Attenzione ai prelievi bancomat: quando scatta il controllo del Fisco

Nuova stretta per contrastare l’evasione fiscale e i pagamenti fuori regola: il governo pronto ad introdurre nuove sanzioni per chi compie attività sospette

Con gli ultimi provvedimenti approvati dal governo nel tentativo di aiutare le famiglie in difficoltà per la crisi economica e il rincaro dei prezzi senza precedenti (in settimana è stato approvato il decreto Energia), entrano in vigore anche nuove norme che riguardano la lotta all’evasione fiscale.

L’esecutivo guidato da Mario Draghi pare aver scelto la strada del pugno duro, inasprendo i controlli sui pagamenti elettronici e aumentando le sanzioni per chi viene sorpreso ad infrangere la legge (o non si adegua in tempi rapidi alla nuova normativa).

La stretta del governo su pagamenti e carte di credito

In molti la stanno descrivendo come una vera e propria caccia all’uomo sempre più serrata: dopo l’introduzione della doppia sanzione (dal 30 giugno) per i commercianti che si rifiutano di fornire pagamenti con il Pos elettronico ai clienti che lo richiedono, una nuova stretta è in arrivo anche sul classico prelievo effettuato presso gli sportelli bancomat.

Il Fisco, infatti, potrà monitorare in maniera molto più assidua ed efficace gli spostamenti sui conti correnti e i movimenti delle carte di credito come mai accaduto in precedenza. La notizia è stata riportata da diversi quotidiani e agenzie di stampa durante la giornata di ieri (sabato 6 maggio): è come se il governo stesse istituendo una specie di “super anagrafe dei conti correnti“, realizzata coinvolgendo i tecnici del ministero dell’Economia e delle Finanze (guidato da Daniele Franco) assieme a quelli del dicastero dell’Innovazione Tecnologica presieduto da Vittorio Colao.

Il monitoraggio del Fisco sulle attività svolte tramite bancomat

Il cambiamento decisamente più importante riguarda i nuovi controlli che potranno essere svolti da parte degli organi di vigilanza competenti: saranno verificate le abitudini degli italiani relative soprattutto all’utilizzo del bancomat, che ad oggi rimane uno degli strumenti più importanti e coinvolti quando si tratta di evasione o riciclaggio di denaro.

Quando scatterebbe l’allarme? Gli esperti spiegano che il parametro che verrà valutato riguarda la media dei prelievi effettuati da un utente nel corso degli anni. Facendo un’analisi delle attività svolte tramite bancomat, le autorità preposte potrebbero intervenire con la formulazione di un preavviso (o direttamente generando una segnalazione di caso sospetto) nel momento in cui si verificano due casi estremi:

  • quando vengono effettuati troppi prelievi ravvicinati in un arco di tempo relativamente ristretto
  • quando ne vengono registrati troppo pochi rispetto alla media standard e rispetto alla tipologia di vita e di lavoro di un individuo

L’intervento della Banca e dell’Agenzia dell’Entrate

Questa nuova carrellata di controlli e verifiche potrebbero portare (nel caso l’iter della segnalazione venisse portato avanti dopo un riscontro delle anomalie) ad una serie di accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate che, in maniera accurata, potrà cercare di capire il perché si stia verificando quella data situazione.

Esempio: se si prelevano oltre 10mila euro in un mese, anche se non nella stessa soluzione, il lavoratore bancario preposto dovrà chiedere al cliente conto e ragione di quello che vorrà fare con quella liquidità per poi comunque contattare la direzione dell’istituto. A questo punto sarà a discrezione della Uif – l’Unità di Informazione Finanziaria – decidere se procedere o meno con ulteriori controlli da parte del Fisco.