Il bollo auto è uno degli appuntamenti fiscali più importanti per gli automobilisti italiani. È una tassa legata al possesso del veicolo e non al suo utilizzo, quindi deve essere versata anche se l’auto non circolasse per lunghi periodi.
Accanto al bollo ordinario esiste poi il cosiddetto superbollo, un’addizionale destinata alle vetture più potenti. Quest’anno sono entrate in vigore alcune novità, che interessano i veicoli di nuova immatricolazione.
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Le novità del bollo auto nel 2026
Per i veicoli immatricolati a partire dal 1° gennaio 2026 il pagamento del bollo viene progressivamente uniformato, con il fine di semplificare gli adempimenti e ridurre le differenze tra le varie Regioni.
Il bollo delle vetture con un nuovo numero di targa acquistate dall’inizio di quest’anno dovrà essere pagato necessariamente con una rata unica, senza alcuna possibilità di dilazionare l’importo nell’arco dell’anno. Così si dovrebbero migliorare i controlli e recuperare l’evasione.
Quando si paga il bollo
Uno degli aspetti che continua a generare più confusione riguarda le scadenze. Non esiste infatti una data unica valida per tutti gli automobilisti.
La scadenza dipende dalla posizione del singolo veicolo e dal periodo tributario di riferimento. Nel 2026 ha fatto discutere la scadenza relativa ai bolli di aprile in pagamento entro il 31 maggio: poiché tale data cadeva di domenica, il termine per il versamento era stato automaticamente prorogato a lunedì 1° giugno 2026.
Dunque, il bollo auto in scadenza a maggio dovrà essere pagato entro e non oltre il 30 giugno attraverso i seguenti canali:
- piattaforma PagoPa;
- servizi online dell’Aci;
- uffici postali;
- tabaccherie e ricevitorie abilitate;
- agenzie di pratiche auto;
- sportelli autorizzati dalle Regioni.
Chi deve pagare il superbollo
Accanto al bollo ordinario continua a essere in vigore il superbollo, l’addizionale introdotta per i veicoli particolarmente potenti.
L’imposta si applica alle auto con una potenza superiore a 185 kW e prevede un versamento aggiuntivo pari a 20 euro per ogni kW eccedente la soglia prevista dalla legge.
Nel corso degli anni l’importo si riduce progressivamente in base all’età del veicolo:
- al 60% dopo 5 anni;
- al 30% dopo 10 anni;
- al 15% dopo 15 anni;
- esenzione totale dopo 20 anni dalla costruzione del veicolo.
Nonostante le periodiche discussioni sulla sua possibile abolizione, il superbollo resta pienamente operativo anche nel 2026.
Le esenzioni previste dalla Legge 104
Tra le agevolazioni più rilevanti figurano quelle riconosciute alle persone con disabilità.
La normativa collegata alla Legge 104 prevede infatti l’esenzione per determinate categorie di persone con disabilità e, in alcuni casi, per i familiari che le hanno fiscalmente a carico.
L’agevolazione può essere richiesta per un solo veicolo e richiede il rispetto di specifici requisiti stabiliti dalla legge. La domanda deve generalmente essere presentata agli uffici competenti della Regione o all’ente incaricato della gestione del tributo.
Esenzioni per auto elettriche e ibride
Un’altra categoria che può beneficiare di importanti agevolazioni è quella dei proprietari di veicoli a basse emissioni.
Le auto elettriche godono generalmente di un’esenzione totale dal bollo per un determinato numero di anni successivi all’immatricolazione. Al termine del periodo agevolato, molte Regioni prevedono comunque un importo da versare ridotto rispetto a quello delle auto con i motori a combustione.
Anche per alcune tipologie di auto ibride sono previste esenzioni temporanee o sconti, sebbene le regole possano cambiare sensibilmente da una Regione all’altra.
Cosa succede in caso di cambio di residenza
Poiché il bollo è una tassa regionale, il cambio di residenza può incidere sulla gestione amministrativa della posizione del contribuente. È quindi importante verificare che i dati anagrafici e quelli relativi al veicolo siano correttamente aggiornati negli archivi competenti.
L’aggiornamento consente di evitare errori nelle notifiche, nei pagamenti e nell’eventuale riconoscimento delle agevolazioni previste dalla nuova Regione di residenza.
Cosa accade se il bollo non viene pagato
Il mancato pagamento del bollo auto comporta l’applicazione di sanzioni e interessi che aumentano con il passare del tempo.
In caso di ritardo è possibile regolarizzare la propria posizione attraverso gli strumenti previsti dalla normativa fiscale, limitando così l’aggravio economico. Ignorare il pagamento per lunghi periodi può invece portare all’emissione di avvisi di accertamento e alle successive procedure di riscossione.