C’è un problema di evasione fiscale in Italia, ma qualcosa sta cambiando

Abbiamo evaso 1.274 miliardi di euro di tasse dal 2000. Con quei soldi si potrebbe ridurre di un terzo il debito pubblico italiano. Ma questi soldi non ci sono, perché qualcuno ha deciso di non versarli.

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Redazione

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Partiamo da un numero: 1.274,5 miliardi di euro. Sono le tasse che non sono state pagate in Italia dal 2000 al 2024, secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate.

Con quei soldi si potrebbe ridurre di un terzo il debito pubblico italiano, portandolo dal 138% del PIL all’83% circa, al di sotto della media europea. Oppure si potrebbero dare 20.000 euro a ogni cittadino italiano. O ancora, si potrebbe davvero abbassare le tasse sul lavoro, permettendo ai lavoratori di guadagnare di più e alle aziende di assumere più persone.

Ma questi soldi non ci sono, perché qualcuno ha deciso di non versarli.

evasione fiscale

Nel 2022 sono stati evasi più di 100 miliardi di euro

Secondo la “Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva anno 2025” del Ministero dell’Economia e delle Finanze, il tax gap – la differenza tra le tasse dovute e quelle effettivamente versate – ha superato i 100 miliardi di euro. La propensione all’evasione, cioè la percentuale di imposte non versate sul totale dovuto, si è attestata al 17%.

Il problema è in realtà cronico e strutturale, perché l’economia italiana è composta in larga parte da piccole e micro imprese, che per loro natura sono molto più difficili da controllare a livello fiscale rispetto alle grandi realtà aziendali. È vero anche che le grandi imprese eludono anch’esse il fisco, per esempio spostando la sede legale in paradisi fiscali, ma il loro impatto sui numeri complessivi dell’evasione è proporzionalmente inferiore.

Le conseguenze, però, le sentiamo tutti. Quando qualcuno non paga le tasse, lo Stato è costretto ad alzarle a chi le paga, a tagliare i servizi pubblici come la sanità, o a ricorrere al debito pubblico – che altro non è che una tassa indiretta sulle generazioni future.

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Un’idea semplice che ha portato allo scoperto 5,3 miliardi di economia sommersa

Negli ultimi mesi il governo ha introdotto una misura concreta: l’obbligo per tutti gli esercizi commerciali di collegare il Pos per i pagamenti elettronici al registratore di cassa telematico, che è collegato direttamente all’Agenzia delle Entrate.
In pratica: ogni volta che paghiamo con carta o smartphone, lo scontrino fiscale viene emesso in automatico. Non c’è più modo di “dimenticarsi” di registrare la vendita.

Il risultato? Sono stati scoperti 115 milioni di scontrini che altrimenti non sarebbero mai stati emessi, per un totale di oltre 5,3 miliardi di euro di economia sommersa portata alla luce. Significa che il Fisco, e quindi tutti noi, riuscirà a far pagare le tasse su 5,3 miliardi di euro che prima erano invisibili.

La buona notizia: la lotta all’evasione sta funzionando

Nel 2022, rispetto al 2018, l’evasione fiscale si è ridotta di circa 13 miliardi di euro (dati aggiustati per l’inflazione) e la propensione all’evasione è scesa di 2,6 punti percentuali.

Nel 2025, l’Agenzia delle Entrate ha recuperato 36,2 miliardi di euro non riscossi, 2,8 miliardi in più rispetto al 2024. È il record di sempre.
Questi dati dimostrano che gli sforzi di questo governo e di quelli precedenti per combattere la piaga dell’evasione fiscale stanno dando dei risultati molto promettenti. La strada è ancora lunga, ma la direzione è quella giusta.

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Perché pagare le tasse riguarda tutti

C’è una retorica, spesso propagandistica, che dipinge le tasse come un “furto” imposto dall’alto. Ma nelle economie moderne il sistema tributario ha dei ruoli precisi: finanzia infrastrutture, sanità universale, scuola pubblica, ordine pubblico; redistribuisce la ricchezza verso chi viene sistematicamente svantaggiato; mantiene in piedi il patto sociale che permette alla nostra società di funzionare.

Tutto questo non significa che non si possa discutere di quanto siano alte le tasse, di come vengono distribuite, o di come vengono spese: sono conversazioni legittime e necessarie. Ma sono una cosa diversa dall’evasione, che sono un costo che alla fine pagano sempre gli altri.

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