Caro bollette, dossier inguaia Draghi: partiti in pressing

Dalla Lega ai Cinquestelle passando per Forza Italia, affonda Giorgia Meloni.

Nodo risorse e partiti della maggioranza in pressing:  entra nel vivo il dossier energia pronto ad inguaiare  Premier Draghi e, in particolare, Ministero dell’Economia che ben presto dovrà trovare una soluzione che metta tutti d’accordo.

Caro bollette inguaia il Governo

Per la Lega – che chiede uno scostamento di bilancio, strada che il Presidente del Consiglio almeno per ora non vorrebbe percorrere – servono almeno cinque miliardi di euro per il secondo trimestre dell’anno. Salvini, in attesa di un incontro chiarificatore sulla questione con Draghi, continua a sottolineare che “in questo momento l’emergenza nazionale per famiglie e imprese non è la legge elettorale ma bloccare gli aumenti di luce e gas e dunque occorre un decreto urgente”.

Puntano i piedi anche i Cinquestelle – ancora alle prese con fibrillazioni interne – come anche Forza Italia, chiedendo un intervento urgente.

Cresce pressing dei partiti

“Oggi il primo problema degli italiani non è il dibattito sul futuro del centrodestra, ma il caro bollette con imprese e famiglie che rischiano di finire in ginocchio, occorre intervenire in maniera determinata da subito”, dice il coordinatore del partito Tajani.

Al momento, più defilati Pd e Italia viva che non infieriscono sull’esecutivo uscito indebolito dalla partita per il Quirinale: “Per ridurre il costo delle bollette servono scelte coraggiose e non inutili slogan ruggiti ai microfoni — sottolinea Donatella Conzatti, senatrice e segretario della commissione Bilancio — invitando a riflettere sul fatto che un “nuovo scostamento significa altre spese correnti a debito. Pensiamoci bene”.

Affonda invece la leader di Fratelli d’ItaliaGiorgia Meloni che entra a gamba tesa parlando di ” governo totalmente discostato dalla realtà e a pagarne le conseguenze sono sempre e solo gli italiani”.

Confimi, prezzo amministrato per imprese

“Per le aziende serve tornare al prezzo amministrato dell’energia: le aziende pagano un costo, il resto è a carico dello Stato. Solo cosi’ le imprese possono affrontare la crisi ed evitare ulteriori ricadute sulle casse pubbliche e sull’economia. Fare andare a pieno ritmo la produzione e’ un vantaggio per tutti”. Lo ha detto in una intervista al Corriere della Sera Paolo Agnelli, a capo del Gruppo Alluminio Agnelli e presidente di Confimi Industria, la confederazione dell’industria manifatturiera italiana e dell’impresa privata.

“Mi sembra che il governo non abbia proprio capito come affrontare sul serio la situazione e allora si limita a interventi mancetta che però non danno alcuna soluzione e poi però finiamo per pagare più degli altri Paesi europei”, conclude Agnelli: “Qui non si tratta di pagare un po’ di più, no, questa per le imprese e’ una vera bomba energetica: +500% per l’elettricita’, +600% per il gas, le imprese italiane sono condannate”.