Rottamazione Imu, Tari e multe, c’è il via libera del Mef: come si può aderire

Possibile estensione della rottamazione ai debiti locali: ecco come funzionerebbe per Imu, Tari e multe e cosa cambia per i cittadini

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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La rottamazione delle cartelle nei prossimi mesi potrebbe entrare davvero nella vita quotidiana dei cittadini. Si parla infatti di una possibile estensione alle somme dovute ai Comuni, comprese Imu, Tari, Tasi, imposta di soggiorno e anche le multe stradali elevate dalla polizia locale.

L’ipotesi è ancora in discussione, ma ha già ricevuto il via libera del Ministero dell’Economia e delle Finanze negli emendamenti al decreto fiscale. Il provvedimento dovrà essere approvato in via definitiva entro il 26 maggio.

Che cosa cambierebbe per i Comuni

Al momento ogni Comune può decidere autonomamente se attivare una propria rottamazione per i tributi locali. Tuttavia, la procedura è complessa e i risultati sono stati finora limitati: pochi enti hanno definito regole chiare e coerenti, e molti cittadini si sono trovati disorientati. Se venisse estesa la rottamazione quinquies anche ai carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (Ader) dai Comuni, si passerebbe a un modello unico, simile a quello già utilizzato per i debiti verso il Fisco statale.

L’obiettivo è garantire un trattamento più uniforme; tutti gli enti locali che aderiranno si muoveranno all’interno della stessa cornice normativa, con regole, scadenze e modalità di pagamento omogenee. Non sarà obbligatorio: i Comuni potranno decidere se inserire i propri crediti nella definizione agevolata oppure mantenere il regime ordinario di riscossione.

A quali carichi si applicherebbe

Se l’emendamento venisse confermato, la rottamazione quinquies potrebbe riguardare tutti i crediti affidati dagli enti locali all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. In questo periodo rientrerebbero:

  • Imu, Tari, Tasi e imposta di soggiorno;
  • canoni e imposte per l’occupazione di suolo pubblico e per la pubblicità, oltre alle entrate patrimoniali come locazioni di immobili pubblici, concessioni di aree o servizi scolastici e sportivi;
  • multe stradali elevate dalla polizia municipale.

Resta fondamentale il criterio dell’affidamento ad Ader. Non ogni debito verso il Comune sarà automaticamente ammesso, ma solo quello formalmente iscritto a ruolo e gestito dall’Agenzia.

Come funzionerebbe per Imu, Tari e multe

Per i tributi locali la logica sarebbe la stessa della rottamazione quinquies nazionale: chi aderisce paga l’importo originario dovuto, insieme alle spese di notifica e di procedura, ma senza sanzioniinteressi. Per le multe, invece, la sanzione principale resta dovuta, mentre la definizione agevolata interviene su interessi, maggiorazioni e oneri accessori accumulati negli anni.

Una vecchia multa per sosta vietata o accesso in zona a traffico limitato potrebbe così perdere gran parte dei costi aggiuntivi, riducendosi alla sanzione iniziale. Per Imu o Tari, invece, la rottamazione consentirebbe di evitare l’aumento delle somme dovuto a mora e interessi, permettendo di chiudere posizioni datate senza il peso degli anni di ritardo.

Tempi, scadenze e decisione dei Comuni

Il termine per presentare la domanda di adesione alla rottamazione quinquies statale è fissato al 30 aprile 2026, con possibilità di versare l’intero importo entro il 31 luglio oppure di dilazionare il pagamento fino a 54 rate bimestrali. Per i debiti locali, invece, le tempistiche dipenderanno dalle decisioni dei singoli enti. Gli enti che intendono aderire dovranno comunicarlo all’Agenzia delle Entrate-Riscossione entro il 30 settembre 2026.

Dopo l’approvazione definitiva del decreto fiscale, sarà emanato un provvedimento del direttore dell’Agenzia che definirà le istruzioni operative e le modalità di adesione per i singoli enti.