Fisco, in Italia 52mila contribuenti con regimi agevolati: chi sono e quanto pagano davvero

Oltre 52mila contribuenti sfruttano regimi fiscali agevolati in Italia. Chi sono, come funziona nel loro caso e quanto versano al Fisco

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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In Italia oltre 52.200 contribuenti hanno usufruito di regimi fiscali agevolati, secondo i dati delle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2025 (anno d’imposta 2024) diffusi dal Dipartimento delle Finanze. Si tratta di una platea limitata rispetto ai circa 43 milioni di contribuenti italiani, ma rilevante per l’impatto economico e il dibattito che genera. Le agevolazioni fiscali rivolte a chi si trasferisce dall’estero si sono stratificate nel tempo, creando un sistema articolato che riguarda soprattutto contribuenti con redditi elevati. Parallelamente, negli ultimi anni sono stati introdotti interventi per ridurre la pressione fiscale generale, come la riduzione delle aliquote Irpef da quattro a tre e il taglio del cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti.

Il regime degli impatriati

La quota principale dei beneficiari riguarda i cosiddetti impatriati, che rappresentano circa l’86% del totale, con quasi 45mila adesioni. Questo regime è pensato per attrarre lavoratori dall’estero o favorire il rientro di cittadini italiani, offrendo una riduzione significativa dell’imponibile sul reddito prodotto in Italia. Le dichiarazioni più recenti mostrano una crescita complessiva del 9,4% rispetto agli anni precedenti, ma emergono anche i primi effetti delle modifiche introdotte dal decreto legislativo 209/2023. In particolare, la percentuale di imponibilità è stata rivista, con una quota al 50% per 1.617 nuovi ingressi e al 40% per 455 soggetti.

Un elemento rilevante riguarda il livello di reddito medio di questi contribuenti. Secondo i dati, il reddito lordo medio da lavoro dipendente per gli impatriati si colloca poco sotto i 121mila euro, una cifra significativamente superiore alla media nazionale di 25.820 euro.

La flat tax sui redditi esteri

Un’altra misura al centro dell’attenzione è quella dedicata ai neoresidenti, spesso indicati come “Paperoni”. Questo regime prevede una tassazione forfettaria sui redditi prodotti all’estero. Introdotta nel 2017, l’imposta sostitutiva ha subito diversi aggiornamenti.

La soglia iniziale di 100mila euro è stata progressivamente aumentata: prima a 200mila euro nel 2024 e poi a 300mila euro a partire dal 2026 per i nuovi aderenti. Nel 2025 il numero complessivo dei beneficiari ha raggiunto 1.631 contribuenti, inclusi i familiari che possono accedere a una tassazione agevolata. Il dato segna una crescita del 9,1% rispetto all’anno precedente.

Quanto incassa lo Stato

Dal punto di vista delle entrate fiscali, il contributo di questi regimi resta limitato rispetto al totale. Tra il 2020 e il 2023 i versamenti complessivi sono stati pari a circa 315 milioni di euro, a fronte di un gettito Irpef complessivo di oltre 197 miliardi per il solo anno d’imposta 2024.

Il valore economico diretto appare quindi contenuto, ma il sistema è stato giustificato anche con l’obiettivo di attrarre contribuenti con elevata capacità di spesa, che possono generare ulteriori entrate attraverso consumi e investimenti.

Il funzionamento di questi regimi ha sollevato alcune criticità. La Corte dei conti ha evidenziato come la normativa favorisca principalmente soggetti con redditi internazionali elevati, senza richiedere un collegamento diretto con investimenti produttivi nel Paese.

In particolare, viene sottolineato che “la disciplina appare principalmente indirizzata a favorire soggetti che possono ritrarre fonti di reddito da più paesi”, senza che sia sempre possibile misurare con precisione l’effettivo beneficio per l’economia nazionale.

Un altro elemento evidenziato riguarda la mancanza di dati completi sull’ammontare dei redditi esteri interessati dalle agevolazioni e sulle imposte che sarebbero state applicate in regime ordinario.

Le agevolazioni per i pensionati esteri

Tra i regimi disponibili rientra anche quello dedicato ai pensionati esteri che trasferiscono la residenza in alcune aree del Sud Italia o nei comuni colpiti da eventi sismici. In questo caso è prevista una flat tax al 7%. Le adesioni restano contenute: 933 opzioni nelle dichiarazioni 2025, anche se in crescita di circa il 39% rispetto all’anno precedente. Il gettito complessivo si attesta intorno ai 4 milioni di euro. Recenti modifiche normative hanno ampliato la platea dei comuni interessati, aumentando da 20mila a 30mila abitanti la soglia per accedere al beneficio.