Accise sulle sigarette, il Tar Lazio promuove il calcolo del Fisco e nega i risarcimenti

I giudici respingono il ricorso dei produttori confermando la validità delle norme. Sullo sfondo restano le ipotesi di nuovi rincari

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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Confermato il prezzo delle sigarette, che passa anche attraverso le modalità del calcolo delle accise. Il Tar del Lazio chiude dopo 6 anni il contenzioso con Italian Tobacco Manufacturing e Manifattura Italiana Tabacco, ribadendo quanto già detto sulle disposizioni per il calcolo delle accise: sono valide. E così respinge il ricorso. Le società italiane chiedevano un risarcimento del danno provocato dal calcolo, ma il Tar ha ribadito la legittimità costituzionale dello stesso.

Cosa cambia? Per i consumatori nulla. Continuano gli aumenti dei prezzi, che entro il 2027 potrebbero arrivare anche a 5 euro in più. Almeno questa è la proposta arrivata in Parlamento.

Calcolo delle accise sulle sigarette: la sentenza del Tar

Va avanti da circa 6 anni la battaglia per il calcolo delle accise sulle sigarette. Il Tar del Lazio ha però messo il punto: ricorso respinto. Italian Tobacco Manufacturing e Manifattura Italiana Tabacco non otterranno un risarcimento. Ma soprattutto le disposizioni sulle modalità di calcolo delle accise sul prezzo di vendita al pubblico delle sigarette sono legittime.

Il calcolo dell’Onere fiscale minimo non genera “distorsione della concorrenza”, che era il punto portato da Italian Tobacco Manufacturing e Manifattura Italiana Tabacco contro l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Secondo la sentenza “le censure e le questioni sollevate e implicate dal ricorso” sono infondate. Per due volte il giudice aveva dichiarato inammissibili i dubbi.

Si legge che, se le disposizioni sono legittime, allora:

non può in alcun modo configurarsi una responsabilità risarcitoria difettando in primo luogo il presupposto della condotta illecita, posto che l’atto impugnato risulta conforme alla legge, e mancando, altresì, l’elemento soggettivo della colpa dell’Amministrazione, la quale si è limitata a dare puntuale e doverosa attuazione a una disciplina normativa vigente e vincolante.

Come si compone il prezzo delle sigarette?

Il prezzo delle sigarette, che continua ad aumentare, è composto da diverse voci. Il prezzo di vendita al pubblico è determinato dal Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, sulla base dei prezzi richiesti dai produttori o importatori.

Si compone di

  • accisa;
  • Iva (al 22%);
  • aggio (10%);
  • quota al fornitore (su cui gravano spese di distribuzione).

Nello specifico, per le sigarette:

l’accisa corrisponde alla somma di una componente fissa, che dal 1° gennaio 2025 è pari a euro 29,50 per 1.000 sigarette, e di un elemento proporzionale, costituito dal 49,50% del prezzo di vendita al pubblico.

È previsto anche un onere fiscale minimo (Iva + accisa) che dal 1° febbraio 2025 è pari a euro 209,30 per chilogrammo convenzionale (1000 sigarette). Diverso invece per i sigari, perché l’accisa è calcolata applicando l’aliquota di base del 23,50% sul prezzo di vendita al pubblico, e i sigaretti, con l’accisa calcolata applicando l’aliquota di base del 24%. Mentre per il tabacco trinciato l’accisa è calcolata applicando l’aliquota di base del 60% sul prezzo di vendita al pubblico.