Il funzionamento dell’IVA spiegato in maniera semplice per tutti

Nell’articolo di oggi parliamo dell’IVA e del suo funzionamento. Cos’è l’IVA? Come si applica l’imposta? Quali sono le vigenti aliquote IVA in Italia? E all’estero?

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IVA è l’acronimo dell’Imposta sul Valore Aggiunto. È un’imposta che si applica sul valore aggiunto di ogni fase della produzione e dello scambio di beni e servizi. Si tratta di un’imposta generale sui consumi, il cui calcolo si basa solo sull’incremento di valore che un bene o un servizio acquista ad ogni passaggio economico (valore aggiunto).

Il funzionamento dell’Imposta sul valore aggiunto prevede l’obbligo, per chi fornisce il bene o presta il servizio nel territorio dello Stato, di addebitare l’imposta al proprio cliente in misura proporzionale al corrispettivo applicato.

Questo obbligo dell’addebito, in gergo tecnico, si chiama “obbligo di rivalsa”. Lo stesso meccanismo, solo che invertito, vale anche quando il soggetto passivo acquista beni e servizi da altri soggetti passivi.

La base imponibile delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi è costituita, in linea generale, dall’ammontare complessivo dei corrispettivi addebitati dal cedente (venditore del bene o prestatore del servizio) al cessionario (acquirente del bene o committente del servizio).

L’aliquota ordinaria dell’imposta è del 22% della base imponibile. Alcune particolari operazioni scontano l’aliquota ridotta al 4% o al 10%. Le aliquote IVA altro non sono che le percentuali di applicazione dell’imposta che si applicano al prodotto o al servizio.

Le aliquote IVA in vigore nel nostro paese sono tre:

  • aliquota minima al 4%: si paga sui prodotti di primaria importanza
  • aliquota ridotta al 10%: si paga sui prodotti e servizi del settore turistico, su alcuni prodotti alimentari e in altri casi particolari
  • aliquota ordinaria al 22%: si paga su tutti gli altri prodotti e servizi a cui non si applica l’IVA minima e quella ridotta

A causa del rischio di attivazione della cosiddetta clausola IVA di salvaguardia, l’aliquota ordinaria del 22% e quella ridotta del 10% rischiano di aumentare rispettivamente al 25,2% e al 13% nel 2020. Le clausole di salvaguardia sono dei vincoli che l’Italia ha con l’Unione Europea, che prevedono un piano di revisione delle agevolazioni fiscali e l’aumento delle aliquote IVA nel caso di mancato raggiungimento degli obiettivi di bilancio previsti.

Ma qual è la situazione delle aliquote IVA adottate dagli altri paesi UE? Ogni Stato nell’Unione Europea decide in piena autonomia le proprie aliquote (sia ordinarie che ridotte). Nella seguente tabella presentiamo le aliquote IVA adottate dai vari stati.

Fonte: European Commission (VAT tax and rules)

Alcuni stati hanno un’aliquota minima e un’aliquota speciale che volutamente ho preferito omettere nella stesura di questo articolo al fine di agevolarne la lettura ed il confronto.

Come avviene la liquidazione dell’imposta? Spieghiamolo con un esempio concreto. Se acquisti un servizio per un valore di 100,00 euro, pagherai in tutto 122,00 euro, dal momento che l’IVA applicata è pari a 22,00 euro (vale a dire il 22% di 100,00 euro). Se hai prestato un servizio ad un tuo cliente facendoti pagare 1.000,00 + IVA. Al momento del pagamento il tuo cliente pagherà la tua fattura per somma di euro 1.220,00 (1.000,00 + 220,00). La somma che dovrai versare allo Stato è di 220,00 euro – 22,00 euro = 198,00 euro che sarebbe l’IVA che tu hai ricevuto dal consumatore finale al netto di quella versata per acquistare i tuoi beni e servizi per la tua attività.

Per lo Stato, tu sei il soggetto passivo d’imposta e puoi detrarre l’imposta pagata sugli acquisti (l’importo di 22,00 euro dell’esempio che facevo prima) dall’imposta addebitata sulle vendite (l’importo di 220,00 euro versati dal tuo cliente consumatore finale). Come puoi constatare tu stesso, hai ricevuto dal consumatore finale 220,00 euro di IVA, ne hai pagati 22,00 per l’acquisto del servizio e versati 198,00 allo Stato. Quindi in termini di IVA l’operazione è del tutto neutrale.

Se il tuo cliente è un consumatore finale, sopporta il peso dell’IVA versata allo Stato e non detrae nulla. Se invece il tuo cliente è titolare di partita IVA, ecco allora che inizia un nuovo ciclo.

Antonino Salvaggio – Fisco 7

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