Pensione in Spagna, guida alle tasse progressive Irpf e alle detrazioni per età 2026

Nel Paese iberico le pensioni sono tassate come redditi da lavoro, ma una no-tax area che cresce con l'età taglia le tasse ai più anziani

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Pierpaolo Molinengo, giornalista dal 2002, è esperto di analisi economica e dinamiche fiscali. Autore per testate nazionali e portali finanziari, si occupa di interpretare gli scenari geopolitici e le riforme dei mercati, coniugando rigore tecnico e capacità di lettura delle grandi tendenze macroeconomiche globali.

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Il sogno di trasferirsi all’estero dopo una vita di lavoro è una scelta condivisa da un numero sempre crescente di pensionati italiani. Tra le mete preferite spicca senza dubbio la penisola iberica. Tuttavia, trasferire la propria pensione in Spagna non è un’operazione immediata e non si limita alla scelta di una casa in riva al mare. Richiede una pianificazione fiscale e burocratica certosina, per evitare sanzioni sia da parte dell’Agenzia delle Entrate italiana sia dall’Agencia Tributaria spagnola.

Se la Spagna offre un costo della vita spesso più contenuto e un clima favorevole, il vero motore del trasferimento è frequentemente la promessa di un fisco più leggero. Ma come funziona davvero la tassazione dei trattamenti previdenziali nel Paese iberico? Quali sono le differenze tra ex dipendenti pubblici e privati? Analizziamo nel dettaglio tutto quello che c’è da sapere.

Pensione in Spagna, come funziona la tassazione Irpf

A differenza di quanto accade in altri Paesi (come succede, per esempio, in Slovacchia), la Spagna applica alle pensioni estere il proprio regime fiscale ordinario. Nel sistema giuridico spagnolo, le pensioni non godono di una categoria a sé stante: sono legalmente equiparate ai redditi da lavoro (rendimientos del trabajo).

Di conseguenza, l’assegno previdenziale viene tassato attraverso l’Irpf (Impuesto sobre la Renta de las Personas Físicas), un’imposta progressiva a scaglioni. Le aliquote base variano dal 19% al 47%, secondo il seguente schema statale:

Scaglione di reddito annuale Aliquota IRPF indicativa (quota statale)
Fino a 12.450 € 19%
Da 12.451 € a 20.200 € 24%
Da 20.201 € a 35.200 € 30%
Da 35.201 € a 60.000 € 37%
Da 60.001 € a 300.000 € 45%
Oltre i 300.000 € 47%

L’IRPF si compone di una quota statale e di una quota regionale (comunitaria). Le singole Comunità Autonome hanno il potere di modificare le aliquote della propria quota, alzando o abbassando la tassazione totale.

Il vantaggio del mínimo personal: la no-tax area

La tassazione nominale potrebbe sembrare simile a quella italiana, ma il vero risparmio per i redditi medio-bassi risiede nel meccanismo del Mínimo Personal y Familiar. Si tratta di una quota di reddito considerata essenziale per la sussistenza e, pertanto, totalmente esente da tasse. La nota interessante è che questo minimo aumenta con l’avanzare dell’età del contribuente:

  • base standard (sotto i 65 anni), 5.550 euro;
  • dai 65 ai 74 anni, 6.700 euro;
  • dai 75 anni in su, 8.100 euro.

Grazie alla progressività per scaglioni e alla forte deduzione legata all’età, l’aliquota reale (o pressione fiscale effettiva) applicata su una pensione media in Spagna risulta spesso notevolmente inferiore rispetto all’Irpef italiana.

La linea di demarcazione: pensioni pubbliche o private

Il primo e più importante sbarramento per chi desidera trasferire la propria pensione in Spagna è di natura giuridica. La Convenzione contro le doppie imposizioni siglata tra Italia e Spagna traccia una linea netta basata sulla natura del datore di lavoro originario.

Pensioni Private

Se la pensione deriva dal settore privato, la Convenzione stabilisce che il reddito debba essere tassato esclusivamente nel Paese di residenza fiscale. Il pensionato italiano che si stabilisce in Spagna ha quindi il diritto di richiedere all’Inps la defiscalizzazione dell’assegno in Italia (tramite l’apposito modello EP-I-1). Una volta approvata la pratica, l’Inps erogherà la pensione al lordo, e il contribuente pagherà le tasse unicamente al fisco spagnolo.

