Ancelotti nei guai: quanto avrebbe sottratto al fisco

Il tecnico di Reggiolo (fresco dell’accordo con il Brasile, di cui diventerà commissario tecnico nel 2025) avrebbe un conto in sospeso con le tasse in Spagna

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Federico Casanova

Giornalista professionista

Giornalista professionista. Ha lavorato con Mediaset, AGTW, Gazzetta di Parma, Resto del Carlino e Virgilio Notizie. Addetto stampa per diverse campagne elettorali locali e nazionali.

A distanza di circa un mese dalla chiusura della stagione in campo (con la finale di Champions League tra Inter e Manchester City che ha chiuso il calendario delle partite 2022/23) e dopo soli pochi giorni dall’apertura della sessione estiva di calciomercato, abbiamo già una certezza per quel che riguarda gli spostamenti e gli accordi tra club, giocatori e allenatori: quella di quest’anno verrà ricordata come la finestra degli scambi più inattesi alla vigilia.

La prepotente incursione di molte società dell’Arabia Saudita nelle dinamiche che governano gli acquisti e le vendite (iniziata già lo scorso inverno con l’arrivo di Cristiano Ronaldo in Medio Oriente) sta scompaginando il copione di tanti procuratori. Quest’ultimi da un lato si ritrovano a dover scaricare dirigenze storiche del panorama europeo con cui finora hanno avuto anni di rapporti consolidati, ma dall’altro vedono aprirsi un nuovo canale di trattative con i facoltosi sceicchi disposti a tutto pur di ingaggiare i pezzi più pregiati del calcio nostrano.

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Questo nuovo meccanismo del tutto inedito sta investendo anche molti club del nostro Paese: basti pensare alla Juventus di Massimiliano Allegri, che per diverso tempo si è detta convinta di poter portare il talento serbo Sergej Milinkovic Savic a Torino, salvo poi vederselo sfuggire a seguito della sua cessione concordata dalla Lazio di Claudio Lotito con i sauditi dell’Al Hilal.

Una cosa diversa – ma con lo stesso risultato finale – è accaduta fin qui all’Inter di Simone Inzaghi, che ha visto uno dei propri leader come Marcelo Brozovic fare le valigie e accasarsi in terra araba con un contratto di diversi anni e un ingaggio da parecchi milioni di euro. Se a questo aggiungiamo l’addio di un altro pilastro come Edin Dzeko, ci si può fare un’idea sulla rivoluzione in corso nei nostri confini nazionali.

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Nel frattempo, le sorprese non sono mancate nemmeno quando in gioco non c’erano gli sceicchi. L’esempio lampante è quello del Milan di Stefano Pioli, che ne giro di poche settimane ha dato il benservito a tre elementi cardine che hanno avuto un ruolo imprescindibile negli ultimi anni di successi.

Per quanto riguarda la dirigenza, sono stati accompagnati alla porta sia una bandiera come Paolo Maldini, sia il suo più stretto collaboratore Frederick Massara, personaggio che pare avessero accumulato diversi attriti con il nuovo proprietario americano Jerry Cardinale. Mentre dalla rosa dei giocatori è uscito nientemeno che Sandro Tonali, uno dei centrocampisti più talentuosi d’Europa (nonché perno della nostra Nazionale azzurra), ceduto agli inglesi del Newcastle per una cifra di poco superiore ai 70 milioni di euro.

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Mentre le società del Vecchio Continente cercano di prendere le misure a queste nuove concorrenti provenienti dall’Asia, ha avuto un eco mediatico minore delle aspettative la notizia che riguarda uno dei più grandi uomini di calcio di sempre, un orgoglio italiano che ha portato in alto il tricolore in ogni angolo del mondo: stiamo parlando di Carlo Ancelotti, attuale allenatore del Real Madrid, che dal 2025 sarà il nuovo commissario tecnico della Nazionale di calcio brasiliana.

Nonostante l’annuncio abbia iniziato a circolare con oltre un anno di anticipo rispetto al suo trasferimento in Sud America, il 64enne di Reggiolo ha già trovato l’accordo con la Selecao sia per quanto riguarda l’ingaggio (le cifre verranno rese note solo nel 2025), sia per gli obiettivi che gli verranno chiesti di raggiungere una volta entrato nello spogliatoio del Brasile.

Da lui ci si aspetta molto ed è la scelta stessa che lo conferma: Carlo Ancelotti sarà infatti il primo allenatore straniero a sedere sulla panchina dei verdeoro dal lontano 1965. Di lì in poi solo tecnici nostrani per il Brasile, che con “Re Carlo” andrà alla caccia del sesto mondiale (manca dall’edizione 2002 in Corea del Sud e Giappone) e della decima Coppa America (l’ultima vinta è quella del 2019 disputata in casa).

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Come se tutto questo non bastasse, nelle ultime ore è stata resa nota una notizia che rischia di condizionare i prossimi mesi di Carlo Ancelotti ancora al lavoro in Europa. Come riportato da diverse testate iberiche nella serata di ieri (prima tra tutte El Mundo), l’allenatore italiano avrebbe un conto in sospeso con il fisco spagnolo risalente alla sua precedente esperienza sulla panchina dei Galacticos.

Infatti, mentre entrava nella storia del club madrileno per aver portato in bacheca la tanto agognata Decima (ossia la Champions League numero 10 della storia del Real Madrid, trofeo che da quelle parti inseguivano da parecchi anni, conquistato nella finale del 2014 contro i cugini dell’Atletico Marid), il tecnico non avrebbe pagato una cifra esorbitante di tasse che invece sarebbero dovute confluire nelle casse dell’erario pubblico del Paese iberico.

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Secondo quanto descritto dalle testate sportive di Madrid e dalle agenzie di stampa, la somma complessiva che Carlo Ancelotti dovrebbe versare ammonterebbe ad un totale di circa 400 milioni di euro, un valore che sarebbe relativo all’anno professionale 2014. In Italia a dare la notizia in anticipo è stata la redazione di Eurosport, che – assieme a quella di Open – ha aggiunto altri dettagli relativi alla vicenda.

L’allenatore italiano si sarebbe infatti già riconosciuto colpevole dell’illecito tributario, indicando i suoi collaboratori dell’epoca come coloro che lo avrebbero consigliato male nella gestione delle somme dovute allo Stato spagnolo. In tutto questo, la parola fine la dirà solo il Tribunale di Madrid, che secondo le indiscrezioni dovrebbe comminare ad Ancelotti una pena detentiva, che però verrà di certo tramutata in una semplice ma onerosa sanzione amministrativa (che andrà ad aggiungersi alla restituzione che il tecnico avrebbe già predisposto). Poche settimane e il verdetto verrà reso pubblico.