L’Associazione nazionale commercialisti ha chiesto ufficialmente una proroga dei termini di versamento previsti per i contribuenti soggetti agli ISA, sostenendo che i tempi attualmente previsti non sarebbero compatibili con il ritardo accumulato nella pubblicazione degli applicativi. Il rilascio del software predisposto dall’Agenzia delle Entrate è avvenuto oltre il termine previsto portando così alla richiesta di rinvio.
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Il ritardo del software ISA 2026
Il software Il tuo ISA 2026 CPB 1.0.0, predisposto dall’Agenzia delle Entrate, è stato pubblicato il 13 maggio 2026. Secondo quanto evidenziato dall’Associazione nazionale commercialisti, il rilascio è avvenuto oltre il termine del 30 aprile tradizionalmente previsto per la disponibilità degli strumenti necessari agli adempimenti fiscali. Proprio per questo motivo l’ANC ritiene necessario un rinvio delle scadenze fiscali collegate agli ISA.
“L’applicativo per il calcolo del punteggio Isa predisposto dall’Agenzia delle Entrate è stato rilasciato lo scorso 13 maggio, in ritardo rispetto alla scadenza del 30 aprile”, ha spiegato il presidente dell’associazione Marco Cuchel. Secondo i commercialisti, il ritardo ridurrebbe in modo significativo il tempo disponibile per contribuenti, professionisti e software house per completare correttamente tutte le attività richieste.
La richiesta di proroga al 15 luglio
L’Associazione nazionale commercialisti propone di spostare la scadenza ordinaria dei versamenti dal 30 giugno 2026 almeno al 15 luglio 2026. La proroga dovrebbe riguardare anche il termine successivo previsto per effettuare i pagamenti con la maggiorazione dello 0,4%. Secondo l’Anc, il differimento rappresenterebbe una conseguenza “logica” del ritardo accumulato nella pubblicazione del software.
I commercialisti sottolineano inoltre che anche le software house hanno bisogno di tempo per aggiornare i propri programmi e consentire agli studi professionali di operare correttamente. “Occorre sempre tenere conto del tempo necessario alle software house per operare sui propri applicativi”, ha aggiunto Cuchel. L’associazione chiede quindi che un eventuale provvedimento venga comunicato con anticipo e non a ridosso delle scadenze, come accaduto spesso negli ultimi anni.
La norma inserita nel decreto fiscale
La questione si collega anche alle modifiche inserite nel decreto fiscale durante l’iter di conversione. L’articolo 7, comma 2, del provvedimento approvato alla Camera interviene infatti sull’articolo 9-bis del decreto legge numero 50 del 2017. La nuova disposizione stabilisce che, limitatamente al 2026, i programmi informatici relativi agli ISA possano essere resi disponibili entro il 15 maggio. In questo modo il rilascio del software avvenuto il 13 maggio rientra formalmente nei nuovi termini previsti dalla legge.
Secondo i commercialisti, però, il problema resta aperto sul piano operativo. La modifica normativa, infatti, legittima il ritardo del software ma non prevede alcuno slittamento automatico delle scadenze fiscali collegate.
Il nodo dello Statuto del contribuente
Nel comunicato diffuso il 18 maggio 2026, l’Anc richiama anche il principio previsto dallo Statuto del contribuente relativo ai 60 giorni di tempo tra la pubblicazione degli strumenti necessari e l’adempimento richiesto. Secondo l’associazione, il calendario attuale non garantirebbe questo intervallo temporale. Da qui la richiesta di un intervento urgente del governo o dell’Agenzia delle Entrate per adeguare le scadenze al ritardo effettivamente registrato.
“Si è pensato quasi a tutto tranne che al rispetto dello Statuto del contribuente e dei 60 giorni di latenza tra la pubblicazione del provvedimento e l’adempimento”, ha dichiarato Marco Cuchel. L’associazione sostiene che il nuovo corso nei rapporti tra fisco e contribuenti dovrebbe tradursi anche in provvedimenti coerenti con i principi previsti dallo Statuto.
Cosa succede ai contribuenti soggetti agli ISA
Al momento non è ancora stata ufficializzata alcuna proroga. La richiesta avanzata dai commercialisti punta però ad aprire un confronto sul calendario fiscale dei prossimi mesi. L’eventuale rinvio al 15 luglio consentirebbe agli studi professionali di avere più tempo per elaborare le dichiarazioni e completare correttamente gli adempimenti collegati agli ISA.
Resta inoltre da capire se il governo deciderà di intervenire con un provvedimento specifico oppure se verranno confermate le scadenze attualmente in vigore. Il tema interessa una platea molto ampia di contribuenti e professionisti, considerando che gli ISA rappresentano uno degli strumenti centrali utilizzati dal fisco per valutare l’affidabilità fiscale di imprese e lavoratori autonomi.