Pensioni pubbliche

La situazione cambia radicalmente per gli ex dipendenti della Pubblica Amministrazione. Secondo le regole internazionali, le pensioni pubbliche restano soggette a tassazione esclusivamente nello Stato che eroga l’assegno, ossia l’Italia. Un ex insegnante o un ex funzionario comunale che si trasferisce a Madrid o a Malaga continuerà a subire le trattenute Irpef italiane alla fonte. L’unica eccezione che permette la tassazione in Spagna è l’acquisizione della cittadinanza spagnola (rinunciando o affiancandola a quella italiana, ove consentito).

Obbligo di dichiarazione e la trappola dei due pagatori

In Spagna, non tutti i residenti sono obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi (Modelo 100). Le soglie di esonero variano a seconda della provenienza del reddito:

  • un solo pagatore. Se il pensionato riceve l’assegno solo dall’Inps (configurato come unico sostituto d’imposta), la soglia sotto la quale non si è obbligati a presentare la dichiarazione è fissata a 22.000 euro all’anno;
  • due o più pagatori (dos pagadores). Questa è la trappola fiscale più comune. Se nel corso dell’anno fiscale il pensionato riceve redditi da più fonti (ad esempio, una quota dall’Inps e una quota da una pensione integrativa, o se ha lavorato anche solo pochi giorni in Spagna), la soglia di esonero scende drasticamente a 15.000 euro all’anno, a condizione che la somma percepita dal secondo pagatore superi i 1.500 euro annui.

Inoltre, l’anno in cui avviene il trasferimento è storicamente il più rischioso: le transizioni nei pagamenti tra Inps e sistema spagnolo generano spesso anomalie che l’Agencia Tributaria inquadra come pluralità di pagatori, rendendo obbligatoria la dichiarazione dei redditi.

Patrimonio all’estero: l’obbligo del Modelo 720 e 721

Diventare residenti fiscali in Spagna non comporta doveri solo sulla pensione, ma sull’intero patrimonio globale. Chiunque risieda nel Paese per più di 183 giorni l’anno è tenuto a monitorare i beni lasciati in Italia o in altri Stati.

I contribuenti che possiedono conti correnti, investimenti finanziari, polizze assicurative o criptovalute all’estero il cui valore complessivo (per singola categoria) supera i 50.000 euro devono presentare il Modelo 720 (e il recente Modelo 721 specifico per i cripto-asset). È una dichiarazione puramente informativa, ma le sanzioni per l’omessa o incompleta comunicazione rimangono severe. I conti e i dossier titoli rimasti in Italia sconteranno in Spagna le imposte sui rendimenti finanziari (Rentas del Ahorro), le quali prevedono aliquote agevolate ad hoc (dal 19% al 28%) separate dalla tassazione ordinaria della pensione.

Le asimmetrie regionali: dove conviene trasferirsi?

Il sistema fiscale spagnolo è fortemente decentralizzato. Comunità autonome diverse significano un impatto fiscale differente sul portafoglio dei pensionati.

Le Isole Canarie godono storicamente di un regime fiscale speciale (Ref) che riduce l’aliquota IRPF regionale per favorire lo sviluppo dell’arcipelago. Altre regioni, come l’Andalusia, la Comunità di Madrid e la Comunità Valenciana, hanno recentemente approvato riforme volte a ridurre la pressione fiscale locale e ad abbattere o azzerare l’Impuesto sobre el Patrimonio (l’imposta sulle grandi ricchezze), rendendosi estremamente attrattive rispetto a regioni fiscalmente più severe come la Catalogna o le Asturie.

Come trasferirsi in spagna senza sbagliare

Per concretizzare il trasferimento e usufruire dei vantaggi fiscali ed evitare la doppia imposizione, l’iter richiede passaggi sequenziali rigidi:

  • ottenimento del Nie (Número de Identidad de Extranjero) ossia il codice identificativo fondamentale per qualsiasi operazione finanziaria o immobiliare;
  • empadronamiento, l’iscrizione anagrafica presso il Comune spagnolo (Ayuntamiento) in cui si risiede stabilmente;
  • richiesta della residencia verde, formalmente definita Certificado de Registro de Ciudadano de la Unión, richiede la dimostrazione di adeguate risorse economiche e il possesso del Modello S1 (rilasciato dall’Asl italiana) per trasferire i diritti dell’assistenza sanitaria nel sistema pubblico spagnolo (Seguridad Social);
  • iscrizione all’Aire, Il tassello finale. La registrazione all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero notifica ufficialmente allo Stato italiano lo spostamento della residenza, interrompendo la presunzione di fiscalità in Italia.