Commerzbank contro UniCredit: “Dati OPS fuorvianti, intervenga BaFin”

Contestato il superamento della soglia del 50%, denunciate anomalie sul 7,58% di azioni portate in adesione

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Redazione

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Commerzbank ha lanciato un duro attacco alle comunicazioni di UniCredit sull’andamento dell’offerta pubblica di scambio, definendole “fuorvianti” e suscettibili di creare “una falsa impressione di una posizione artificialmente gonfiata”. La banca tedesca ha formalmente chiesto a BaFin, l’autorità di vigilanza finanziaria tedesca, di avviare un’indagine sulla vicenda.

Al centro della contestazione c’è la comunicazione di UniCredit del 2 giugno, in cui la banca italiana riportava percentuali aggregate superiori al 50% sommando azioni detenute direttamente, posizioni in derivati e azioni portate in adesione. Secondo Commerzbank, queste categorie sono “fondamentalmente diverse” e non intercambiabili: UniCredit detiene direttamente circa il 27% del capitale di Commerzbank, mentre il resto riguarda strumenti derivati e azioni portate in adesione, che non corrispondono a diritti di voto effettivi né a posizioni di controllo equivalenti.

Il punto

Il punto più controverso riguarda il 7,58% di azioni portate in adesione dichiarate da UniCredit. Secondo l’analisi di Commerzbank, basata sulle informazioni fornite dalle banche depositarie, non è stato possibile identificare l’adesione di nemmeno un investitore istituzionale indipendente, mentre le adesioni retail ammontano a circa lo 0,05% del capitale. Il volume complessivo delle adesioni risulterebbe provenire in larga misura da banche e soggetti correlati, alcune delle quali sono notificate controparti nei derivati di UniCredit, tra cui Nomura con il 2,06%. “I dati indicano che, contrariamente a quanto affermato da UniCredit, le azioni portate in adesione non possono essere considerate come prova di un sostegno indipendente degli azionisti all’offerta”, si legge nel comunicato.

Dubbi sul prezzo

Commerzbank ha sollevato inoltre un terzo elemento critico: le adesioni significative si sono verificate nonostante il prezzo implicito dell’offerta sia stabilmente al di sotto della quotazione di mercato di Commerzbank, rendendo economicamente irrazionale aderire all’OPS in questa fase. “Ulteriore trasparenza da parte dei rispettivi operatori di mercato è necessaria riguardo agli incentivi economici, agli accordi e alle relazioni sottostanti”, ha precisato la nota.

La raccomandazione agli investitori

La banca tedesca ha quindi raccomandato a investitori e operatori di “astenersi dal trarre conclusioni definitive riguardo a posizioni azionarie, influenza, controllo o livello di consenso all’offerta fino a quando i fatti rilevanti non saranno stati pienamente accertati e adeguatamente comunicati”, invitando inoltre gli investitori istituzionali a verificare le attività di prestito titoli dei propri depositari, che potrebbero essere state utilizzate per le adesioni.