Nexi vola a Piazza Affari sull’ipotesi di offerta di CVC

Il titolo della paytech milanese balza del 6,4% sui rumors di un'offerta da 9 miliardi di euro rilanciata dal Financial Times

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Redazione

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Seduta in forte rialzo per Nexi a Piazza Affari, sostenuta dalle indiscrezioni su un possibile ritorno di CVC Capital Partners sul dossier della paytech milanese. I rumors su una possibile offerta del fondo di private equity hanno messo le ali al titolo della fintech, balzato in testa al listino principale con un progresso del 6,4% a 4,106 euro per azione, sui massimi da inizio anno. La performance contrasta con l’andamento piatto del FTSE MIB, che nella stessa seduta si muove sostanzialmente invariato in area 48.040 punti.

L’ipotesi di delisting da 9 miliardi

Secondo quanto riportato dal Financial Times, CVC potrebbe mettere sul piatto 9 miliardi di euro per il delisting di Nexi. Il fondo starebbe valutando l’operazione dopo il crollo del titolo registrato negli ultimi anni. Dal massimo storico del luglio 2021 a 19,40 euro, il titolo ha ceduto circa il 78%. L’operazione però di presterebbe ad incontrare degli ostacoli autorizzativi (Golden Power), a causa della presenza della divisione Digital Banking Solutions (DBS), business che include la rete nazionale interbancaria, la cui vendita al fondo americano per circa 1 miliardo di euro era già stata bloccata nel dicembre 2025 per l’opposizione di Cdp.

Lo schema dell’operazione

Una possibile struttura prevede lo scorporo della divisione Digital Banking Solutions (DBS), considerata un asset strategico nazionale, con il suo trasferimento a un investitore domestico qual è Cassa Depositi e Prestiti, per facilitare l’approvazione. Il piano allo studio prevede una ristrutturazione industriale volta a trasformare Nexi in una società di software per i servizi tecnologici di pagamento. Va però sottolineato come una precedente offerta di circa 1 miliardo di euro per questo asset sia già stata respinta per l’opposizione di Cdp.

Il nodo Golden Power

L’operazione è ancora in fase preliminare ed è subordinata all’ok del governo italiano, che potrebbe anche decidere di applicare il Golden Power, vista l’importanza strategica degli asset del gruppo. Secondo il Financial Times, il fondo non presenterà l’offerta a meno che il governo italiano non sia favorevole, mentre l’altro grande azionista di riferimento di Nexi, la Hellman & Friedman, che ha una quota del 22%, non sarebbe attualmente in trattative ma risponderebbe a un’eventuale offerta.

I dubbi degli analisti

Per gli analisti di Intermonte i 9 miliardi sono in linea con l’enterprise value di Nexi, che comprende la capitalizzazione di mercato e il debito netto. La stessa Intermonte vede tuttavia un’elevata incertezza sulla credibilità dell’operazione, sulla sua esecuzione e sull’allineamento politico, che rappresentano i principali ostacoli a una possibile transazione. Sulla stessa linea Banca Akros, secondo cui qualsiasi potenziale scenario di take-private incontrerebbe ostacoli significativi se non allineato con la posizione strategica di Cassa Depositi e Prestiti, ruolo definito un fattore chiave nel determinare la flessibilità strategica futura di Nexi. Anche Equita evidenzia come il processo rimanga altamente incerto.