Diesel, si intravede la stangata: chi pagherebbe più di tutti

Il ministro Cingolani in audizione alla commissione Ambiente ha parlato dei SAD e di perché vorrebbe abolirli

Tassazione e annullamento degli incentivi. Questi due fattori, insieme, potrebbero portare a un aumento nel prezzo del carburante per i motori a diesel. Il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani sta infatti cercando di agevolare un ricambio tutto a favore dei trasporti elettrici tramite l’annullamento di alcune norme dal valore complessivo di 20 miliardi di euro.

“Non si devono creare scompensi sociali che sarebbero, in questo momento, quanto mai duri per categorie che peraltro hanno già subito il lungo periodo Covid. Le riflessioni che stiamo sviluppando sui sussidi ambientalmente dannosi sono di dare un segnale non ambiguo”. Sono state queste le parole di Cingolani, riguardo la possibilità di una riforma che vada a ritoccare le accise su benzina e diesel.

Cosa sono i SAD e perché Cingolani vorrebbe abolirli

Il ministro era in audizione alla commissione Ambiente di Camera e Senato. Ai membri riuniti ha illustrato il Piano per la transizione ecologica mettendo l’accento in particolare sui Sussidi Ambientalmente Dannosi (SAD), che andrebbero tagliati al più presto, pari a circa 20 miliardi di euro.

La mossa del governo vorrebbe quindi essere quella di fare cassa tramite l’abolizione dei SAD e ridistribuire il maggiore introito derivante dall’eliminazione degli incentivi sotto forma di agevolazioni per le categorie più colpite dalla scelta che va in direzione di un’economia più green.

Il piano suggerisce l’arrivo di un’accisa massima per i veicoli diesel. Attualmente la riduzione del gasolio è pari a 0,617 euro mentre la riduzione della benzina equivale a 0,728 euro. Toglierle equivarrebbe all’arrivo di una super tassa.

Chi potrebbe fare le spese di un aumento del prezzo del Diesel

Naturalmente i primi a essere danneggiati da una super tassa sarebbero gli autotrasportatori, ma anche gli automobilisti con vetture al diesel, se questo carburante dovesse raggiungere il prezzo della più costosa benzina.

C’è quindi da sperare che nel processo di redistribuzione dei maggiori introiti per lo Stato si riesca a trovare una forma di compensazione efficace e che il cambio di passo sui carburanti si traduca in un’accelerazione del ricambio a favore delle tecnologie green, senza che a rimetterci siano le tasche dei contribuenti.

Ecco un resoconto puntuale di quanto costano, adesso, diesel e benzina. Ad aumentare non solo il carburante: qui un’analisi dettagliata degli aumenti previsti fino a Natale.

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