Tutti gli aiuti alle imprese nel nuovo decreto Draghi

Un nuovo ampio pacchetto di misure a sostegno delle PMI nel Decreto aiuti approvato dal governo il 2 maggio. Tutte le agevolazioni in arrivo

Un nuovo pacchetto di provvedimenti da 14 miliardi, che si aggiungono ai 15,5 miliardi già in messi in campo, per un totale di circa 30 miliardi già spesi, che equivalgono a circa 2 punti percentuali del Pil. Questa la nuova azione anti-crisi del governo Draghi attraverso il Decreto aiuti e energia (qui tutte le misure approvate), che rilancia una serie di iniziative, vecchie e nuove, a supporto di famiglie e imprese in questa difficile fase storica, di rialzo straordinario dei prezzi delle materie prime e di grande incertezza dovuta alla guerra in Ucraina.

Oltre alla proroga del taglio delle accise sul carburante, a un pacchetto di aiuti per le famiglie e a misure specifiche nel campo dell’energia, l’Esecutivo ha messo a punto nuovi aiuti alle imprese. Vediamoli nel dettaglio.

Garanzie in favore delle imprese

Imprese con sede in Italia

Il governo riconosce speciali garanzie a tutte le imprese con sede in Italia. Previa autorizzazione della Commissione europea, SACE può concedere, fino al 31 dicembre 2022, garanzie in favore di banche e altri soggetti abilitati all’esercizio del credito per finanziamenti sotto qualsiasi forma concessi alle imprese che debbano fronteggiare esigenze di liquidità riconducibili alle conseguenze economiche negative derivanti dalla crisi ucraina, compresa la necessità di aprire credito a supporto delle importazioni di materie prime o fattori di produzione la cui catena di approvvigionamento sia stata interrotta o abbia subito rincari.

La garanzia copre il capitale, gli interessi e gli oneri accessori fino all’importo massimo garantito. Ai fini dell’accesso alla garanzia l’impresa deve dimostrare che la crisi in atto comporta dirette ripercussioni economiche negative sull’attività d’impresa in termini di contrazione della produzione o della domanda dovuta a perturbazioni nelle catene di approvvigionamento dei fattori produttivi, in particolare materie prime e semilavorati, o a rincari o cancellazioni di contratti con controparti aventi sede legale in Russia o in Bielorussia, o che l’attività d’impresa sia limitata o interrotta quale conseguenza immediata e diretta, dei rincari dei costi per energia e gas riconducibili alla crisi in atto e che le esigenze di liquidità siano ad esse riconducibili.

Dalle garanzie sono escluse le imprese soggette alle sanzioni adottate dall’Unione europea e quelle che operano nei settori industriali oggetto delle sanzioni. Escluse anche le società che controllano direttamente o indirettamente una società residente in un Paese o in un territorio non cooperativo a fini fiscali, o che sono controllate da una società residente in un Paese o in un territorio non cooperativo a fini fiscali.

Inoltre, sempre previa autorizzazione della Commissione europea, la garanzia del Fondo centrale di garanzia potrà essere concessa in relazione a finanziamenti che realizzino obiettivi di efficientamento o diversificazione della produzione o del consumo energetici, nella misura massima del 90%.

Imprese agricole e della pesca

Con specifico riferimento alle PMI agricole e della pesca e dell’acquacoltura, sempre previa autorizzazione della Commissione europea, potrà essere concessa la garanzia diretta dell’ISMEA-Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare pari al 100% dell’importo del finanziamento a beneficio delle PMI che abbiano registrato, nel 2022, un incremento dei costi per l’energia, i carburanti o le materie prime.

Fondo per il sostegno alle imprese danneggiate dalla crisi ucraina

Il governo stanzia poi 200 milioni di euro per il 2022 per l’erogazione di contributi a fondo perduto in favore delle imprese che a causa della guerra in Ucraina:

  • abbiano perduto fatturato a causa dalla contrazione della domanda
  • abbiano registrato l’interruzione di contratti e progetti esistenti
  • siano state coinvolte nella crisi delle catene di approvvigionamento.

Un successivo decreto del Ministro dello sviluppo economico definirà le modalità attuative della misura.

Rafforzamento dei crediti d’imposta

Vengono anche ulteriormente potenziati i crediti d’imposta:

  • per investimenti in beni immateriali 4.0: l’aliquota del credito d’imposta è aumentata, sino 31 dicembre 2022, o 30 giugno 2023 se è stato effettuato un pagamento in acconto pari almeno al 20% del valore dei beni, dal 20 al 50%;
  • per formazione 4.0: le aliquote del credito d’imposta per le spese di formazione del personale dipendente finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze tecnologiche sono aumentate dal 50 al 70% per le piccole imprese, e dal 40 al 50% per le medie imprese;
  • per il cinema: è potenziato il TAX credit sale cinematografiche. Il credito d’imposta spetta alle imprese dell’esercizio cinematografico per la realizzazione di nuove sale cinematografiche o il ripristino di sale inattive, per la ristrutturazione e l’adeguamento strutturale e tecnologico delle sale cinematografiche, per l’installazione, la ristrutturazione, il rinnovo di impianti, apparecchiature, arredi e servizi accessori delle sale, per un importo minimo di 15mila euro. Ora viene modifica la misura del credito d’imposta e il suo ambito oggettivo di applicazione, sostituendo il tetto massimo del 20% degli introiti derivanti dalla programmazione di opere audiovisive con il tetto massimo del 40% dei costi di funzionamento delle sale cinematografiche.

Rifinanziamento del Fondo IPCEI-Progetti di Comune Interesse Europeo

Viene rifinanziato il Fondo IPCEI a supporto di iniziative industriali strategiche.

Il Fondo IPCEI è lo strumento che supporta le attività svolte dai soggetti italiani coinvolti nella realizzazione degli Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo (IPCEI appunto). Sono di fatto iniziative di collaborazione industriale su larga scala, che riuniscono conoscenze, competenze, risorse finanziarie e attori economici di tutta l’Unione europea per raggiungere obiettivi di innovazione e di grande rilevanza tecnologica e produttiva, con uno sforzo condiviso del settore privato e del settore pubblico.

Possono beneficiarie delle agevolazioni le imprese di qualsiasi dimensione, destinatarie degli aiuti di Stato, e gli organismi di ricerca, individuati nell’ambito di un IPCEI oggetto di notifica alla Commissione europea.

Misure per fronteggiare l’aumento dei prezzi materiali da costruzione

Per consentire la prosecuzione della realizzazione delle opere pubbliche già avviate e favorire la partecipazione a nuove gare, Palazzo Chigi introduce anche misure per fronteggiare il caro-materiali e l’aumento dei prezzi dei carburanti e dell’energia.

Vengono stanziati complessivamente 3 miliardi di euro per il 2022, 2,55 miliardi per il 2023 e 1,5 miliardi dal 2024 al 2016.

Patti territoriali dell’alta formazione per le imprese

Altra novità importante riguarda i “Patti territoriali per l’alta formazione per le imprese”. Le università possono promuovere con soggetti pubblici e privati questi Patti e ricevere un contributo statale a titolo di co-finanziamento, principalmente per colmare i divari territoriali in Italia, promuovere l’interdisciplinarità dei corsi di studio e la formazione di profili professionali innovativi e altamente specializzati che adeguati alle nuove esigenze delle produzioni nazionali.

I Patti devono riportare l’indicazione di progetti volti, tra l’altro, a potenziare l’offerta formativa nelle materie STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics), integrate con altre discipline umanistiche e sociali.