Piano Cashless, carta vincente contro l’evasione o spreco di risorse?

Recuperare 3,1 miliardi di sommerso in 4 anni, 1,4 euro per ogni transazione, scoraggiando il ricorso al contante e incentivando i pagamenti elettronici. Secondo le stime della Community Cashless Society di The European House – Ambrosetti, queste le potenzialità del “Piano Cashless” con cui il Governo potrebbe ottenere 0,8 miliardi di gettito Iva e un calo dell’evasione pari a 0,7 miliardi l’anno. Complessivamente – si legge nel Rapporto – lotteria degli scontrini, cashback e credito di imposta per gli esercenti sulle commissioni faranno aumentare i consumi di 46 miliardi al 2025.

Il Piano 

Il Piano per porre un freno all’economia sommersa – che nel nostro Paese ammonta a 211 miliardi l’anno con, in particolare, un gap tra gettito Iva atteso e imposta pagata di 35 miliardi – sta accelerando. Nei giorni scorsi il Governo ha ultimato un protocollo per garantire ai commercianti zero commissioni sui micro-pagamenti con le carte fino a 5 euro. Nel confronto con gli operatori sarebbe emersa, innanzitutto, la disponibilità di tutti gli operatori interessati ad aderire, su base volontaria, per incentivare i pagamenti digitali su cui si basa il meccanismo del cashback, la restituzione di una quota dei pagamenti effettuati, che dovrebbe partire dal 1 dicembre prossimo. Per le transazioni fino a 10 o 25 euro, da parte del Governo, ci sarebbe la disponibilità a ridurre o azzerare le commissioni ma, tale incentivo, sarebbe affidato alla libera iniziativa dei gestori di carte di credito. Il Piano proseguirà, poi, nel 2021 con l’ulteriore riduzione del tetto al contante e la lotteria degli scontrini. Nel dettaglio si parla di cashback con rimborso del 10% sugli acquisti pagati con moneta elettronica, super cashback con rimborsi di 3mila euro l’anno ai 100mila cittadini che effettueranno il maggior numero di transazioni con carte di credito/bancomat e lotteria degli scontrini con un premio annuale di 5 milioni per chi paga cashless e premi mensili fino a 100mila euro.

Esperti scettici

Per il ministro del Tesoro, Roberto Gualtieri, se tutti versano le imposte e usano pagamenti tracciabili, il fisco potrà essere meno pressante.

Tuttavia il Piano potrebbe rivelarsi “un inutile e costoso spreco di risorse pubbliche che potrebbero essere più efficacemente utilizzate altrimenti”. A sostenerlo è l’economista Alessandro Penati in un’analisi pubblicata sul quotidiano Domani. Il ragionamento parte dall’assunto che per il Piano Cashless il Def prevede di spendere 4,7 miliardi nel biennio 2021/2022. “L’efficienza – spiega Penati – vorrebbe che in due anni si recuperasse il doppio di evasione di circa 8/9 miliardi, dal reddito autonomo e da lavoro dipendente. Un obiettivo secondo Penati oltremodo ambizioso visto che l’evasione totale recuperata nel 2018 è stata di 3,3 miliardi, quasi interamente derivanti dal maggior gettito Iva grazie a split payment, reverse change eccetera”. Lo spreco di risorse deriva inoltre dal fatto – continua l’economista – che a beneficiare del piano saranno anche coloro che avrebbero utilizzato comunque la carta. In tale scenario – conclude Penati – “il vero modo per abbattere l’evasione è il controllo sistematico dei dati finanziari attraverso gli strumenti informatici”.

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