Cos’è la pandemia e qual è la differenza con l’epidemia

L'Organizzazione mondiale della sanità ha valutato che il Coronavirus, ora, può essere caratterizzato come pandemia e non più solo come epidemia

L’Organizzazione mondiale della sanità ha valutato che il Coronavirus, ora, può essere caratterizzato come pandemia e non più solo come epidemia.

Ad annunciarlo il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, in conferenza stampa a Ginevra. “Non abbiamo mai visto una pandemia di un Coronavirus, questa è la prima. Ma non abbiamo mai visto nemmeno una pandemia che può, allo stesso tempo, essere controllata” ha aggiunto Ghebreyesus. L’Organizzazione mondiale della Sanità si dice “profondamente preoccupata sia dai livelli allarmanti di diffusione e gravità, sia dai livelli allarmanti di inazione” contro il Covid-19.

A pesare su questa decisione è stata la presenza del virus in tutti i continenti, a parte l’Antartide. In particolar modo sono stati molto incisivi i trend di crescita dei contagi prima in Cina, e adesso in Italia, Iran e Corea del Sud. I Paesi colpiti da Covid-19 sono ad oggi 105 sui 180 del mondo.

Dalla fase 5 alla 6

Passiamo così dalla cosiddetta fase 5 alla 6. Nella fase 5 si parla di “rischio pandemico sostanziale”, e cioè di un adattamento del virus alla specie umana e siamo in presenza di grandi cluster epidemici, ma la trasmissione è ancora abbastanza localizzata. Passare alla fase 6 significa che non è più possibile bloccare e circoscrivere il virus e che quindi bisogna adottare contromisure per minimizzare l’impatto.

L’ultima volta che è stata dichiarata una pandemia risale all’11 giugno 2009, quando dilagò nel mondo l’influenza di tipo 1 H1N1, meglio nota come “influenza suina”. Non fu dichiarata invece per la Sars nel 2002-2003.

Cos’è l’epidemia

Ma qual è la differenza tra epidemia e pandemia? L’epidemia è la manifestazione frequente e localizzata di una malattia infettiva, ma limitata nel tempo. Si verifica quando un soggetto ammalato contagia più di una persona e il numero dei casi di malattia aumenta rapidamente in breve tempo.

Spesso si riferisce al termine di epidemia con un aumento del numero dei casi oltre l’atteso in un particolare area e in uno specifico intervallo temporale. Le epidemie sono considerate tali caso per caso.

A titolo esemplificativo, possiamo considerare questi due casi: l’Hiv e la febbre tifoide. L’Hiv è una malattia diffusa ma non è in questo momento considerata un’epidemia negli Stati Uniti. Dal momento che ci sono stati 50mila nuovi casi di Hiv ogni anno negli Stati Uniti, e questo numero è stato abbastanza stabile per decenni, non c’è un’epidemia di Hiv perché è il numero previsto di casi. La febbre tifoide, invece, nel 1906 fece ammalare 51 persone a Long Island. Un numero estremamente piccolo, ma all’epoca e in quella specifica area, 51 casi di febbre tifoide furono un picco così drammatico da essere considerato un’epidemia.

Cos’è la pandemia

La prima cosa da capire per distinguere la pandemia dall’epidemia è che la pandemia non dipende dall’aggressività della malattia (il tasso di letalità della Sars, ad esempio, era del 9,6%, cioè molto più alto del Coronavirus), bensì con la sua diffusione geografica.

Dal greco pan-demos, “tutto il popolo”, la pandemia è un’epidemia che si espande rapidamente diffondendosi in più aree geografiche del mondo. Secondo l’Oms, una pandemia è la diffusione in tutto il mondo di una nuova malattia che, in generale, coinvolge almeno due continenti, con una elevata trasmissione da uomo a uomo.

Cosa può imporre l’Oms agli Stati

In un situazione di pandemia, l’Oms può imporre a singoli Stati, e quindi anche all’Italia, considerando che siamo il terzo Paese al mondo per numero di casi confermati dopo Cina e Corea del Sud, l’applicazione di misure straordinarie, come l’esecuzione di uno specifico protocollo sanitario, che però non è detto che i tutti i Paesi siano in grado di recepire.

I cosiddetti piani pandemici possono prevedere misure per riorganizzare i posti letto negli ospedali, i reparti, i pronto soccorso, il personale sanitario, l’acquisto di farmaci, l’accesso alle terapie e la messa a punto, la produzione e la diffusione su larga scala di un vaccino.

Durante la pandemia, l’Oms può chiedere un rafforzamento delle misure di sorveglianza e anche l’interruzione delle attività produttive o la limitazione dei trasporti via terra. Trattandosi di provvedimenti emessi da un ente internazionale, se il Paese non le rispetta incorre in sanzioni.

Dal punto di vista degli aiuti economici, non sono previsti programmi specifici, ma è piuttosto consequenziale che, parlando di pandemia, il mondo di mobiliti a trovare più aiuti per sconfiggerla.

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