Come fare la spesa: facciamo chiarezza sul decreto Conte

Con il nuovo decreto Conte sono entrate in vigore severe restrizioni agli spostamenti per fronteggiate il contagio da Coronavirus. Ecco come fare la spesa adesso

Come vi abbiamo spiegato, con il nuovo decreto Conte sono entrate in vigore, da martedì 10 marzo, severe restrizioni agli spostamenti per fronteggiate il contagio da Coronavirus.

Quando ci si può spostare

Fino almeno al 3 aprile, ci si potrà spostare solo in casi strettamente necessari, e cioè per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute e rientro presso la propria abitazione.

Dopo l’annuncio del premier Giuseppe Conte riguardo alle nuove limitazioni che uniformano quindi il nostro Paese, trasformando l’Italia intera in “zona protetta”, arancione, moltissimi italiani si sono precipitati nei supermercati per fare scorte.

Ribadiamo che non c’è il rischio di rimanere senza provviste e soprattutto che affollarsi in luoghi chiusi e pieni di gente non fa che aumentare enormemente i casi di possibile diffusione del virus. Quindi è necessario rimanere a casa il più possibile e uscire solo se strettamente necessario. Il rifornimento di merci, ha specificato Conte, sarà sempre garantito.

Il Dpcm stabilisce il divieto di uscire di casa per chi ha sintomi da infezione respiratoria e febbre maggiore di 37,5°, divieto assoluto di muoversi dalla propria abitazione per le persone in quarantena o risultate positive al virus e divieto di ogni forma di assembramento tra le persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

Si può uscire per andare a fare la spesa?

Tuttavia, queste regole sembrano cozzare almeno in parte con le norme relative alla gestione degli esercizi commerciali. Che fare dunque?

Tra le “situazioni di necessità” per cui è consentito uscire è ammessa la spesa di generi alimentari. Però, la spesa può essere fatta solo da una persona per famiglia.

Negozi e attività commerciali restano aperti ma con ingressi contingentati per evitare l’affollamento, ma nel caso in cui ci siano “condizioni strutturali o organizzative” che non consentono il rispetto della distanza di sicurezza, le “strutture dovranno essere chiuse”.

Come funzionano ora i supermercati

In ogni caso, i centri commerciali e gli ipermercati devono restare chiusi nei giorni festivi e pre-festivi, cioè nei weekend. Sono aperti solo nei giorni lavorativi, e vige sempre la regola di ingresso contingentato, quindi è probabile che si formino lunghe code per accedervi, come già sta accadendo in molte città.

Sempre più supermercati e negozi si stanno attrezzando per offrire un servizio di spesa online e consegna a domicilio e molte attività offrono anche agevolazioni e sconti sulla consegna per gli anziani. Tra queste, in prima linea ci sono Esselunga, Coop, Carrefour, Pronto Spesa (Crai), Basko, ma anche app e siti come i celebri Amazon ed eBay, Supermercato24 e Glovo. Alcuni di questi, come Esselunga e Carrefour, garantiscono la consegna gratuita a casa agli over 65 fino a Pasqua.

Bar e ristoranti, invece, per effetto del nuovo Dpcm dell’11 marzo, restano chiusi dal 12 marzo al 3 aprile.

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