Manovra, aumentano tasse su sigarette, giochi e assicurazioni

Nella bozza della manovra una lista di balzelli per rastrellare soldi. Giochi, sigarette, assicurazioni e banche sono i settori colpiti

Nella bozza della manovra datata 23 ottobre sono previsti due articoli con “disposizioni in materia di tassazione dei tabacchi lavorati” e con “disposizioni in materia di tabacchi lavorati”. Una lista di balzelli utili a stanziare soldi per finanziare le misure care al governo, quota 100 e reddito di cittadinanza in primis. Giochi, sigarette, assicurazioni e banche sono i settori maggiormente interessati.

Banche e assicurazioni
Per quanto riguarda istituti di credito e compagnie assicurative, il salasso di oltre 4 miliardi era già presente nel Documento programmatico di bilancio spedito alla Commissione Ue a metà ottobre, confermato nella manovra. Per le banche le svalutazioni dei crediti ai fini Ires e Irap dovute al nuovo principio contabile Ifrs9 sarà spalmato per il 90% in 9 rate annuali. Mentre la deduzione del 10% delle componenti negative (Dta) del bilancio viene addirittura differita al 2026. Per le assicurazioni, invece, la manovra prevede una stretta sugli acconti dell’imposta sui premi assicurativi. Si passa dal 59 al 75% per il 2019. Dal 2020 si passa al 90% e dal 2021 si arriva al 100%.

Tabacchi
La bozza della legge di bilancio prevede un aumento delle accise su tutti i prodotti da fumo. Per le sigarette l’importo specifico fisso per unità passa dal 10,5 all’11% della somma dell’accisa globale e dell’imposta sul valore aggiunto. L’onere fiscale minimo balza invece da 175 a 180 euro per chilogrammo. Sui sigari l’asticella si alza dai 25 ai 30 euro per chilogrammo. Incrementi anche per il tabacco trinciato, che sale da 120 a 125 euro al chilogrammo.

Giochi
Sul fronte giochi il prelievo erariale unico (Preu) sulle giocate era stato già portato al 19,25% per le slot e al 6,25% per le videolotteries nel decreto dignità. Ora l’aliquota aumenta di un altro 0,5%.

Per il superamento della Fornero con quota 100 e il reddito di cittadinanza vengono stanziati circa 7 miliardi ciascuno, come previsto dal documento programmatico. Nella bozza si chiarisce, però, che sul sussidio saranno caricati anche gli oltre 2 miliardi del reddito di inclusione. Si arriva così a 9 miliardi. E non è tutto. Se nell’attuazione del reddito di cittadinanza o della revisione della Fornero emergeranno risparmi di spesa sarà possibile una “compensazione” tra i due Fondi appositi creati dalla legge di bilancio. Per monitorare la spesa sarà effettuato un check trimestrale i cui risultati saranno comunicati entro il mese successivo al Mef e al Ministero del lavoro. In caso di “economie per alcune misure e maggiori oneri per altre” potranno essere effettuate “variazioni compensative”.

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