Il gruppo Pirelli è finito al centro di un caso finanziario e reputazionale dopo la pubblicazione di un report del fondo ribassista statunitense Grizzly Research, che ha messo in dubbio i rapporti del produttore italiano di pneumatici con la Russia. La questione, che non ha mancato di avere effetti di mercato, seppur temporanei, ha riportato alla ribalta la questione spinosa dello “short selling” usato come “arma” contro società quotate.
Grizzly spara a zero su Pirelli
Grizzly ha dichiarato di essere short su Pirelli, sostenendo che le sue conclusioni indicherebbero come le “strette relazioni con la Russia” rappresentino una minaccia per la sicurezza nazionale. Il report afferma di aver individuato una discrepanza sugli utili, fra quelli dichiarati pubblicamente da Pirelli e quelli che sarebbero emersi dai bilanci depositati in Russia.
In sostanza, Grizzly sostiene che i documenti russi lascerebbero intendere che il 10% degli utili netti di Pirelli provenga dalle operazioni in Russia, a fronte di una comunicazione aziendale secondo cui solo il 6% dei ricavi deriva dall’insieme di Russia, Medio Oriente, Africa e India. Il fondo ha anche affermato che un centro pneumatici situato in territorio ucraino occupato e indicato sul sito di Pirelli servirebbe l’esercito russo.
Va ricordato il contesto del settore: molti grandi produttori, tra cui Michelin, Continental, Goodyear e Bridgestone, sono stati costretti a importanti svalutazioni uscendo dal mercato russo dopo l’invasione su vasta scala dell’Ucraina nel 2022, mentre Pirelli all’epoca annunciò la sospensione di ulteriori investimenti nel Paese.
La replica di Pirelli e la minaccia dell’azione legale
La replica dell’azienda è stata netta e immediata. In una nota, Pirelli ha comunicato che quanto riportato da Grizzly Research “non corrisponde al vero”, ribadendo di non produrre pneumatici a fini militari e precisando che si tratta di una circostanza già nota e comunicata da tempo alle autorità competenti italiane. Il gruppo ha inoltre incaricato lo studio legale Gatti Pavesi Bianchi Ludovici di agire in tutte le giurisdizioni contro coloro che hanno diffuso queste informazioni false, a tutela degli azionisti e del buon nome della società.
I casi precedenti
Va infine segnalato un precedente che inserisce la vicenda in una strategia più ampia del fondo Grizzly: lo stesso short seller aveva mosso il mese scorso accuse analoghe di legami con la Russia ai danni della società tedesca di protesi Ottobock. L’esito del confronto, ora destinato a spostarsi anche sul terreno giudiziario, sarà determinante per ricostruire la fiducia degli investitori sul titolo della Bicocca.
La reazione del titolo in Borsa
Sul fronte di Borsa, la reazione questa mattina è stata vistosa, ma di breve durata. Il titolo è risultato volatile, arrivando a perdere fino al 13% prima di ridurre quasi interamente le perdite e tornare in prossimità della parità. In apertura, le azioni Pirelli cedevano circa il 5% a 5,62 euro proprio in scia alla posizione short dichiarata da Grizzly Research. Successivamente, il titolo ha annullato la pesante perdita iniziale virando in positivo, fino a 6,18 euro con un progresso dello 0,73%, rispetto a un minimo di giornata fissato a 5,31 euro.
Secondo i dati di mercato aggiornati, Pirelli tratta in area 6,05 euro su un minimo a 5,31 e un massimo a 6,20: l’ampiezza dell’escursione intraday testimonia il forte nervosismo degli operatori e l’intensità degli scambi.