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Tutto quello che devi sapere sull’apparecchio acustico digitale

Ecco come l’apparecchio acustico digitale può farti uscire dalla bolla di isolamento

L’apparecchio acustico consente di migliorare notevolmente la qualità della vita di soggetti che soffrono di disturbi uditivi, eppure moltissime persone hanno timore ad utilizzare questi dispositivi, che in alcuni casi vengono vissuti come fonte di imbarazzo. Si stima che, su 7 milioni di italiani con problemi uditivi, solo 1 milione utilizza specifici apparecchi acustici. A questo si aggiunge la mancanza di visite di controllo e la scarsa conoscenza della figura dell’audioprotesista, l’unico professionista sanitario abilitato a fornire, adattare e controllare apparecchi acustici.

È bene sapere che oggi esistono protesi acustiche estremamente discrete, in grado di aiutare le persone che, soffrendo di ipoacusia, spesso hanno difficoltà ad affrontare anche semplici conversazioni.

Per approfondire questi aspetti, anche a fronte di dati in peggioramento legati alla diffusione della sordità, abbiamo deciso di incontrare Roberto Ghiozzi, audioprotesista con oltre 40 anni di esperienza e titolare del Centro Acustico Italiano di Bergamo, col quale abbiamo parlato delle caratteristiche e dei benefici degli apparecchi acustici in commercio. Consultare un audioprotesista è una decisione importante per chiunque abbia problemi uditivi e per questo è consigliabile rivolgersi a un professionista specializzato quando si verificano sintomi come difficoltà nell’ascolto o una diminuzione della capacità uditiva.

Sig. Ghiozzi qual è il primo passo che una persona affetta da deficit uditivo dovrebbe compiere?

La prima cosa da fare è accettare il problema! La sordità, infatti, a differenza ad esempio della miopia, è percepita ancora oggi come motivo di imbarazzo, e questo limita le persone nella scelta dell’applicazione di un apparecchio acustico. Eppure la sordità crea una limitazione alla qualità della propria vita non inferiore a quella causata da difetti della vista.

Quali sono i vantaggi di indossare un apparecchio acustico?

Il cliente che si rivolge al Centro Acustico Italiano per i problemi legati alla perdita dell’udito deve sapere che gli apparecchi acustici possono attenuare, anche di molto, la gravità del problema, migliorando la propria qualità di vita, ma che un apparecchio acustico non è la panacea di tutti i mali e l’adattamento alla protesi uditiva richiede tempo. Il grado di attenuazione del problema e il tempo di adattamento protesico dipendono essenzialmente da 3 fattori: l’età del soggetto, la gravità del problema e da quanti anni si è manifestata la perdita dell’udito: più tempo è passato dalla insorgenza del problema più tempo è necessario al cervello per riabituarsi a riconoscere e decifrare i segnali sonori.

Una volta superata la barriera dell’imbarazzo e presa la decisione di rivolgersi al vostro centro, a cosa è importante prestare attenzione?

Detto che la prima valutazione deve essere sempre di tipo medico, presso di noi il paziente viene sottoposto a dei test standard. Innanzitutto si effettua un’anamnesi del soggetto, al fine di identificare la problematica da trattare, comprendere le sue aspettative personali e il suo stile di vita, nonché rilevare eventuali disagi nell’uso di un’apparecchiatura uditiva. Successivamente, viene eseguita un’otoscopia, che rappresenta una verifica visiva per accertare se il canale uditivo esterno è ostruito da cerume o corpi estranei, o se vi sia sospetto di una patologia in corso. In queste circostanze, è necessario consultare un medico specialista, a cui il paziente dovrebbe essere indirizzato. Successivamente si procede con l’esame audiometrico tonale, ed infine con l’audiometrico vocale.

Dopo queste visite preliminari utili ad accertare il problema uditivo, si passa alla valutazione dell’apparecchio acustico più adatto?

Ogni audioprotesista deve capire le esigenze, anche estetiche, del paziente e trovare il giusto connubio tra quest’ultime e la soluzione uditiva che permette la migliore correzione del problema. L’audioprotesista ha il compito complesso di lavorare all’interno di un range dinamico ridotto, ovvero quello spazio che intercorre tra il suono minimo udibile e il suono massimo sopportabile (la soglia del fastidio). Il mio obiettivo è quello di permettere alla persona che ho di fronte di sentire nel miglior modo possibile in relazione alle caratteristiche del suo udito.

Quanto è importante seguire il paziente nella fase che segue la scelta del dispositivo?

Devo dire che è fondamentale. Il rapporto tra l’audioprotesista e il paziente deve proseguire anche dopo aver effettuato l’applicazione audioprotesica in quanto quest’ultima deve essere ottimizzata e richiede un continuo monitoraggio. Il supporto è importante soprattutto durante le prime fasi d’adattamento, dove bisogna assicurare oltre all’assistenza tecnica, anche una guida psicologica.

Perché un paziente non deve provare imbarazzo nell’indossare un apparecchio acustico?

Con l’introduzione degli apparecchi acustici digitali si sono aperte nuove possibilità per le persone con problemi uditivi, per le quali esistono soluzioni innovative e avanzate. Nell’era odierna sono state sviluppate protesi di dimensioni molto ridotte, in alcuni casi appena visibili, che offrono un’eccellente comprensione del parlato e una percezione del suono naturale. Per questo invito le persone che avvertono sintomi di ipoacusia a venirci a trovare nella nostra sede del Centro Acustico Italiano a Bergamo, così da affrontare il problema in modo tempestivo e comprendere, insieme, quali aspettative avere nei confronti di una situazione che può essere migliorata, se non completamente risolta, compatibilmente con quello che è lo scenario di partenza: per poter tornare a sentire nel modo migliore con l’udito che la persona ha.