Piano Casa 2026, mutui garantiti per giovani e famiglie: chi può richiederli

Il nuovo Piano Casa punta su edilizia pubblica, affitti calmierati e garanzie sui mutui per ampliare l’accesso alla casa in Italia

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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Il governo Giorgia Meloni ha approvato il 30 aprile 2026 il Piano Casa, un pacchetto organico di misure urgenti per affrontare l’emergenza abitativa che colpisce una fetta sempre più ampia della popolazione italiana. L’obiettivo è rendere disponibili circa 100mila abitazioni tra edilizia popolare e soluzioni a prezzi calmierati entro i prossimi dieci anni. La dotazione finanziaria pubblica può arrivare fino a 10 miliardi di euro.

Tra le misure più attese c’è il rifinanziamento pluriennale del Fondo di garanzia per la prima casa, pensato per sostenere chi vuole acquistare un’abitazione ma non riesce ad accedere al credito bancario senza un supporto pubblico.

A chi è rivolto il Fondo di garanzia

Il Fondo offre una copertura statale sul mutuo fino al 90%, una soglia significativa che riduce il rischio per le banche e rende più accessibili i finanziamenti per l’acquisto della casa. Non si tratta però di uno strumento universale: il governo ha scelto di concentrare il beneficio su categorie specifiche, considerate prioritarie nell’ambito del piano. Possono accedervi:

  • giovani fino a 36 anni;
  • giovani coppie;
  • famiglie numerose;
  • nuclei monoparentali.

Il Fondo si inserisce in una strategia più ampia con cui il Piano Casa affronta il problema in modo strutturale. La questione abitativa non riguarda solo le fasce più vulnerabili, già coperte dall’edilizia residenziale pubblica, ma anche chi lavora o studia e ha un Isee superiore ai 20mila euro. Si tratta di persone che non rientrano nelle graduatorie popolari, ma che non dispongono comunque delle risorse necessarie per sostenere i prezzi del mercato libero.

È proprio per questi soggetti che la garanzia statale sul mutuo può fare la differenza tra un acquisto possibile e uno destinato a restare solo un progetto.

Su cosa si basa il decreto

Il Piano Casa si articola su tre assi principali, ciascuno con obiettivi e strumenti distinti. Il primo riguarda il recupero dell’edilizia residenziale pubblica: è previsto un programma straordinario per rimettere in uso circa 60mila alloggi oggi inutilizzabili, con uno stanziamento di 1,7 miliardi di euro, integrabili fino a 4,8 miliardi attingendo ai fondi per la rigenerazione urbana.

Un altro pilastro è l’housing sociale, finanziato con un pacchetto da 3,6 miliardi di euro destinato alla creazione di nuove abitazioni a canone calmierato. Infine, il provvedimento punta ad attrarre capitali privati nel settore attraverso semplificazioni burocratiche e procedure più rapide. Per gli investimenti superiori a un miliardo di euro è prevista la nomina di un commissario straordinario con il potere di rilasciare un’autorizzazione unica, riducendo i passaggi amministrativi e rendendo più prevedibili i tempi di realizzazione degli interventi.

Chi può accedere alle nuove case

I requisiti per accedere agli alloggi a prezzi convenzionati sono già in buona parte definiti. Potranno beneficiarne:

  • cittadini italiani, europei ed extracomunitari con permesso di soggiorno per attività lavorativa;
  • famiglie con Isee superiore a 20mila euro, escluse dall’edilizia popolare ma non in grado di sostenere il mercato libero;
  • lavoratori fuori sede per cui il datore di lavoro è tenuto a fornire un alloggio;
  • lavoratori stagionali e studenti universitari.

Il ddl sugli sfratti

Accanto al decreto-legge, il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge parallelo in materia di rilascio degli immobili, con l’obiettivo di velocizzare le procedure di sfratto.

Le principali novità prevedono:

  • il proprietario può richiedere un ordine di rilascio, superando in molti casi l’udienza di convalida davanti al giudice;
  • su richiesta del locatore, può essere riconosciuta una somma pari all’1% del canone mensile per ogni giorno di ritardo nell’uscita dall’immobile;
  • è introdotta una corsia veloce che consente al proprietario di avviare l’esecuzione forzata anche sulla base di atti notarili, senza ulteriori passaggi giudiziari;
  • lo sfratto potrà procedere anche in caso di inquilino irreperibile, con possibilità di opposizione se il destinatario dimostra di non aver ricevuto l’atto.