Irpef, taglio scaglioni e aliquota personalizzata: la riforma

Il ministero dell'Economia sta progettando una riforma dell'Irpef da inserire nella legge di Bilancio 2021

Allo studio del ministero dell’Economia c’è la riforma degli scaglioni Irpef per il prossimo anno. Secondo quanto affermato dal ministro Roberto Gualtieri l’intenzione è quella di introdurre la rimodulazione delle aliquote con la legge di Bilancio 2021.

Riforma Irpef: i nuovi scaglioni

Il piano formulato dal Mef sarebbe quello di portare una riduzione degli scaglioni da 5 come sono adesso a 4, così da portare a un taglio delle tasse come sostegno per famiglie e imprese duramente colpite dalla crisi dovuta la Covid-19. Si pensa così di riformulare l’attuale sistema di tassazione basato sull’imposta del reddito delle persone fisiche.

Il ministro però avverte che si potrà cominciare a parlare di Riforma Irpef solo dal prossimo anno, a conclusione del lavoro dei tavoli tecnici del ministero dell’Economia, con effetti riscontrabili soltanto dal 2022.

Per realizzare questa riforma fiscale l’idea del Tesoro sarebbe quella di intervenire sulle aliquote centrali del 38%, quella prevista per redditi annui tra 28mila e 55mila euro, e del 41% per redditi tra i 55mila e i 75mil euro. Le due aliquote sarebbero confluirebbero in una sola al 36%.

Irpef, taglio scaglioni e aliquota personalizzata: il modello tedesco

Sul tavolo del Mef c’è però un’altra ipotesi di riforma Irpef, quella sul modello tedesco. In Germania il sistema di tassazione funziona tramite quattro scaglioni e una maxi aliquota variabile che cresce progressivamente al reddito nella fascia in cui si concentrano la maggior parte dei contribuenti. Questa struttura prevede inoltre una soglia di reddito esente da imposte, una no tax area fissata a 9mila euro.

La declinazione italiana di questo sistema, secondo le ipotesi allo studio, prevederebbe al posto delle attuali cinque aliquote, una sola aliquota “personalizzata” che sarebbe calcolata tramite un algoritmo, un “tax calculator”, che assegnerebbe in automatico ad ogni contribuente l’aliquota corrispondente a seconda del reddito imponibile e della categoria di appartenenza.

Il meccanismo dovrebbe diventare iperprogressivo al crescere del reddito, con un tetto al 43%, l’attuale aliquota massima. Questa soluzione consentirebbe anche di evitare il problema principale del sistema attuale: il salto di aliquota con straordinari o aumenti contrattuali o il problema delle detrazioni decrescenti in presenza di aliquote crescenti al salire del reddito.

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