Flat tax redditi esteri, la Corte dei Conti frena: “Rischio di incostituzionalità”

I magistrati contabili sollevano dubbi sull'equità del fisco nel Rendiconto dello Stato. L'Irpef grava sempre più sui lavoratori dipendenti

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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La Corte dei Conti si è espressa sul regime fiscale voluto dal governo Renzi. La flat tax potrebbe essere contraria alla Costituzione. Il commento arriva nel Rendiconto generale dello Stato, nel quale i magistrati contabili hanno spiegato che non è mai stata fatta alcuna analisi per verificare quanto i beneficiari abbiano effettivamente risparmiato grazie all’imposta sostitutiva sui redditi esteri. La misura ha quindi aggiunto valore al Paese, ha attirato nuovi investimenti?

L’identikit dei neo-residenti che hanno usato l’articolo 24-bis del Tuir è in prevalenza quello degli sportivi professionisti.

Flat tax: cosa dice la Corte dei conti

Nel Rendiconto generale dello Stato, la Corte dei Conti ha espresso dubbi sui benefici della flat tax per il Paese. Potrebbe invece produrre gravi disparità di trattamento ed è a rischio “conflitto con il principio costituzionale del contributo alle spese pubbliche”.

I numeri raccontano di un crescente uso del meccanismo di rientro in Italia. Con l’ultima legge di Bilancio del governo Meloni, chi rientra può sostituire l’Irpef sui redditi prodotti fuori dal Paese con un’imposta forfettaria, portata da 200mila a 300mila euro.

Ne hanno approfittato in tanti: i beneficiari sono saliti a 1.923, di cui 1.374 contribuenti principali e 549 familiari.

Quanto è rientrato in Italia?

Un conto i beneficiari e un altro i benefici. Secondo i dati riportati dalla Corte dei conti, tra il 2020 e il 2024 sono stati versati complessivamente circa 469 milioni di euro, di cui 153 nel solo 2024.

Poco o troppo? Come scrive Il Fatto Quotidiano, è impossibile avere una risposta certa, perché non è dato conoscere l’ammontare dei redditi esteri dei beneficiari e quindi le imposte ordinarie che l’erario avrebbe riscosso senza il regime agevolato e a cui sta rinunciando.

Non si conosce:

  • il costo effettivo dell’incentivo per le finanze pubbliche;
  • il beneficio prodotto per l’economia italiana.

Chi ci guadagna?

Alla fine la flat tax agevola i soggetti con redditi distribuiti in più Stati e che si trasferiscono in Italia per motivi di lavoro o personali, soprattutto gli sportivi professionisti.

Infatti, secondo il report:

nel 2024 meno della metà dei beneficiari del regime (il 48,4%) abbia dichiarato anche redditi prodotti in Italia, per un ammontare complessivo di 102,5 milioni di euro. Quasi tre quarti (73%) derivano da lavoro dipendente.

Il peso fiscale

Il risultato è che l’ampliamento dei regimi speciali solleva questioni di equità, efficienza e semplificazione del sistema tributario, come scrivono i giudici della magistratura contabile. Potrebbero essere, scrivono, persino contrari alla Costituzione.

Alla fine, sottolinea il presidente della Corte dei Conti, Guido Carlino:

con il mancato perseguimento dell’equità orizzontale l’Irpef continua a gravare quasi esclusivamente sui redditi da lavoro dipendente e da pensione (82%).

Un dato confermato anche di recente dai sindacati.