Benzina più cara: ecco cosa sta gonfiando i prezzi

Il prezzo della benzina continua a lievitare alla pompa, sospinto da una serie di fattori

Il prezzo della benzina continua a lievitare alla pompa, sospinto da una serie di fattori, quali l’aumento della domanda, il rincaro dei prezzi delle materie prime e la scelta dell’Opec di non aprire i rubinetti all’improvviso, ma alimentare la crescita goccia a goccia. Una scelta che potrebbe far impennare l’inflazione, già piuttosto alta, ed impoverire le tasche dei consumatori.

La benzina rincara

L’ultimo monitoraggio dei carburanti del MISE, il 30 giugno, ha indicato che il prezzo medio mensile dei carburanti è cresciuto moltissimo, raggiungendo gli 1,625 euro al litro per la benzina e 1,486 euro al litro per il gasolio.

La spesa per il pieno degli italiani sale quindi a 88 euro e rischia di avere un impatto sulla spesa per le vacanze, laddove una gran parte di famiglie ha deciso di spostarsi con l’auto ed altri mezzi su gomma per raggiungere le mete vacanziere.

Uecoop parla infatti di un “salasso per le tasche degli italiani in un momento in cui le famiglie organizzano le risorse per riuscire ad andare in vacanza”.

Anche Codacons parla di “stangata” per le tasche dei consumatori, che per fare rifornimento avranno un aggravio di spesa da 270 euro annui a causa dei rincari di benzina e gasolio.

L’inflazione corre

L’inflazione in Italia ha registrato un incremento dello 0,1% su base mensile e dell’1,3% su anno a giugno, sostenuta dai prezzi energetici e dalla voce trasporti (+0,9%).

Un dato che mette in allarme le associazioni dei consumatori. L’Unione Nazionale Consumatori (UNC) parla infatti di una “stangata” che riguarda soprattutto i trasporti, equivalente a 238 euro in più per una coppia con due figli, mentre la voce Abitazione, acqua, elettricità aumenta di 219 euro, portando il totale dei rincari a 469 euro per una famiglia di 4 persone.

Stessa musica dal Codacons, secondo cui l’aumento dei prezzi si traduce in un aggravio di spesa di 399 euro su base annua per la famiglia “tipo” di tre persone e 519 euro per un nucleo con due figli.

Anche Federconsumatori stima che il caro-vita abbia ricadute sulla spesa, che stima nell’ordine di 387,40 euro annui a famiglia. Una spesa che preoccupa, soprattutto perché riguarda un settore, come quello dell’energia, in cui crescono senza sosta il disagio e la povertà.

Materie prime alle stelle

L’aumento del costo dei carburanti è in gran parte da attribuire alla crescita generalizzata delle quotazioni delle materie prime, scattata all’indomani delle riaperture post-Covid. Un trend che ha interessato tutte le categorie di materiali di base ed anche l’energia, primo motore della crescita.

Il prezzo del petrolio. che lo scorso anno aveva raggiunto un livello veramente basso di circa 21 dollari a causa del lockdown, è lievitato con prepotenza nel 2021, raggiungendo un livello di 76 dollari al barile, che nn si vedeva da ottobre 2018.

Vertice Opec+: un flop

L’Opec+, riunitosi il 1° luglio per definire la strategia, si è trovato inaspettatamente in disaccordo sull’aumento della produzione di petrolio, a causa dell’opposizione degli Emirati Arabi.

L’ultimo patto siglato dall’Organizzazione aveva delineato una exit strategy progressiva e graduale, che prevedeva aumenti mensili della produzione di 400 mila barili, da confermare mese per mese.

Per questo vertice si attendeva un accordo di massima di 500mila barili in più, che avrebbe aggiunto oltre 2 milioni di barili entro fine anno, posto che per l’ultimo trimestre è atteso un deficit produttivo di circa 2,3 milioni, a fronte di una domanda che quest’anno dovrebbe crescere di 6 milioni di barili.

In assenza di un accordo si tornerebbe alla linea dettata dal patto precedente, che indicava il mantenimento dei livelli produttivi sino ad aprile 2022. Una situazione che rischia di spingere le quotazioni attorno agli 80 dollari ed anche oltre.

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