Taglio accise verso lo stop, ipotesi bonus carburante da 100 euro: chi ne avrebbe diritto

Con la scadenza del taglio delle accise il Governo valuta di sostituire lo sconto alla pompa con un bonus mirato alle famiglie più fragili

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

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Il taglio delle accise sui carburanti si avvicina alla scadenza e il Governo si prepara a una decisione che potrebbe segnare un cambio di strategia nella gestione degli aiuti. Sul tavolo non c’è soltanto l’ipotesi di una proroga dello sconto alla pompa, ma anche quella di una misura alternativa più mirata e meno diffusa: un bonus da circa 100 euro per le famiglie più povere.

L’attuale riduzione delle accise ammonta a circa 6,1 centesimi al litro sulla benzina e a 12,2 centesimi sul gasolio, e scade il 7 giugno. È stata una misura introdotta in via emergenziale per contenere l’impatto dei prezzi energetici, ma ha avuto un costo oltremodo significativo per le finanze pubbliche, stimato intorno ai 10 milioni di euro al giorno.

Dal taglio generalizzato agli aiuti mirati

All’interno dell’esecutivo si sta rafforzando l’orientamento che vorrebbe superare progressivamente gli sconti generalizzati, anche in linea con le indicazioni arrivate da istituzioni europee e internazionali, come il Fondo monetario internazionale e la Commissione europea. L’obiettivo è quello di ridurre interventi indiscriminati e concentrare gli aiuti solo sui soggetti più fragili.

Bonus da 100 euro legato a Carta Dedicata a Te

La misura allo studio potrebbe prevedere l’erogazione di un voucher da circa 100 euro destinato ai nuclei familiari con Isee ordinario inferiore a 15.000 euro. La platea coinciderebbe con quella già beneficiaria della Carta Dedicata a Te, la card utilizzata per il sostegno all’acquisto di beni di prima necessità, di cui si aspetta il decreto attuativo per una nuova edizione.

Attraverso un circuito già individuato e sperimentato, il Governo vorrebbe erogare il contributo alla spesa dei carburanti, coinvolgendo circa 1,2 milioni di famiglie già selezionate. L’obiettivo sarebbe duplice: sostenere i redditi più bassi e ridurre al tempo stesso la spesa pubblica rispetto a uno sconto sui carburanti esteso indistintamente.

Prezzi in calo, ma resta il nodo coperture

Il confronto sul tema arriva in una fase in cui i prezzi dei carburanti mostrano un andamento più stabile rispetto ai picchi degli ultimi mesi. Il gasolio è finalmente sceso sotto i 2 euro al litro, mentre la benzina si mantiene intorno a 1,93 euro.

Tuttavia, senza proroga del taglio delle accise, le stime indicano un rialzo fino a circa 2 euro al litro per la benzina e 2,1 euro per il diesel. Una dinamica che rende più delicata la scelta dell’esecutivo, chiamato a bilanciare impatto sociale e sostenibilità dei conti pubblici.

Anche perché, se le ragioni dietro le tensioni geopolitiche attuali permangono, sarà difficile escludere nel prossimo futuro ulteriori rincari. È un contributo economico erogato una tantum, sulla falsariga di Carta Dedicata a Te, che rischia di essere insufficiente a coprire i fabbisogni delle famiglie italiane. Senza contare che un nuovo rialzo dei prezzi dei carburanti, in particolare del diesel, si rifletterebbe anche sui costi degli autotrasportatori e su tutta la filiera della grande distribuzione.

Una possibile svolta nella politica dei carburanti

La decisione attesa nelle prossime ore potrebbe segnare un cambio di approccio strutturale: dal sostegno generalizzato ai consumi energetici a un sistema di aiuti selettivi legati al reddito.

Il Consiglio dei ministri sarà chiamato a definire la linea definitiva, con effetti diretti sia sui prezzi alla pompa sia sul futuro delle misure di sostegno come la Carta Dedicata a Te