Minerali critici, accordo Ue-Usa contro la Cina per rafforzare difesa e industria

Oltre ai minerali critici restano aperti altri fronti commerciali tra cui i dazi su acciaio e alluminio e il coordinamento verso Paesi terzi

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

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Nonostante le tensioni esistenti, Usa e Ue hanno trovato un punto d’incontro sulle materie prime. A Washington il commissario europeo al Commercio Maros Šefčovič e il segretario di Stato Marco Rubio hanno firmato un memorandum d’intesa che punta a coordinare le catene di approvvigionamento dei minerali critici.

L’obiettivo è rendere le forniture più sicure e sostenibili, riducendo i rischi legati alla concentrazione geografica delle risorse e alle tensioni geopolitiche. In estrema sintesi: sui minerali critici Usa e Ue intendono trovare un terreno comune per resistere alla straripante concorrenza della Cina.

Perché i minerali critici oggi sono fondamentali

Quando si parla di minerali critici ci si riferisce a materie prime indispensabili per settori chiave: semiconduttori, batterie per auto elettriche, tecnologie avanzate e sistemi di difesa. Senza questi materiali, l’intera architettura industriale occidentale rischia rallentamenti o blocchi.

Negli ultimi anni la crescente influenza della Cina nel controllo di queste risorse ha sollevato preoccupazioni sia a Bruxelles che a Washington. Le restrizioni all’export introdotte da Pechino hanno evidenziato la vulnerabilità delle supply chain globali.

Rubio ha parlato esplicitamente di “rischio inaccettabile” legato alla concentrazione delle risorse in pochi Paesi.

Così ha dichiarato Marco Rubio:

Abbiamo bisogno di diversità nelle nostre catene di approvvigionamento. Diversità nei luoghi in cui sono cruciali nel mondo.

Il commento di Maros Šefčovič:

Credo che insieme saremo ancora più strategici. Raggiungeremo i nostri obiettivi molto più velocemente di prima. E, naturalmente, insieme diventeremo più forti in questo settore così importante.

Il contenuto dell’accordo Usa-Ue

Oltre alla generica dichiarazione politica relativa alla collaborazione, il memorandum prevede un accordo su più fronti:

  • esplorazione ed estrazione dei minerali;
  • lavorazione e riciclo;
  • definizione di standard comuni;
  • strumenti commerciali condivisi;
  • incentivi agli investimenti;
  • coordinamento su scorte e approvvigionamenti.

È stato inoltre presentato un piano d’azione che include anche possibili iniziative con altri partner internazionali, aprendo a una dimensione plurilaterale.

Il punto centrale dell’intesa è la diversificazione: Stati Uniti e Unione Europea vogliono ridurre la dipendenza da pochi fornitori e costruire una rete più ampia e distribuita.

Questo spingerà verso maggiore coordinamento su sussidi e politiche industriali, accordi di acquisto a lungo termine, sviluppo di tecnologie per il riciclo e creazione di riserve strategiche. Šefčovič ha sottolineato che “la visione c’è, ora la sfida è trasformarla in progetti concreti”.

Questa apertura verso l’Europa da parte degli Stati Uniti viene letta come un segnale di convergenza su dossier considerati sensibili per sicurezza ed economia. Allo stesso tempo, la mossa si inserisce in una più ampia strategia occidentale per bilanciare il peso della Cina nelle catene globali del valore.

Sul tavolo anche acciaio e commercio

Durante gli incontri a Washington si è discusso anche di altre questioni, come i dazi Usa su acciaio e alluminio. L’Ue punta a un allineamento con gli Stati Uniti nei confronti dei Paesi terzi, in particolare per contrastare la sovraccapacità globale e le esportazioni a basso costo.

Si lavora inoltre a meccanismi comuni per proteggere le industrie occidentali, mentre proseguono i negoziati tecnici.