Una delle voci che permettono di abbattere l’Irpef lorda a chi presenta il Modello 730/2026 è la detrazione delle spese funebri. Sebbene si tratti di un momento intrinsecamente doloroso, la normativa fiscale offre un piccolo ristoro economico sotto forma di detrazione d’imposta.
Tuttavia, per non commettere errori che potrebbero portare a sanzioni o alla perdita del beneficio, è fondamentale conoscere nel dettaglio i limiti di spesa, i documenti da conservare e le modalità di pagamento tracciabili.
Indice
Come funziona la detrazione per spese funebri
La detrazione per le spese funerarie è un’agevolazione fiscale che consente di recuperare una parte dei costi sostenuti in occasione della morte di una persona. Nel Modello 730/2026, così come negli anni precedenti, il legislatore permette di portare in detrazione il 19% delle spese funebri.
È importante sottolineare che questa agevolazione non è illimitata: lo Stato fissa un tetto massimo di spesa per ogni singolo decesso, indipendentemente dal numero di persone che partecipano alla spesa.
Il limite di spesa nel Modello 730/2026
Per ogni evento luttuoso, il limite massimo su cui calcolare la detrazione del 19% è fissato a 1.550,00 euro. Il rimborso massimo ottenibile è pari a 294,50 euro (ovvero il 19% di 1.550).
Se la spesa sostenuta è superiore a 1.550 euro, la parte eccedente non darà diritto ad alcun rimborso. Se invece la spesa è inferiore, la detrazione si applicherà sull’importo effettivamente versato.
Chi può beneficiare della detrazione?
Fino a pochi anni fa, la detrazione era riservata esclusivamente in caso di morte di familiari stretti (coniuge, figli, genitori). Grazie alle riforme introdotte negli ultimi tempi, confermate anche per il Modello 730/2026, questo vincolo di parentela è stato rimosso.
Oggi, la detrazione spetta a chiunque abbia sostenuto la spesa, indipendentemente dal legame di parentela con il defunto. Questo significa che anche un convivente di fatto, un amico o un nipote lontano può inserire le spese funebri nel proprio 730, a patto che la fattura sia intestata a suo nome.
Ripartizione tra più persone
Cosa succede se più persone partecipano al pagamento del funerale? La legge permette di ripartire la detrazione. Se la fattura è intestata a una sola persona, ma il costo è stato condiviso, è possibile annotare sul documento originale la ripartizione della spesa.
Esempio pratico: se due fratelli pagano 1.550 euro totali, ma la fattura è intestata solo a uno di essi, quest’ultimo può scrivere sul documento: L’importo di euro 775 è stato sostenuto da [Nome e Cognome del fratello].
In questo modo, entrambi potranno scaricare la propria quota nel Modello 730/2026 (vedasi su questo argomento la Circolare n. 7/E/2021 dell’Agenzia delle Entrate).
Requisiti fondamentali: tracciabilità e documentazione
L’Agenzia delle Entrate è diventata estremamente rigorosa sulla modalità di pagamento. Per beneficiare dello sconto Irpef del 19% nel Modello 730/2026, il pagamento delle spese funebri deve essere tracciabile.
Modalità di pagamento ammesse
Non è possibile ottenere la detrazione per pagamenti effettuati in contanti. Sono validi esclusivamente:
- bonifici bancari o postali;
- carte di debito o credito;
- assegni circolari o bancari.
Documenti da conservare
Il contribuente deve conservare ed esibire (in caso di controllo o se ci si rivolge a un Caf) i seguenti documenti:
- fatture e ricevute fiscali, che devono essere rilasciate dall’agenzia di pompe funebri, dal fioraio (se la spesa è legata al funerale) o dal Comune (per i diritti cimiteriali);
- ricevute di pagamento come estratti conto o ricevute del Pos che dimostrino la tracciabilità del versamento.
Quali spese sono effettivamente detraibili?
Non tutto ciò che si paga in occasione di un decesso rientra nel concetto di spese funebri per il fisco. La circolare n. 7/E del 25 giugno 2021 dell’Agenzia delle Entrate e le sue successive integrazioni annuali, come la 14/E del 2023 specificano che devono essere spese strettamente collegate al rito e al trasporto.
| Spese ammesse | Spese escluse |
| Onoranze funebri (bara, vestizione, trasporto) | Spese di successione |
| Diritti comunali e cimiteriali | Pratiche amministrative post-mortem |
| Fiori e addobbi legati alla cerimonia | Viaggi e soggiorni per i partecipanti |
| Annunci mortuari e necrologi | Lavori di ristrutturazione della tomba (se non contestuali) |
La detrazione nel Modello 730/2026 riguarda le spese sostenute in occasione del decesso. Le spese effettuate in anticipo (ad esempio l’acquisto di un loculo per il futuro) non sono detraibili finché l’evento non si verifica effettivamente.
Come inserire le spese funebri nel Modello 730/2026
All’interno della dichiarazione dei redditi, le spese funebri vanno indicate nel Quadro E (Oneri e Spese).
Nello specifico, bisogna utilizzare i righi che vanno da E8 a E10 utilizzando il Codice 14. Se durante l’anno 2025 sono stati celebrati più funerali per persone diverse, il limite di 1.550 euro si applica separatamente per ciascuno di essi. In questo caso, andranno compilati più righi o sommate le quote spettanti rispettando i massimali singoli.
Limiti di reddito per la detrazione
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda il decalage delle detrazioni in base al reddito complessivo. A partire dal 2020, molte detrazioni del 19% (comprese le spese funebri) sono soggette a una riduzione per i redditi più alti:
- per chi ha un reddito fino a 120.000 euro, la detrazione del 19% spetta per intero;
- per chi ha un reddito tra 120.000 e 240.000 euro, la detrazione decresce progressivamente all’aumentare del reddito;
- per chi ha un reddito oltre 240.000 euro, la detrazione viene azzerata.
Questo significa che i contribuenti ad alto reddito potrebbero vedere ridotto o annullato il beneficio fiscale nel loro Modello 730/2026.
Casi particolari: previdenza funeraria e assicurazioni
Sempre più italiani scelgono di stipulare polizze di previdenza funeraria per sollevare i propri cari dagli oneri economici. In questo caso, la detrazione segue regole specifiche:
- se il premio assicurativo è detraibile come polizza vita, non si potrà poi detrarre la spesa del funerale coperta dall’assicurazione (per evitare il doppio beneficio);
- se l’assicurazione rimborsa direttamente l’agenzia funebre, il parente non potrà richiedere la detrazione nel Modello 730/2026 poiché non ha effettivamente sostenuto l’onere economico.
Cosa controllare prima di richiedere la detrazione
In vista della presentazione del Modello 730/2026, il consiglio principale è quello di fare un check preventivo di tutte le ricevute. È importante assicurarsi che:
- il codice fiscale dell’intestatario della fattura sia corretto;
- esista un riscontro cartaceo del pagamento tracciabile (non bisogna fidarsi solo della fattura che riporta pagato, serve la prova bancaria/elettronica);
- se la spesa è stata divisa con altri familiari, è importante verificare che l’annotazione sulla fattura originale sia chiara e firmata dall’intestatario.
Le spese funerarie rappresentano un diritto del contribuente e, sebbene la cifra di 294,50 euro possa sembrare contenuta rispetto ai costi totali di un funerale, resta un tassello fondamentale per ottimizzare la propria posizione fiscale e recuperare liquidità utile.