Il Consiglio dei Ministri ha varato il quarto decreto legge sui carburanti. Il provvedimento proroga il taglio delle accise su benzina, gasolio, Gpl, gas naturale, Hvo e biodiesel per il periodo dal 23 maggio al 6 giugno 2026. Mentre la benzina manterrà uno sconto di circa 5 centesimi al litro (invariato rispetto al passato), il diesel subirà un taglio di circa 10 centesimi al litro, rispetto ai 20 di prima.
L’obiettivo dichiarato dal Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è quello di agire con un “intervento tampone”, in attesa che si sblocchi il negoziato con Bruxelles sulla clausola di salvaguardia per la spesa energetica.
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Come cambia il prezzo alla pompa
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto varato ieri dal Governo, lo sconto sulle accise del gasolio si dimezza da 24,4 a 12,2 centesimi di euro al litro, portando un pieno di diesel a costare 6,1 euro in più. I calcoli arrivano dal Codacons, che sottolinea come la riduzione dello sconto fiscale riporti l’Italia ai primi posti in Europa per il prezzo del diesel più caro.
In base al decreto, le accise passano:
- per il gasolio da 472,90 a 572,90 euro per mille litri;
- per la benzina l’accisa resta invariata a 622,90 euro per mille litri.
Questo significa che da oggi lo sconto sul diesel alla pompa scende a 12,2 centesimi al litro, mentre rimane invariato per la benzina a 6,1 centesimi di euro.
Con questa decisione, il prezzo medio del diesel self sulla rete nazionale tornerà a superare i 2 euro al litro, attestandosi a 2,09 euro al litro, mentre in autostrada salirà a una media di 2,18 euro/litro. In termini di spesa, la riduzione del taglio fiscale determina un aggravio su un pieno di gasolio di ben 6,1 euro ad automobilista.
Unc: “Automobilisti come polli da spennare”
La decisione di ridurre il taglio delle accise sul diesel dimostra che “anche questo Governo considera gli automobilisti dei polli da spennare” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando il provvedimento. In una nota afferma:
Alle 8 di oggi i prezzi non erano stati ancora adeguati, ma domani, nell’ipotesi di prezzi industriali costanti, il gasolio salirà a 2,187, mentre nella rete stradale, se a differenza del Mimit consideriamo nelle medie regionali anche Bolzano e Trento, sfonderà i 2,1 euro, passando dai 1,985 euro di oggi a 2,107 euro al litro. Un pieno di 50 litri verrà pagato 6 euro e 10 centesimi in più.
Stop allo sciopero degli autotrasporti
Nella stessa giornata del 22 maggio, prima della riunione del CdM, a Palazzo Chigi si è tenuto un incontro tra la premier Meloni, i ministri competenti e le rappresentanze del settore autotrasporto. Il confronto ha portato alla sospensione dello sciopero nazionale proclamato per il periodo 25-29 maggio.
Sergio Lo Monte, segretario di Unatras, uscendo dalla riunione, ha affermato:
Siamo soddisfatti, ci sono le condizioni per la sospensione del fermo.
Il governo ha varato un pacchetto di misure ad hoc per salvare il settore. Oltre al taglio delle accise, il Cdm ha approvato un credito d’imposta da 300 milioni di euro per l’autotrasporto (di cui 200 milioni aggiuntivi rispetto ai 100 già stanziati a marzo). Viene inoltre ridotto da 60 a 30 giorni il termine per la compensazione delle accise trimestrali, garantendo liquidità immediata alle imprese.