Il 4 maggio 2026 è una delle prime scadenze fiscali del mese e riguarda proprietari e inquilini che hanno stipulato o rinnovato un contratto di locazione in regime ordinario. Entro lunedì va infatti effettuata la registrazione del contratto e il versamento della relativa imposta di registro. Si tratta di un adempimento che interessa tutte le stipule di affitto che non rientrano nella cedolare secca.
Chi deve registrare il contratto di locazione
L’adempimento riguarda le parti contraenti dei contratti di locazione e affitto di beni immobili che:
- sono stati stipulati con decorrenza dal 1° aprile 2026;
- sono stati rinnovati tacitamente dalla stessa data;
- non hanno optato per il regime della cedolare secca.
In pratica la scadenza del 4 maggio riguarda sia i nuovi contratti sia quelli che entrano in una nuova annualità, purché soggetti al regime fiscale ordinario. L’obbligo di registrazione vale in generale per i contratti di durata superiore a 30 giorni complessivi nell’arco dell’anno.
Imposta di registro sui contratti di affitto, quanto si paga
L’imposta di registro sui contratti di locazione e affitto varia in base alla tipologia del contratto e al canone previsto. Nel regime ordinario, la regola generale prevede una somma pari al 2% del canone annuo per un minimo di 67 euro, da versare al momento della registrazione.
Per le annualità successive, il versamento va ripetuto ogni anno, salvo che il locatore scelga di pagare in un’unica soluzione per tutta la durata contrattuale. Il pagamento può riguardare anche proroghe, cessioni del contratto e risoluzioni anticipate. Si tratta in sostanza di un’imposta in vigore per tutta la vita fiscale del contratto.
Saltare la scadenza del 4 maggio non blocca la registrazione del contratto, ma comporta conseguenze fiscali. In caso di ritardo si applicano infatti sanzioni amministrative, ma è possibile usare il ravvedimento operoso per ridurre il costo della regolarizzazione.
Come si paga l’imposta di registro entro il 4 maggio
Il versamento dell’imposta di registro deve essere effettuato tramite il modello F24 Elide (Elementi identificativi), lo strumento predisposto dall’Agenzia delle Entrate appositamente per i contratti di locazione. I codici tributo principali sono:
- 1500 per la prima registrazione;
- 1501 per annualità successive;
- 1502 per cessioni;
- 1503 per risoluzioni;
- 1504 per proroghe;
- 1505 per l’imposta di bollo;
- 1506 per tributi speciali e compensi;
- 1507 per eventuali sanzioni da ravvedimento per tardiva prima registrazione;
- 1508 per eventuali interessi da ravvedimento per tardiva prima registrazione;
- 1509 per eventuali sanzioni da ravvedimento per tardivo versamento di annualità e adempimenti successivi;
- 1510 per eventuali interessi da ravvedimento per tardivo versamento di annualità e adempimenti successivi.
Il pagamento può essere effettuato online, tramite banca o intermediari abilitati. Attenzione: è importante compilare correttamente i dati identificativi del contratto per evitare errori formali.
Registrazione del contratto, serve anche il modello Rli
Oltre al pagamento dell’imposta, la registrazione richiede anche la trasmissione del modello Rli all’attenzione dell’Agenzia delle Entrate. Il modulo ha infatti lo scopo di comunicare al Fisco:
- i dati del contratto;
- i dati del locatore e dell’inquilino;
- i dati catastali dell’immobile;
- l’eventuale opzione per la cedolare secca.
La registrazione può essere effettuata online tramite i servizi telematici delle Entrate, presso un ufficio territoriale o tramite intermediari come Caf o commercialisti. La procedura va completata entro 30 giorni dalla stipula o dalla decorrenza del contratto di locazione.
Cedolare secca, chi è escluso dalla scadenza del 4 maggio
Come accennato, la prima delle scadenze fiscali di maggio non riguarda chi ha scelto l’opzione della cedolare secca, cioè il regime fiscale sostitutivo per gli affitti abitativi. In tal caso infatti non è previsto il versamento dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo. Resta invece l’obbligo di comunicazione al Fisco tramite modello Rli.
Si tratta di una distinzione particolarmente importante, poiché molti proprietari confondono registrazione e imposta. La prima resta obbligatoria, il pagamento no.