Scadenze fiscali del 31 maggio 2026, tra pagamenti Iva e obbligo Pos: il calendario completo

Il 31 maggio scadono contributi Fasi, Iva Ioss, aggiornamento Lul e obbligo Pos collegato ai registratori telematici per imprese e negozi

Foto di Giorgio Pirani

Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

Pubblicato:

Chiedi a QuiFinanza

Il 31 maggio è una data chiave nel calendario fiscale italiano, con una serie di adempimenti che coinvolgono imprese, professionisti e datori di lavoro. La fine del mese concentra scadenze rilevanti che richiedono attenzione per evitare sanzioni e disservizi. Come la contribuzione per i dirigenti industriali e la gestione dell’Iva sulle vendite online, fino agli obblighi legati al lavoro e ai pagamenti elettronici.

Gli obblighi per le aziende

Tra gli appuntamenti principali c’è il versamento dei contributi integrativi al Fasi, il Fondo di assistenza sanitaria integrativa per i dirigenti di aziende industriali. Si tratta di quote che le imprese devono trattenere direttamente dalle retribuzioni dei dirigenti in servizio, inclusi coloro che si trovano in regime di indennità sostitutiva del preavviso.

L’obbligo riguarda esclusivamente le aziende industriali e deve essere effettuato tramite il portale del Fondo, accedendo all’Area Riservata. Le modalità disponibili includono:

  • addebito diretto Sepa;
  • bollettino freccia;
  • bonifico bancario con causale specifica.

I contributi hanno natura trimestrale, quindi l’importo è dovuto per intero anche nel caso in cui il rapporto di lavoro cessi nel corso del trimestre. Il mancato rispetto della scadenza comporta la sospensione automatica delle prestazioni sanitarie per gli iscritti e la mora a carico dell’azienda

Iva Ioss, dichiarazione e versamento mensile da fare il 31 maggio

Entro il 31 maggio scade anche il termine per dichiarare e versare l’Iva relativa al regime Ioss (Import One Stop Shop). L’adempimento riguarda le vendite a distanza di beni importati da Paesi extra-Ue, purché di valore non superiore a 150 euro, effettuate nel mese precedente.

Sono interessati i soggetti registrati allo Sportello unico per le importazioni, che devono trasmettere i dati attraverso il Portale Ooss dell’Agenzia delle Entrate. La dichiarazione richiede l’indicazione dettagliata di:

  • base imponibile;
  • aliquota Iva applicata;
  • imposta dovuta per ciascuno Stato membro di consumo.

Contestualmente va effettuato il versamento dell’imposta divenuta esigibile nel periodo di riferimento. La scadenza è rigida: non sono previste proroghe, neppure nel caso in cui il termine cada in un giorno festivo o nel fine settimana.

Libro Unico del Lavoro, obbligo di aggiornamento entro fine mese

La fine del mese coincide anche con l’obbligo di aggiornamento del Libro Unico del Lavoro (Lul), che deve essere registrato e stampato con riferimento alle retribuzioni del mese precedente. Se la gestione è affidata a un consulente, sarà quest’ultimo a consegnarne copia al datore di lavoro.

L’obbligo riguarda i datori di lavoro privati, con alcune eccezioni specifiche:

  • datori di lavoro domestici;
  • aziende artigiane individuali senza dipendenti;
  • cooperative e società senza lavoratori subordinati;
  • imprese familiari che impiegano solo parenti o affini.

Per compilare il Lul sono previste due modalità:

  • supporto cartaceo, con stampa meccanografica o laser su fogli numerati e vidimati dall’Inail;
  • gestione digitale su supporti magnetici, senza vidimazione ma previa comunicazione alla Direzione territoriale del lavoro.

La scelta tra le due opzioni incide soprattutto sugli adempimenti preliminari e sulle modalità di conservazione dei dati.

Pos e registratori telematici, scatta l’obbligo di collegamento

L’ultimo adempimento riguarda commercianti ed esercenti, chiamati a garantire il collegamento tra i dispositivi Pos e i sistemi di certificazione dei corrispettivi, come i registratori telematici o la procedura web dedicata. La scadenza del 31 maggio interessa in particolare i Pos attivati nel mese di marzo 2026.

La misura punta a rafforzare la tracciabilità dei pagamenti elettronici e a migliorare l’integrazione tra incassi e dati fiscali. Il tutto nel quadro della digitalizzazione dei controlli.