Busta paga: cosa sono le festività soppresse e cosa cambia

Tra le voci presenti in busta paga, quella delle festività soppresse è la meno conosciuta: ecco cosa sono e come funzionano

Quando si lavora come dipendenti, è importante imparare a leggere con precisione la busta paga che si riceve mensilmente, per non inciampare in qualche errore commesso dal datore di lavoro.

Tra le tante voci presenti in busta paga, quella riguardante le “festività soppresse” è forse la meno conosciuta. Vediamo quindi che cosa sono, quali conseguenze hanno sul dipendente e come cambiano di anno in anno.

Nel corso del calendario annuale, infatti, sono riconosciuti dalla legge alcuni giorni di festività, che possono essere di carattere politico, sociale o religioso, come la Festa della Repubblica, la Festa dei Lavoratori, Natale, Pasqua o Epifania. Tali festività sono riconosciute anche come festività civili e spettano quindi ai lavoratori come giorni in cui possono assentarsi dal lavoro senza perdere la retribuzione.

Le festività riconosciute dall’ordinamento italiano erano però in passato molto più numerose ed erano sancite dalla legge 169/1949. Nel corso degli anni sono state spesso riviste, modificate e abrogate da nuove leggi come la 54/1977. Le festività soppresse negli anni non sono più riconosciute come giorni festivi, ma vengono riconvertite in permessi a disposizione del lavoratore, nel caso in cui le stesse cadano in giorni nei cui è previsto lo svolgersi dell’attività lavorativa. Il dipendente può usufruire dei permessi in qualsiasi momento dell’anno.

Vengono quindi prese in considerazione le festività soppresse che cadono nei giorni compresi tra lunedì e venerdì o sabato per chi lavora 6 giorni su 7 e cambiano a seconda del calendario. Nel 2018 ad esempio, le ex festività riconosciute in busta paga sono tre:

San Giuseppe lunedì 19 marzo 2018
L’Ascensione giovedì 10 maggio 2018
SS.Pietro e Paolo venerdì 29 giugno 2018

Per l’anno 2018, il Corpus domini e la Festa dell’Unità Nazionale cadono invece di domenica (rispettivamente il 3 giugno e il 4 novembre 2018) e non vengono quindi conteggiate.

Oltre ai ROL (i permessi con riduzione dell’orario di lavoro) maturati mensilmente, il dipendente può usufruire di 24 ore di permesso ulteriori per ogni festività soppressa riconosciuta. Per il 2018, le ore sono 72 in totale, dato che le ex festività in busta paga sono tre. Se il lavoratore sceglie di non usufruire delle ore di permesso, queste verranno pagate nella busta paga del mese di dicembre o, al massimo, in quella di gennaio dell’anno successivo.

Busta paga: cosa sono le festività soppresse e cosa cambia