Giuseppe Marotta ha raggiunto quota dieci scudetti da dirigente tra Juventus e Inter. Un traguardo costruito in due delle piazze più importanti del calcio italiano, attraversando fasi molto diverse sul piano sportivo ed economico. Dal rilancio della Juventus dopo gli anni difficili successivi a Calciopoli fino alla ricostruzione dell’Inter tra la crisi finanziaria dell’era Zhang e il passaggio a Oaktree, il dirigente lombardo ha legato il suo nome a cicli vincenti e a modelli di gestione spesso indicati come sostenibili. Con il ventunesimo scudetto dell’Inter, Marotta ha superato Giampiero Boniperti nella classifica dei dirigenti italiani più vincenti. I suoi titoli sono arrivati tra Juventus e nerazzurri: 7 scudetti con la Juventus e 3 scudetti con l’Inter. Un percorso iniziato a Torino nel 2010 e proseguito a Milano dal dicembre 2018.
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La Juventus dopo Calciopoli e il peso della crisi economica
Quando Marotta arriva alla Juventus nel 2010, il club vive una delle fasi più complicate della propria storia recente. La squadra arriva da due settimi posti consecutivi e da una forte perdita di competitività sia in Italia che in Europa.
Dal punto di vista economico, i numeri raccontano una situazione delicata. Nel bilancio chiuso al 30 giugno 2011, la Juventus registra una perdita record da 95,4 milioni di euro. Pesano il mancato accesso alla Champions League, il calo dei ricavi televisivi e una rosa considerata impoverita rispetto agli anni precedenti. In quel periodo il club è impegnato anche nell’investimento per il nuovo Juventus Stadium, inaugurato nel settembre 2011.
Nella relazione agli azionisti di quell’anno, Andrea Agnelli parlò apertamente di una fase di “semina”, spiegando che la società stava affrontando una rivoluzione tecnica e finanziaria per tornare competitiva.
La rinascita della Juve tra mercato e ricavi
La svolta arriva con la stagione 2011/2012. Marotta costruisce una squadra destinata ad aprire un ciclo storico. Gli acquisti di Andrea Pirlo a parametro zero, Arturo Vidal, Lichtsteiner e Vucinic diventano fondamentali nel primo scudetto dell’era Conte. Negli anni successivi la Juventus aumenta progressivamente il valore della rosa e soprattutto i ricavi. Lo Stadium garantisce introiti sempre più elevati tra biglietteria, abbonamenti e servizi commerciali. Parallelamente crescono i ricavi televisivi e quelli legati alla Champions League. La gestione Marotta si distingue anche per diverse operazioni di mercato considerate decisive:
- Andrea Barzagli acquistato per circa 300 mila euro
- Paul Pogba preso a parametro zero e rivenduto per oltre 100 milioni
- Carlos Tevez acquistato dal Manchester City per circa 9 milioni
- Gonzalo Higuain pagato 90 milioni al Napoli
- Parametri zero come Pirlo, Khedira, Dani Alves e Coman
Nel frattempo la Juventus domina in Serie A, raggiunge due finali di Champions League e diventa uno dei club europei con la crescita più rapida sul piano economico.
L’Inter della crisi Zhang e la ripartenza
Dopo l’addio alla Juventus nel 2018, Marotta approda all’Inter in una situazione molto diversa. Il club nerazzurro vive anni complicati dal punto di vista finanziario, aggravati nel tempo dalla crisi del gruppo Suning e dalle difficoltà economiche di Steven Zhang. Nonostante questo, l’Inter riesce a tornare competitiva rapidamente. Marotta sceglie Antonio Conte e costruisce una squadra capace di vincere lo scudetto nel 2020/2021.
In quella fase arrivano investimenti importanti come Romelu Lukaku e Achraf Hakimi, ma anche operazioni decisive sul piano delle plusvalenze. Lukaku verrà poi ceduto al Chelsea per circa 115 milioni di euro, mentre Hakimi sarà venduto al Psg per oltre 60 milioni. Anche in questo caso, sul fronte del calciomercato, Marotta continua a puntare sui parametri zero, una delle sue specialità:
- Hakan Calhanoglu
- Marcus Thuram
- Henrikh Mkhitaryan
- André Onana
- Piotr Zielinski
Una strategia che consente all’Inter di mantenere competitività riducendo gli investimenti.
I numeri del bilancio Inter con Marotta
L’Inter ha chiuso il bilancio 2024/2025 con un utile da 35,4 milioni di euro. Si tratta del primo risultato positivo nella storia recente del club. Il dato rappresenta un miglioramento di circa 70 milioni rispetto all’esercizio precedente, chiuso in perdita per 35,7 milioni. I ricavi hanno raggiunto quota 567 milioni di euro, il valore più alto mai registrato dalla società. A incidere sono stati soprattutto: il percorso in Champions League, gli incassi da stadio, la partecipazione al Mondiale per Club e la crescita commerciale.
Lo stesso Marotta ha parlato apertamente di “modello sostenibile”, spiegando che l’obiettivo dell’Inter resta quello di coniugare risultati sportivi e sostenibilità finanziaria. Un grande lavoro dopo il passaggio da Steven Zhang ad Oaktree con la capacità anche di procedere con il rimborso anticipato del bond emesso nel 2022, del valore complessivo di 415 milioni di euro e con scadenza a febbraio 2027. Una forza economica che ha permesso anche di accedere ad nuovo prestito con l’ammontare massimo pari a 350 milioni di euro, con una durata fino a cinque anni dalla data di emissione.