che in molti hanno ricondotto ad un’operazione posta in essere dalla Banca di Piazza Gae Aulenti.
Un rafforzamento della partnership
Bloomberg, citando fonti vicine al dossier, scrive che la decisione di UniCredit di aumentare la propria partecipazione in Generali “mira a rafforzare i legami commerciali e la posizione della banca in eventuali operazioni che coinvolgano la compagnia assicurativa”.
“Questa mossa si inserisce nel quadro delle discussioni in corso su accordi commerciali più ampi tra l’amministratore delegato di UniCredit, Andrea Orcel, e il suo omologo di Generali, Philippe Donnet“, scrive Bloomberg, aggiungendo “l’obiettivo è anche quello di segnalare a terzi potenzialmente interessati all’acquisizione di parti o dell’intera Generali che UniCredit dovrebbe essere presa in considerazione”.
I due Ad si sarebbero anche incontrati più volte negli ultimi mesi, per discutere dell’espansione delle partnership esistenti nella gestione patrimoniale, nelle assicurazioni e in altri settori. Secondo l’Ad del Leone di Trieste, Philippe Donnet, la partnership “sta funzionando bene” e, se si presentasse l’opportunità di ampliarla, “saremmo ovviamente aperti a valutarla”.
E non solo…
L’aumento della partecipazione di Unicredit, tuttavia, sarebbe anche da attribuire ad una mossa strategica della Banca nell’ambito del risiko che coinvolge non solo le banche, ma anche le assicurazioni, per bloccare qualsiasi aspirazione di terzi ad aumentare la presa sul Leone di Trieste. La mossa di Unicredit, infatti, renderebbe chiaro a chiunque voglia acquisire quote o ottenere il controllo di Generali che dovrà consultare anche Unicredit che si colloca fra i principali azionisti della compagnia assicurativa.
Attualmente, le quote maggiori sono in capo all’accoppiata Montepaschi-Mediobanca (che detiene il 13,2%), la famiglia Del Vecchio attraverso la finanziaria Delfin (con il 10,5%), Caltagirone (con il 6,26%) e Benetton (con il 4,86%).